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PENSIERO DEL GIORNO

 

Io, che sono prete e sto nella Chiesa, credo che la Chiesa come istituzione non ha altra strada possibile che quella di un’umiltà sempre più grande, perché ci si presenta sempre come rappresentanti di Dio, e non è vero. Dio bisogna rappresentarlo non con il potere, non a parole, ma con opere e, davvero, con umiltà e carità. Non possiamo condannare l’istituzione ecclesiastica, perché tutte le Chiese, compresa la cattolica e, suppostamente, tutte le Chiese orientali e le grandi Chiese del protestantesimo, hanno un po’ dell’istituzione, essa è necessaria, ma deve essere provvista di una grandissima umiltà e di democrazia interna; deve avere qualcosa di giuridico, ma soprattutto una dimensione sociale e spirituale. Finché non avranno qualcosa di questo, sono antievangeliche. Perché c’è qualcosa di fondamentale nei Vangeli di cui possiamo con assoluta plausibilità pensare che si tratti di parole autentiche di Gesù: il Regno di Dio è una buona notizia per i poveri. Il giorno in cui l’istituzione ecclesiastica sarà una buona o almeno sufficientemente buona notizia per i poveri, le cose andranno bene. Oggi non è così. Credo che la Chiesa debba convertirsi a Gesù di Nazareth.

 

P. José Maria Díez Alegría