Testata sito CdB
CHIUDIVAI AL SITO

XII assemblea nazionale  “Noi Siamo Chiesa”
20 giugno 2010, Milano (cascina Contina).

Dal giugno 2009 al giugno 2010 : iniziative, documenti, proposte.
Sintesi della relazione del coordinatore nazionale Vittorio Bellavite

 

L’inizio del nostro incontro di oggi coincide con la prima parte della celebrazione eucaristica, che sarà completata, prima di pranzo, nella chiesetta della cascina. E’ una modalità in parte nuova che ci fa intrecciare la preghiera con la discussione sul nostro movimento e sulle sue iniziative.

Ringrazio la comunità della cascina Contina che ci ospita, ora faremo un rapido giro per presentarci (per mettere a loro agio chi partecipa per la prima volta).

Ricordo chi non c’è più : anzitutto Padre Camillo De Piàz, ha sempre seguito quanto NSC ha detto e fatto con interesse e condivisione. Poi Beppe Gozzini, il nostro maestro cristiano della non violenza (potete leggere un suo profilo) e Giorgio Donghi (i cui funerali sono stati celebrati ieri) e prima Giovanni Cancarini e Piergiovanni Palminota.

Siamo tutti, soprattutto a Milano, ancora sotto lo shock per l’arresto di don Domenico Pezzini. Distribuisco un testo di chi l’ha visitato recentemente, ora è in infermeria. Siamo increduli e confermiamo la stima per quanto ha fatto (compresa una relazione al nostro convegno su “Fede e persone omosessuali” del 1999); abbiamo anche fiducia nella magistratura. Don Domenico non sta sicuramente godendo delle coperture di cui hanno goduto molti preti.

 

Chiesa universale e Vaticano 

In Vaticano la linea generale del pontificato non è cambiata nellultimo anno. Prima di trovarsi di fronte allo tsunami della questione pedofilia tra il clero, la Caritas in Veritate del luglio scorso ha cercato di vedere le cose nuove ma è ben lontana, per capirci, dalla Pacem in terris e dalla Populorum Progressio percorsa com’è da una eccessiva preoccupazione per la verità dopo la carità. Subito abbiamo detto quello che nessuno dice di questa enciclica : che il suo silenzio completo sul problema della guerra, del riarmo, della produzione e del commercio delle armi ne riduce a ben poco la sua credibilità. Per non parlare poi della sua assenza sui rapporti ecumenici e interreligiosi necessari per mobilitare tutti insieme  le risorse etiche necessarie nella situazione di peggioramento della situazione generale nel mondo..

Dopo il Sinodo dei vescovi sull’Africa (sul quale non siamo riusciti ad esprimere opinioni meditate) l’avvio del processo di beatificazione di papa Pacelli e di papa Wojtyla, per quanto previsto, ha consolidato la linea della vera e propria santificazione del papato, confermando una posizione ecclesiologica, che, dall’inizio, contestiamo in radice.

Lo scandalo pedofilia ha scosso poi tutta la struttura della Chiesa, le ha fatto perdere, come mai in questi decenni, credibilità e, nonostante tutti gli interventi di papa Ratzinger nella direzione del fare pulizia, ha permesso di capire, agli osservatori realmente indipendenti, quanto il problema fosse e sia nel sistema antievangelico della Chiesa  di protezione delle proprie strutture (sistema nel quale anche Ratzinger è coinvolto). Questo abbiamo scritto nel nostro testo del 30 marzo. “Noi Siamo Chiesa” su questa questione ha detto le parole giuste al momento giusto, cioè prima di tutti. (il nostro movimento è nato da una reazione allo scandalo Gröer in Austria) e poi sempre in seguito con costanza e determinazione. La vera celebrazione penitenziale che si è svolta il 31 marzo nel duomo di Vienna non c’è stata in Vaticano, ne tantomeno da parte dall’assemblea dei nostri vescovi di fine maggio, che ha concluso che tutto, in Italia, va abbastanza bene.

  

 La situazione in Italia

 Che l’orientamento generale di chi guida la Chiesa in Italia non sia cambiato ci sembra evidente ( a parte contrasti interni, di scarso interesse per noi, tra CEI e Vaticano). Nell’estate scorsa la legge sulla sicurezza, anche se con proteste, e il caso Boffo non hanno sostanzialmente incrinato il rapporto col nuovo governo che abbiamo denunciato, con parole di fuoco, nella nostra assemblea del giugno ’08 ( parlammo allora di “demoniaco connubio tra il trono e l’altare”) . Ed è conferma di questa linea la reazione nevrotica in novembre (che continua tuttora) alla sentenza della Corte di Strasburgo di proibizione del crocifisso nelle aule scolastiche. Il rapporto con la maggioranza di governo è continuato con l’intervento della CEI prima delle elezioni regionali di esplicito schieramento contro i candidati “laicisti”, di sostanziale accettazione del leghismo come realtà cattolica e di quasi silenzio sulla corruzione, gli attentati alla democrazia, l’aumento delle spese militari ecc…La nostra forte preoccupazione sulla situazione politica si è manifestata nell’organizzare a Milano (nell’ambito del network qui esistente da tempo), il convegno  su

“ Coscienza cristiana e crisi della convivenza e della democrazia”. In questo filone di intervento voglio ricordare, il forte contrasto nei confronti del disegno di legge sul testamento biologico e, almeno per Milano, la partecipazione attiva alla locale Consulta per la difesa della laicità delle istituzioni.

Lo scandalo relativo agli abusi sessuali nei confronti dei minori ha visto la Chiesa italiana sulla difensiva e priva di capacità di reale trasparenza ed iniziativa (contrariamente agli episcopati del Nordeuropa) . Il nostro testo del 30 marzo in cui si proponeva ai vescovi la costituzione di strutture indipendenti che ascoltassero le vittime è caduto completamente nel vuoto. Nessuno  interloquisce, nessuno risponde. Mai (salvo qualche rara lettera di cortesia quando inviamo dei libri, ma  fa eccezione Mons. Loris Capovilla).  Idem per la lettera ai vescovi dello scorso settembre in cui proponevamo un nuovo corso per la stampa cattolica dopo il caso Boffo. I vescovi- supponiamo- sono infastiditi nel dover interloquire e discutere con noi in una condizione di parità (e non di supponenza) e comunque molte questioni non vengono nemmeno considerate perché vengono ritenute di competenza del vertice, cioè della CEI e del Vaticano. Insomma dei vescovi funzionari, lo sapevamo. E finchè siamo poco conosciuti e in pochi è comodo fare finta di niente. Lo scandalo, affrontato con paura, sicuramente avrà effetti di lungo periodo nell’opinione pubblica (già si parla di un calo delle firme dell’ottopermille a favore della Chiesa). Ma  forse qualcosa si muove. Per esempio quanto noi diciamo da anni sui beni della Chiesa e sulla sua gestione delle risorse economiche ha trovato accesso ai media (trasmissione del 21 maggio sulla 7 e del 30 a Report), e sono di questi giorni le notizie sugli immobili di Propaganda Fide. Il nostro nuovo gruppo di Roma si sta muovendo da mesi nei confronti del Vicariato su questa questione.

Abbiamo partecipato alla seconda assemblea di Firenze del 6 febbraio  del gruppo nazionale “Il Vangelo che abbiamo ricevuto”. In quella sede e dopo abbiamo espresso alcune perplessità sulle caratteristiche eccessivamente teologiche e poco pastorali dei due incontri. Il prossimo incontro è convocato per settembre a Napoli . Dal testo di convocazione e da notizie che abbiamo pare che alcune nostre osservazioni siano state accolte. La proposta che faccio  è di parteciparvi, sottolineando ancora una volta la necessità di creare nel nostro paese una rete di contatti di tutta la Chiesa di base, che, pur in differenti posizioni, si richiami al Concilio.

 

Rapporti internazionali

 Negli incontri internazionali (Freising, Strasburgo e Amsterdam) abbiamo portato avanti la linea dell’intensificazione dei rapporti nella galassia del cattolicesimo critico. Con pazienza e un po’ di fatica questa posizione sta acquistando consensi e siamo impegnati in un progetto di cui vogliamo discutere oggi in modo specifico, quello del “Project Council 50 years” che veda, nei prossimi cinque anni, l’organizzazione in tutto il mondo (dove possibile !!) di riflessioni, convegni ed iniziative sul Concilio, in occasione dei 50 anni dal suo inizio e  del suo svolgimento. La proposta è quella di concludere il progetto con un grande incontro a Roma nel dicembre 2015 di tutti i cattolici che si definiscono conciliari.

 

Stampa e media

 Le difficoltà di comunicare sono sostanzialmente le stesse di prima. La stampa cattolica continua a ignorarci, salvo qualche rara eccezione, e ciò avviene da sempre.  Il contraddire i nostri testi sarebbe non facile nel merito e, soprattutto, ci farebbe conoscere; il presentarli in modo oggettivo non è concepibile perché vige il sistema del pensiero unico. Sulla stampa laica ci sono alcuni spazi, in parte nuovi. “Micromega” pubblica sempre i nostri testi (a stampa e online); lo scandalo pedofilia in Germania e Austria ha fatto arrivare sulla stampa italiana abbastanza spesso la nostra sigla (a volte deformata Wir Sind Kirke-La Chiesa siamo noi). Il 7 aprile, per la prima volta in assoluto, un quotidiano (il Messaggero) ha pubblicato una  intervista fatta a me come coordinatore in pagina nazionale (sullo scandalo pedofilia nel clero). Ci manca ancora la prima volta in TV.

 

Nostra comunicazione

 Nello scorso settembre abbiamo pubblicato, sempre per la Meridiana, “Eucaristia senza prete?” con il documento dei domenicani olandesi e successivo dibattito. E’ il nostro settimo libro.

Abbiamo rilanciato, per merito dei nostri amici di Roma, il portale “evangelodalbasso.net” che è la porta d’accesso a tutti i siti alternativi dell’area “critica” della Chiesa.

Continua la collaborazione con Adista e con Tempi di fraternità che ci pubblica due inserti all’anno.

Il nostro sito arriva ora a 150 accessi in media al giorno (con un aumento consistente).

Il vescovo emerito Giuseppe Casale ha pubblicato un libretto “Per riformare la Chiesa” per la Meridiana che sembra scritto da Noi Siamo Chiesa.

Però dobbiamo fare molto  di più : il sito può essere molto migliorato  e fatto meglio conoscere, la newsletter non è ancora decollata, siamo assenti dai socialnetworks.

Comunque possiamo dire che il nostro movimento è stabilmente presente nell’area di confine nella Chiesa, proponendo punti di vista e sollecitazioni che si diffondono underground, controcorrente,rispetto alla grancassa dei troppi messaggi mediatici  densi di luoghi comuni e di propaganda che circolano nella Chiesa (e nella società)

 

Le iniziative già in cantiere

 Elenco le iniziative che abbiamo già avviato e da confermare:

--redigere un testo a conclusione dell’”Anno sacerdotale”sostenendo che nessun problema di quelli relativi al ministero è stato posto e discusso e tutto è rimasto assolutamente immobile con modelli arretrati (S.Curato d’Ars) e discorsi conseguenti. Quindi, dal nostro punto di vista, un anno del tutto inutile, che è poi stato travolto dallo scandalo degli abusi sessuali sui minori (in Italia è stato affrontato in modo del tutto minimalista da parte della Cei);

-- confermare con comunicato il 23 giugno (giorno in cui il governo ha organizzato un convegno su questa questione) la linea di consenso alla sentenza di primo grado della Corte europea dei diritti dell’uomo sul divieto di uso del crocifisso negli spazi pubblici. Su questa posizione siamo abbastanza soli. Il trenta la Corte europea  si riunisce per il giudizio d’appello;

--aggiornamento, durante l’estate, del nostro testo sul testamento biologico del 15 ottobre;

--partecipazione, sulla linea di quella agli incontri di Firenze 1 e 2, all’incontro di Napoli del 17.9/19.9 promosso dai promotori de”Il Vangelo che abbiamo ricevuto”;

--attenzione, dall’esterno, al primo incontro delle vittime degli abusi sessuali del clero sui minori del 25 settembre a Verona;

--organizzazione in autunno (all’interno del network milanese) di un incontro sul problema della nomina dei  vescovi (in relazione alla conclusione dell’episcopato di Tettamanzi);

--presenza all’incontro nazionale delle Comunità di base di Torino del 30-10/1-11 su “Date ragione della vostra speranza”;

--partecipazione all’incontro di Parvis, che è la rete francese dei cattolici conciliari, a Lione in novembre e al forum della teologia della liberazione a Dakar in gennaio, anche in rappresentanza dell’European Network.

 

Due proposte

 E’ quella di promuovere la costituzione di un Comitato, composto di personalità e di associazioni, per la riabilitazione di Ernesto Buonaiuti

 Ed è quella di aderire formalmente al circuito europeo di gruppi cattolici presenti in tutta Europa, l’European Network Church on the Move (a cui partecipiamo informalmente da anni). Esso  si impegna, in modo coordinato con IMWAC (International Movement We Are Church) soprattutto sulle questioni dei diritti umani e il dialogo interculturale e interreligioso.