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UN MONDO ALLA ROVESCIA?

Ci sono oggi due temi di cui si dibatte diffusamente: uno Ŕ il disegno di legge sulle intercettazioni, al centro del dibattito politico, l’altro Ŕ la pedofilia nell’ambito del clero che Ŕ al centro dell’attenzione soprattutto  della gerarchia cattolica.

Per strano che possa sembrare mi pare di intravedere un elemento in comune tra le due cose.

Da una parte abbiamo la maggioranza che governa il nostro (sfortunato) paese che sta portando a compimento (salve per ora imprevedibili ripensamenti, in quanto il testo approvato dal Senato Ŕ stato dichiarato “blindato”) l’iter del disegno di legge sulle intercettazioni. La cui ragione formale Ŕ la difesa della privacy ed il cui intento reale Ŕ, ad avviso di molti, quello di chiudere un cerchio che, dopo le svariate leggi ad personam per garantire l’impunitÓ a chi sappiamo, raggiunga lo scopo di porre dei limiti irragionevoli al controllo di legalitÓ da parte dell’autoritÓ giudiziaria e di impedire di dare informazioni ai cittadini per evitare ogni controllo da parte dell’opinione pubblica. In due parole: l’obiettivo della maggioranza sembra quello di oscurare la veritÓ (probabilmente, cosý par di capire, per proteggere ancora i soliti noti da probabili intercettazioni compromettenti).

Dall’altra parte abbiamo una gerarchia cattolica che pi¨ o meno da sempre ha raccomandato, ed a volte quasi imposto, di nascondere la veritÓ riguardo agli scandali sessuali in genere del clero (“nisi  caste, saltem caute” mi pare sia stata la raccomandazione ufficiosa in riguardo: se non ce la fai ad essere casto, almeno non ti fare scoprire) ed in particolare nei confronti del reato di pedofilia.

In queste ultime settimane sono venute per˛ dalla suprema autoritÓ cattolica parole molto chiare sulla necessitÓ di fare pulizia nei confronti del clero pedofilo, con chiara indicazione di obbligo di denuncia all’autoritÓ giudiziaria civile. Viene quindi ristabilito il principio (mai negato in teoria ma ignorato nella pratica) che si deve proclamare la veritÓ, anche quando fa male.

Forse Ŕ pretestuoso voler vedere un rapporto tra le due cose. Per˛ si tratta di una stranezza  che pu˛ far apparire un “mondo alla rovescia”: uno stato laico e democratico, l’Italia, che intende consapevolmente oscurare la veritÓ ed impedirne la diffusione; una monarchia assoluta, teocratica e fondamentalista, il Vaticano o il papato, che impone di aprire gli armadi dove la veritÓ sul clero pedofilo Ŕ stata finora sepolta.

Non ho nessuna conclusione da trarre. Lo scopo era quello di sottolineare una anomalia. Ma posso fare un auspicio: non mi illudo che l’atteggiamento del Vaticano sul clero pedofilo faccia presagire chissÓ quali aperture su altri campi, ma vorrei poter sperare che la maggioranza che ci governa dia prova, per una volta, di possedere quel senso dello stato che Ŕ alla base del vivere democratico e che il disegno di legge approvato dal Senato sembra voler seppellire.

 

Leo Piacentini

ComunitÓ di piazza del Luogo Pio di Livorno

16 giugno 2010


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