PRESENTAZIONE del libro “LE DONNE E IL PRETE. L’Isolotto raccontato da lei”.

MIRA FURLANI

  • Come è nato questo libro, o meglio, come e chi mi ha dato la forza per scriverlo?

Nella Introduzione parlo del ruolo che hanno avuto due amiche di Pinerolo, Doranna e Carla, le stesse che poi hanno scritto la Prefazione. Ma la spinta più grande l’ho ricevuta dal mio legame amicale con Luisa Muraro, amicizia che fra noi due esisteva già da lungo tempo sul piano del pensiero, ma che ha preso corpo dopo la sua presenza al nostro convegno di Monteortone (Padova) avvenuto il 2-4 dicembre 2011, dal titolo In principio sono i nostri corpi. Continua a leggere

Su “Evangelium Foeminae”

RITA TORTI

“Evangelium Foeminae” è una raccolta di 22 composizioni in versi, in cui le donne che compaiono nelle narrazioni dei Vangeli, i canonici, con qualche breve incursione negli apocrifi, si raccontano. L’opera nasce da una consuetudine e da due domande che spesso mi sono posta. La consuetudine è quella di leggere e di meditare i vangeli “da donna”, con l’attenzione rivolta in particolare all’atteggiamento di Gesù verso le donne, negli episodi e anche nelle parabole dove entra in pieno “l’universo femminile” Continua a leggere

LE NOSTRE BIBLIOTECHE, SVUOTATE “DAI GRANDI FALO’ “, SI STANNO RIEMPIENDO DI NUOVE PAROLE.

Lupi Doranna

Forse sarebbe meglio annotare la nostra ghinea sotto la voce “Stracci. Benzina. Fiammiferi”. Per radere al suolo l’intera costruzione e dar fuoco alle vecchie ipocrisie. E le figlie degli uomini colti danzino attorno al grande falò, gettando di continuo bracciate di foglie morte sulle fiamme, mentre le loro madri sporgendosi dalle finestre più alte, gridano, “ Che bruci! Che bruci! Non sappiamo che farcene di questa istruzione!                              

  Le tre ghinee  Virginia Woolf

 La nostra profeta Virginia Woolf aveva ragione: bisognava dar fuoco alle vecchie ipocrisie patriarcali, conservate in biblioteche straripanti di libri scritti solo da maschi, per far posto alle parole ancora non dette, parole di donne costrette al silenzio per secoli e secoli.

Ma a volte può volerci molto tempo, anche il tempo di una vita, perché le cose meditate vengano portate a significato. Mi riferisco al nostro trentennale percorso di donne  delle comunità cristiane di base e non solo e alla fecondità che ci attraversa in questo momento. Forse stiamo diventando vecchie sagge, che stanno sedute con le mani in grembo, mentre l’anima viene a galla. Anime che non si sono annoiate, non se ne sono andate. Anime che da sole e insieme hanno tessuto il significato delle proprie esistenze. E ora, alcune di noi, sono giunte a  documentare adeguatamente la presenza delle donne nelle vicende umane, attraverso generi letterari differenti: un saggio autobiografico sulla differenza sessuale,  un poemetto, la poesia. Continua a leggere

IL TEMPO DELL’ATTESA INTRECCIO TRA ESPERIENZE E VITA QUOTIDIANA

XXII incontro nazionale dei gruppi donne delle comunità cristiane di base italianein collaborazione con Donne in Cerchio, Donne in ricerca di Padova, Ravenna, Verona,Identità e differenza, Il Graal Italia, Thea Teologia al femminile

Verona 18-20 Novembre 2016

Parlare in questo seminario del tempo dell’attesa, nell’intreccio di esperienza e vita quotidiana, ha voluto dire mettere in campo il nostro desiderio di accogliere il tempo lento e profondo di una spiritualità del quotidiano che ci attraversa e ci pone in relazione alla materialità dell’esistenza e dei corpi, risvegliando la capacità generativa dello “stare nella vita”.Questo aspetto della spiritualità, libero dal fare compulsivo che spesso ci attanaglia attraverso l’angoscia dell’inadeguatezza e dei sensi di colpa, è stato l’oggetto di riflessione dei gruppi donne nei mesi precedenti al nostro incontro. Dai contributi di questa riflessione comune ha preso avvio l’intervento della filosofa Chiara Zamboni, che ha valorizzato e rilanciato aspetti significativi del nostro pensiero e delle nostre pratiche, evidenziandone anche le mancanze. Continua a leggere

Si fa presto a dire “Voglio essere ulivo”

Giancarla Codrignani

Si fa presto a dire “Voglio essere ulivo” quando mi viene in mente la dolcezza dei rami della domenica che precede la Pasqua, la tenerezza delle foglie lucide di verde. Che, tuttavia, provengono da alberi tormentati, tronchi modosi, aspri, aggrovigliati, come la settimana pasquale attraversata dalla Passione prima di arrivare alla Resurrezione.

Giusto dunque partire dalla riflessione su un tempo caratterizzato da profondi cambiamenti a livello globale e dai drammi umani che ci interpellano mentre attorno cresce l’angoscia e, quasi complementare, l’indifferenza. Il tronco globale è duro e tormentato e in questo clima i tenui fili di relazione pur bene intrecciati possono non compensare la sofferenza, tante volte così profonda da non farsi avvertita, anche se lacerante. Non so a voi, ma a me capita di vedere in tante associazioni e gruppi divisioni, insofferenze, distacchi. Inoltre mi sembra che si viva malissimo la campagna referendaria, come se non fosse “normale” che le persone perbene vogliano tutte difendere la Costituzione pur facendo scelte diverse. Ma anche Brexit e Trump confermano che non si vogliono approfondire le questioni che impegnano le singole coscienze proprio perché quest’epoca di grandi cambiamenti, perfino antropologici, fa paura. Continua a leggere