se i proverbi fossero stati scritti dalle donne….

 

Fa attenzione Figlia mia !

Ascolta tua madre che ti ha generata.

Un uomo buono vale più di uno forte

Il vigore con gli anni svanisce, la mitezza del cuore no.

Meglio abitare in un deserto

che con un marito violento e irritabile.

 

Sacra è ogni creatura agli occhi di Dio

inviolabile ogni corpo generato da madre.

Libera dal giogo la prostituta

restituiscila ad una vita dignitosa

Se poni il tuo sguardo benevolo su di lei

avrà cura di sé.

 

Come la terra, la madre dona la vita

la fa germogliare e crescere nello sguardo di D*.

Beato  il nato di donna che per questo prova meraviglia.

 

Doranna Lupi

Il libro di Rut

Adriana Valerio – Napoli

Nel gruppo ho accennato al libro di Rut, ripreso poi in assemblea. Ebbene alcune studiose ritengono che il libro di Rut sia stato scritto da donne anche perché è un testo che chiaramente difende il diritto delle donne.

A me sta a cuore sottolineare come in questo libro Dio sia nascosto: come nel libro ebraico di Giuditta e nel Cantico dei Cantici.

Riflettiamo come nel testo sacro sia contemplata l’assenza di Dio o il suo nascondimento. In particolare in Rut, Dio è nascosto dentro l’immanente e concreta storia quotidiana. Continua a leggere

Regno dei cieli, che bel nome!

 Mariarosa Filippone – Genova

Una  riflessione, tratta da:

 Luisa Muraro, Regno dei cieli, che bel nome!, in Franco Cardini e Luisa Muraro, Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Lindau, 2012:

“Le Beatitudini nel loro insieme ci orientano con parole adeguate verso quel punto di vista in cui diventa sensibile un’armonia fra circostanze disparate, disperse e disperanti.

Vivere lacerati fra una molteplicità di circostanze è una parte non piccola della nostra esistenza; in questo stato è difficile abbracciare  il tutto e percepire che il nostro impegno non è sprecato.

Possiamo teorizzare la coincidenza  tra la virtù e il suo premio, come fa il filosofo con la forza del ragionamento. Ma non basta. Possiamo sacrificarci in vista del futuro, ma alla lunga non tiene, come un rammendo. Possiamo invece orientarci, qui e ora, verso il punto di vista della gioia imparando a leggere i segni. Continua a leggere

Le icone dell’incontro con Gesù

Grazia Villa 

Carissime,
sono rimasta molto colpita da tutto il lavoro che emerge dal blog e sono solo rammaricata di non avere usato correttamente questo strumento, leggendo passo dopo passo, intervenendo e commentando, e non facendo cioè quello che ho fatto questa sera, cioè copia-incollare tutto su un unico documento stamparlo e portarmelo in viaggio per non essere … assente almeno quando starò con voi in presenza!!!

Mi limiterò, pertanto, a confessarvi che dopo tutto il vuoto fare un pò il pieno con il calore della presenza fatta non solo di corpi in-contatto, ma anche di pensieri in relazione, mi rilassa molto, vista l’acutezza della fatica di stare in presenza del Divino assente …beh ne parleremo a Cattolica! Come contributo tardivo, anche se non in relazione con quanto scritto dalle altre, visto che leggerò attentamente solo domani in treno, per ora vi riciclo questo testo che ho scritto come “catechesi” per le/gli scouts adulti, essendo per donne e uomini ho utilizzato sia le figure femminili, sia quelle maschili nei vangeli. Continua a leggere

Serbare nel proprio cuore per un allargamento dell’anima…

Chiara Zamboni – Verona

Il tema che propongo è quello dell’importanza di serbare nel proprio cuore quel che accade, le parole ascoltate, gli avvenimenti e i segni, per un allargamento dell’anima che può trasformarli in un divenire infinito di significazione.

Lo spunto mi è dato da due passi brevissimi del vangelo di Luca, molto simili tra di loro. Mi hanno sorpreso e fatto pensare. Non li avevo mai letti né sentito altri che li commentassero, ma del resto la mia cultura religiosa è limitata.

In Luca 2,19 dopo la descrizione della natività e poco prima che i pastori ritornino ai loro greggi leggiamo: «Maria, da parte sua, custodiva il ricordo di tutti questi fatti e li meditava dentro di sé». Così, dopo che Gesù ritorna con i genitori a Nazaret, avendo discusso con i sacerdoti al tempio, si legge: «Sua madre custodiva dentro di sé il ricordo di tutti questi fatti» (Luca, 2,59). Continua a leggere