CHI DITE CHE IO SIA?

Le ragazze e i ragazzi della Comunità di San Paolo si interrogano sulla storia di Gesù di Nazareth

 

Un libro scritto da e per ragazze e ragazzi, oppure scritto anche per i grandi? La domanda, intrigante, sorge spontanea alla lettura di questo volumetto che raccoglie, appunto, la sintesi di un anno di lavoro del Laboratorio di religione della Comunità cristiana di base di San Paolo in Roma.

Formalmente, infatti, il piccolo libro (un centinaio di pagine, edite da Icone edizioni) è l’intreccio di riflessioni sui vangeli condotte da Giovanni Franzoni in costante dialogo con i/le partecipanti al “Laboratorio”, ragazze e ragazzi dai dieci ai quattordici anni. Si prende un fatto narrato dal vangelo, o una affermazione di Gesù, ci si riflette, ci si lavora, e quindi, insieme al pensiero del “conduttore” viene riportato quello di alcune e alcune partecipanti: frasi brevi, qualche flash per illuminare questo o quell’aspetto, per esprimere un sentimento, una impressione, una idea.

Di fatto, in questo pur rapido cammino si toccano problemi nodali legati a Gesù: la sua nascita, la sua vita pubblica, la sua morte. E su ciascuno di questi aspetti non si ripetono acriticamente tesi consuete ma, spesso, si aprono degli squarci che scuotono opinioni consolidate, e schiudono, proprio agli adulti, panorami diversi da quelli sempre conosciuti. In altri termini: in modo pacifico, sereno, apparentemente dimesso, si espongono i risultati di ricerche esegetiche (=interpretative) delle Sacre Scritture che di solito non escono dai cenacoli degli esperti e rimangono confinate in piccoli gruppi accademici e o in libroni difficili che la gente comune non legge.

Ad esempio: a pagina 10 si dice: “Sembra che Gesù non sia nato a Betlemme, ma a Nazareth, e… che sia nato almeno sei anni prima”. Una frase che condensa temi scottanti, e che induce a interrogarsi: “Ma come, Gesù non è nato a Betlemme? Questa poi! Ma lo dice il vangelo che Egli nacque a Betlemme… e tutti i presepi sono ambientati a Betlemme…”. La risposta, adombrata dal testo, è: Gesù è nato anagraficamente a Nazareth, ma “teologicamente” gli evangelisti Matteo e Luca lo fanno nascere a Betlemme per dire che Gesù era di discendenza davidica (David fu scelto come re d’Israele, e unto come eletto, proprio a Betlemme).

Il ragazzo e la ragazza del Laboratorio ha così appreso una conoscenza che appare strana al 99% per fedeli cattolici (e anche dei “Laici”); e gli anziani ignari di questo saranno spinti a chiedersi: “che è mai questa affermazione?”, e ad indagare per capire il senso profondo di certe affermazioni bibliche, che, spesso, non è quello che appare a prima vista. Non è la religione che cambia (come alcuni temono), ma siamo noi che comprendiamo meglio le Scritture. Del resto, il Laboratorio non offre certezze assolute, ma piste di riflessione per andare oltre, e cercare ancora, per comprendere meglio.

Una comprensione che, infine, porta ad una parola spesso ripetuta nel Laboratorio: “spezzare il pane”. Cioè, il succo della vita della discepola e del discepolo di Gesù è volere, malgrado le difficoltà ed i nostri limiti, fare come fece Lui: “spezzare” la nostra vita per gli altri, soprattutto per i più deboli e per gli esclusi.

Sono fortunati i ragazzi e le ragazze che crescono accostandosi ad un Gesù più vero, per dirLo con parole comprensibili a gente del terzo millennio. La speranza è che non scordino le intuizioni apprese ed espresse, e soprattutto la direzione del cammino da esse indicato. E, noi adulti? Leggendo questo libretto – scritto con parole semplici, accattivanti, immediate – possiamo “ripassare” alcuni punti nodali della nostra fede, e, magari, decidere di capirla di più, dal punto di vista teorico, e, soprattutto, di viverla di più nel concreto.

Dire chi sia Gesù, e dirlo con una vita cristallina e coerente, è compito e grazia di noi tutti, grandi e piccini, che siamo stati “sorpresi” dal lieto annuncio di liberazione e di solidarietà che Gesù ha incarnato in tutta la sua vita.

Luigi Sandri