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Commenti, domande e risposte alla rubrica "In Primo Piano"
Interventi sul primo piano del 4 febbraio 2010 ASSUMERSI LA RESPONSABILITÀ DI SBAGLIARE di Marcello Vigli No, caro Marcello, non ci sto a passare per uno che pecca di omissione. Sono fra quelli che hanno ormai distinto da un pezzo la propria ricerca di fede da ciò che fa e disfa la gerarchia cattolica. In questo senso ne ho preso le distanze. E prendo le distanze anche da coloro che, con o senza disagio - e nel primo caso dichiarandolo o tacendolo – intendono restare sottomessi ad una gerarchia che si occupa di antiquate semplificazioni d’intuizioni profonde, di minuziose definizioni e complicate elucubrazioni del passato quando non si preoccupa di conservare e gestire il proprio potere. (E le due cose stanno insieme). Ne ho preso le distanze, non perché consideri irrecuperabili i singoli membri della gerarchia né singolarmente quelli/e che le restano sottomessi/e. Ma perché si tratta di persone adulte, dotate di normale discernimento, pienamente responsabili delle proprie scelte. Eppoi, a cosa dovrei recuperarle? E perché io? E a cosa pensate voi di poterle recuperare? E perché voi? Dicono alcuni: perché sono fratelli e sorelle nella fede. Davvero? Che forse chi sta nella mia stessa fede mi è più fratello o sorella di chi sta in un’altra fede o non ne ha alcuna? Il punto è un altro. Gesù è venuto a fondare una chiesa o ad annunciare la venuta del regno? E chi tenta di seguirlo di cosa deve occuparsi? Ognuno stia dove vuole o pensa di dover stare. Per quello che mi riguarda penso che anche se il confiteor non la enumera fra i peccati anche la dispersione di energie e di cure può esserlo, specialmente quando di persone che hanno bisogno di cure, attenzione e dedizione ve ne sono tante. E le energie sono poche. Un abbraccio affettuoso. Nino Lisi Carissimo Nino, non puoi compiere questo peccato di omissione perché hai detto NO alla necessità di costruire una chiesa altra, NO alla fede che per la permanenza del Vangelo nella storia sia necessaria una struttura purché sia (istituzione leggera ma pur sempre istituzione .... anche il nostro Collegamento lo è!!!); NO, quindi, alla necessità di impegnarsi a costruirla. L'omissione è di chi dice SÌ a tutto quello che tu neghi e si comporta come te evitando (tu lo fai coerentemente loro no!!!) l'impegno ad impedire che quella che c'è (burocratizzata nel tempo) sia di ostacolo non solo alla costruzione di una Chiesa decente (che non sarà mai perfetta) ma anche di quel Regno al quale è finalizzata, perché ad esso serve la permanenza del Vangelo nella storia (ovviamente insieme a tante altre cose). Per inciso nessuno di noi si propone di convertire vescovi o di portare sulla buona strada "fratelli cristiani che sbagliano", solo vorremmo moltiplicare coloro che s'impegnano sulla strada, che noi riteniamo buona, di costruire una chiesa altra dato che di una chiesa pensiamo ci sia bisogno. Sta tranquillo, quindi, avrai tanti altri peccati da farti perdonare, come tutti noi, non quello di questa omissione perché hai escluso dal tuo credo la Chiesa santa cattolica apostolica. Non sei il solo né il primo e al Regno servi tu come tanti che non fanno riferimento al Vangelo..... spero di servire anch'io che continuo a credere nella Chiesa, senza farmi dominare da nessuna gerarchia, cercando di mantenere attraverso la condivisione di segni e l'uso di un comune linguaggio una comunicazione con altri che dicono (e non posso giudicarli se non dai fatti) di seguire il Gesù del Vangelo non risparmiando loro le mie critiche se quei fatti non li compiono. Non voglio commettere peccato d'omissione come quelli che di queste critiche non si fanno carico. Ti abbraccio, Marcello Vedi anche sul tema l'articolo di Enzo Mazzi da il manifesto del 12 febbraio 2010: Per uno sciopero della liturgia
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