SPEZZIAMO INSIEME IL PANE

Maria eucaristica

Catti Cifatte

Alcuni anni fa feci una intervista ad un parroco Don Ferdinando Sudati appartenente al Movimento Noi Siamo Chiesa, questa intervista intitolata MARIA EUCARISTICA è stata pubblicata , tra le altre interviste, nel libretto “Sensibilità maschili – punti di vista sul femminismo e sulla parzialità di genere” Editore Gabrielli 2008 a pag 97 e seguenti.

Alla mia domanda : “ Al fine della piena rivalutazione di Maria non possiamo prescindere dal suo corpo; proprio dal corpo infatti partirei per riflettere sul fatto che, essendo corpo femminile, esso è stato volutamente negato dalla teologia. Ma noi invece, che abbiamo un’altra considerazione del corpo, vogliamo mettere in evidenza proprio che fu lei la prima ad avere in sé il corpo di Gesù e quindi la prima a dargli vita e nutrirlo. Cosa ne pensi di questa prima “Eucarestia” di Maria che può anche essere letta nel modo inverso: Maria che dona il suo corpo e il suo sangue a Gesù?” Continua a leggere

spezziamo insieme il pane

Elizabeth Green

Carissime amiche,

 

Ecco alcune riflessioni che mi sono sorte spontanee dopo aver letto  la proposta di Doranna e aver partecipato alla vostra bella liturgia.

 

  1. Mi è sembrato che tutta la liturgia fosse incentrata sul divino detto al femminile. Non solo si citava un vangelo gnostico ma sia le “beatitudini” sia la preghiera alla Shekinah si allontanavano dal testo biblico. Nell’interpretazione del vangelo l’attenzione era spostata da Gesù alla reazione dei discepoli. Così ho capito tutta la liturgia come un tentativo di “origliare” ciò che Gesù e la samaritana dicevano e che non aveva destato l’interesse dei discepoli (Gv 4,27)

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Incontro di Verona

DSCN1915tt1 DSCN1924ggqPaola Cavallari – Bologna

Care amiche,

le due giornate di Verona sono state molto importanti, a tutti i livelli, soprattutto per chi, come me, partecipava per la prima volta.

L’emozione è stata intensissima durante la celebrazione liturgica. Sia la scelta delle letture della Parola, sia altri testi poetici, sia le pause di meditazione con accompagnamento musicale perfetto (j’adore Jan Garbarrek), sia i gesti liturgici individuati dalle organizzatrici, come momenti simbolici alti per far germogliare la comunione –  voglio qui ricordarli: lo spezzare insieme il pane e condividerlo, l’ungersi la fronte pronunciando  parole  di benedizione, sia infine le parole spontanee dei partecipanti all’assemblea che hanno espresso in libertà il loro esserci.

Tutto all’insegna della reciprocità, senza gerarchie, senza esclusioni. E le parole attualizzavano l’esserci della differenza femminile. Anche l’uso della parola Ruah (femminile) è stato un dettaglio di attenzione e cura.

Penso che sarebbe importante che ci potessimo vedere più spesso. Immagino però che la fatica organizzativa sia notevolissima.

Azzardo la proposta di incontri di macroregioni per es, che durino solo 1 giorno, e senza relazioni di esperte; mi domando se dovremmo trovare anche parole d’ordine e dare più importanza alla visibilità politica.

Ciao a tutte e ancora grazie.

Spezziamo insieme il pane

Adriana Sbrogiò

Care amiche,

Anch’io ringrazio Doranna e le amiche di Pinerolo perché ho provato un moto di gioia e un senso di libertà di fronte all’ “accostamento della metafora eucaristica alla gestazione e alla nascita”. È emersa in maniera chiara la differenza del rendere grazie di Gesù che ha dato la vita per la salvezza dell’umanità intera, e il rendere grazie di Maria, sua madre, che accogliendolo nel suo ventre ha permesso che ciò avvenisse. Entrambi hanno messo a disposizione la loro carne ed il loro sangue per il fine ultimo: realizzare, qui in terra, l’Amore di Dio per le donne e gli uomini . Il simbolico della differenza dell’uomo e della donna che nella salvezza integra e non separa la Croce e il Magnificat.

Adriana Sbrogiò
Spinea (VE), 13Maggio 2015

Spezziamo insieme il pane

Mira Furlani

Care amiche,

ringrazio Doranna per avermi relazionata fin dall’inizio sulle parole nuove che il suo gruppo di Pinerolo intendeva usare all’Incontro di Verona come proposta di celebrazione eucaristica comunitaria. Doranna spiega ora sul blog i punti di vista e le parole che hanno causato divergenze con le amiche di Ravenna, invalidando la loro proposta originale. Il gruppo di  Pinerolo ha quindi rimesso la questione delle divergenze di vedute alla discussione generale. All’incontro di Verona io non potrò essere presente. Approfitto quindi di quello che Doranna ha scritto sul blog per dire cosa penso:

Tempo fa ho scritto sul sito della libreria delle donne di Milano un articolo intitolato Sacerdozio femminile? No grazie. Tale articolo é stato poi ripubblicato sul sito CTI (Coordinamento Teologhe italiane) e sul nostro blog. L’articolo l’ho scritto grazie alla nostra esperienza fatta in tutti i nostri incontri nazionali nei quali, fin dall’inizio (vedi Brescia, Le scomode figlie di Eva, 23-25 aprile 1988), auspicavamo un sacerdozio femminile non come investitura sacrale, storicamente ideata e culturalmente imposta da una istituzione cattolica tutta al maschile. Dicevamo allora che quando parliamo di celebrazione eucaristica e di sacerdozio femminile bisognava tener conto soprattutto della libertà femminile in relazione alla differenza uomo/donna.

Io condivido la posizione di accostamento della metafora eucaristica alla gestazione e alla nascita e ringrazio le donne di Pinerolo per questa loro ennesima fatica di interpretazione femminile dei gesti e della Parola di Gesù.