4 luglio 2013

Giancarla Codrignani

care amiche,
a volte le informazioni si collegano senza logica apparente. Leggo che “Femminile Plurale” ritiene che “oggi non si possa fare a meno di scommettere su una relazione politica significativa tra donne e uomini per un cambiamento radicale”. Potrei essere d’accordo, ma, in fondo, è l’esperienza di sempre: se siamo anche noi dentro le istituzioni (comprendendo nell’istituzione anche i libri di scuola, le scuole di pensiero, la scienza, l’uso dei patrimoni pubblici) è perché gli uomini ci chiedono proprio di fare progetti comuni. A partire da loro? Anche da noi in omologazione al pensiero unico? o da due?
Mi intriga l’immaginario; ed ecco la seconda lettura odierna. Non sono donna da sfilate di moda, ma mi ha incuriosito la presentazione della sfilata di tale Martin Margiela: la donna porta jeans a mezza gamba su calza rustica, il resto del corpo resta nudo tranne che per un ampio soggolo che poco sembra coprire del seno, ma – inquietante – fa tutt’uno con una specie di casco da schermitrice che ingabbia totalmente il capo e il volto (forse ci sono fori per gli occhi). Sembra in strass. Il sarto spiega che sempre intende valorizzare l’abito, non la modella (perché non una bambola?). Dentro l’immaginario resta sempre il talebano?

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