TERESA D’AVILA – MODERNITA’ DI UNA MISTICA

Intervista di Cristiana Dobner con l’intellettuale atea Julia Kristeva, che ha studiato a lungo la santa di Avila.

“ Ho incontrato Teresa – ci racconta Julia Kristeva – su sollecitazione di un editore: ho passato una decina d’anni con la stravagante monaca spagnola, di cui avevo appena sentito parlare, divenuta per me una figura imprescindibile della cultura europea. Sono lieta di aver trovato, grazie a lei, quello slancio barocco che ha trasfigurato il cattolicesimo medievale e ha aperto le porte all’umanesimo dell’illuminismo”. Continua a leggere

IL DIVINO, L’AURORA: VEDERE, SENTIRE

Paola Zanchi

 

Da anni le donne si interrogano su Dio, non tanto sul suo nome, ma sul divino che è in noi e fuori di noi.

Il libro di Giuliana Savelli sulla filosofa Maria Zambrano, che quest’anno il nostro gruppo ha letto e commentato, ci dà l’occasione per proseguire su questa esperienza che ci appassiona e ci conduce per vie ardue ma anche sorprendenti.

Nell’introduzione di Chiara Zamboni si dice che l’essere umano è una creatura non del tutto nata, è incompiuta. Egli vive, senza aver scelto, un movimento verso l’essere, un movimento di trascendenza; egli sperimenta un percorso, imbocca più strade, le abbandona, ne tenta altre, in un continuo mettersi alla prova, ma ciò non è senza frutto. Così facendo, trasforma l’esperienza del tempo, del soggetto, dell’altro, del linguaggio, dell’essere in rapporto alla storia, alla vita. E’ una sperimentazione esistenziale. Continua a leggere

Teresa d’Avila e i suoi doni cinquecento anni dopo

Clara Jourdan

(www.libreriadelledonne.it, 28 marzo 2015)

In occasione del cinquecentenario della nascita di Teresa d’Avila (28 marzo 1515 – 16 ottobre 1582), L’Osservatore Romano le ha dedicato il numero di marzo 2015 dell’inserto mensile “Donne chiesa mondo”, con contributi di Julia Kristeva intervistata da Cristiana Dobner, di Lucetta Scaraffia, di Christiane Rancé, che ne fanno emergere la grandezza femminile per il mondo di oggi. È questo un risultato del femminismo, sulla cui onda molte sante sono già state presentate sulle pagine dell’Osservatore. E ora Teresa. Canonizzata nel 1622 e dichiarata dottora della Chiesa nel 1970, universalmente conosciuta ma anche usata in Spagna come “santa nazionale”, grazie al femminismo Teresa è stata strappata al franchismo e restituita alla storia delle donne. Cominciò Rosa Rossi (1928-2013), ispanista, una delle prime intellettuali comuniste che ha saputo parlare di cose religiose: con il suo dirompente Teresa d’Avila. Biografia di una scrittrice (1983), «un libro tanto amato da vendersi in edicola in Spagna, ha cambiato definitivamente le chiavi di lettura della vita e dell’opera di Teresa d’Avila, che prima era una grande donna ma lontana perché incomprensibile: diventò fonte di ispirazione per uomini e donne, comprese giovani femministe» (María Milagros Rivera Garretas, Rosa Rossi, www.libreriadelledonne.it, 5 aprile 2013). Con Teresa si creò «un circolo ermeneutico sessuato, ovvero quella relazione di senso che si instaura tra una donna lettrice o interrogante e l’opera, la parola, o la stessa vita di una un’altra donna» (Diana Sartori Perché Teresa, in Diotima, Mettere al mondo il mondo, La Tartaruga 1990). Oltre che maestra di spiritualità, dalle letture femministe emerse in particolare la sua fisionomia di grande politica, perché si salvò dall’Inquisizione (En el umbral de la hoguera, “sulla soglia del rogo”, si intitola la biografia scritta nel 1999 da Josefina Molina, la cineasta che nel 1984 aveva diretto lo sceneggiato della televisione spagnola sulla vita della santa). Continua a leggere

Divino femminile e trasformazione

Francesca Lisi

A partire da Maria Zambrano e il sogno del divino femminile di Giuliana Savelli,

una proposta…

Del pensiero di Maria Zambrano ho sempre ritenuto pregevole il tema della trasformazione, della trascendenza, che, penso, costituisca il centro portante della sua filosofia. Attorno a questo tema io credo si svolga il suo processo filosofico, nonostante, spesso, esso si inabissi, rendendosi poco esplicito, o difficilmente riconoscibile o scarsamente rilevabile.

A partire dal mio interesse per questo tema, ho cercato, dal mio primo approccio con i testi di Zambrano di ricavarne un percorso che non soddisfacesse soltanto il piano teorico-teoretico, ma anche il piano pratico esistenziale; un percorso che fondasse un pensiero come “metafisica sperimentale”, nello stesso senso che Chiara Zamboni spiega nella sua Introduzione al libro di Giuliana Savelli. Continua a leggere

CI RISIAMO CON IL “GENDER”

Giancarla Codrignani –  23 marzo 2015

Per piacere, qualcuno dovrebbe informare Papa Francesco e la Segreteria della Cei che perfino alla Banca Mondiale esiste un Gender Action Plan in cui la Gender Equality viene definita “smart Economics“. Per non parlare dei PhD in Women’s and Gender Studies o dell’Erasmus Mundus che si occupa degli stessi Women’s and Gender Studies in cooperazione con sette università europee – tra le altre l’Università di Bologna – e altre nord-e sud-americane. Perfino l’Associazione italiana di Psicologia chiede che si promuova una cultura che favorisce la relazione e la nonviolenza. Continua a leggere