L’OSSESSIONE DELL’EGUAGLIANZA

Marisa Guarneri

Il dibattito in corso sul concetto di Gender in contrapposizione a quanto sottende alla teoria ed alla pratica della Differenza sessuale mi ha risvegliato vissuti ed esperienze che vengono dalla mia frequentazione con il sindacato e con il mondo della formazione.

La cultura profonda dell’eguaglianza (che è sicuramente un valore) si è confusa con quella della parità e successivamente con quella delle pari opportunità producendo a mio parere un forte corto circuito, più fra le donne che fra gli uomini.

Se per gli uomini la parità significa, nella sostanza, accogliere al proprio livello le donne, per le donne ha significato moderare le proprie aspettative al 50% di tutto. E su questo il dibattito e la polemica dura da anni. Continua a leggere

Teresa d’Avila e i suoi doni cinquecento anni dopo

Clara Jourdan

(www.libreriadelledonne.it, 28 marzo 2015)

In occasione del cinquecentenario della nascita di Teresa d’Avila (28 marzo 1515 – 16 ottobre 1582), L’Osservatore Romano le ha dedicato il numero di marzo 2015 dell’inserto mensile “Donne chiesa mondo”, con contributi di Julia Kristeva intervistata da Cristiana Dobner, di Lucetta Scaraffia, di Christiane Rancé, che ne fanno emergere la grandezza femminile per il mondo di oggi. È questo un risultato del femminismo, sulla cui onda molte sante sono già state presentate sulle pagine dell’Osservatore. E ora Teresa. Canonizzata nel 1622 e dichiarata dottora della Chiesa nel 1970, universalmente conosciuta ma anche usata in Spagna come “santa nazionale”, grazie al femminismo Teresa è stata strappata al franchismo e restituita alla storia delle donne. Cominciò Rosa Rossi (1928-2013), ispanista, una delle prime intellettuali comuniste che ha saputo parlare di cose religiose: con il suo dirompente Teresa d’Avila. Biografia di una scrittrice (1983), «un libro tanto amato da vendersi in edicola in Spagna, ha cambiato definitivamente le chiavi di lettura della vita e dell’opera di Teresa d’Avila, che prima era una grande donna ma lontana perché incomprensibile: diventò fonte di ispirazione per uomini e donne, comprese giovani femministe» (María Milagros Rivera Garretas, Rosa Rossi, www.libreriadelledonne.it, 5 aprile 2013). Con Teresa si creò «un circolo ermeneutico sessuato, ovvero quella relazione di senso che si instaura tra una donna lettrice o interrogante e l’opera, la parola, o la stessa vita di una un’altra donna» (Diana Sartori Perché Teresa, in Diotima, Mettere al mondo il mondo, La Tartaruga 1990). Oltre che maestra di spiritualità, dalle letture femministe emerse in particolare la sua fisionomia di grande politica, perché si salvò dall’Inquisizione (En el umbral de la hoguera, “sulla soglia del rogo”, si intitola la biografia scritta nel 1999 da Josefina Molina, la cineasta che nel 1984 aveva diretto lo sceneggiato della televisione spagnola sulla vita della santa). Continua a leggere

Uomini e donne: che fare?

Da sabato 6 luglio 2013, alle 17, a domenica 7 luglio, alle 13. Alla libreria delle donne di Milano, Via Pietro Calvi 29.


Oggi il femminismo nomina il desiderio di relazioni politiche significative fra donne e uomini e negli ultimi anni molte realtà hanno scommesso su una pratica che mette al centro la differenza maschile e femminile. Pensiamo all’Autoriforma della scuola, a come Maschile Plurale affronta il tema della violenza sessista sulle donne, ai vari gruppi di riflessione e associazioni, sparsi in tutta Italia, in cui si cerca di instaurare relazioni tra donne e uomini che siano all’altezza dei desideri e delle esigenze del femminismo. Pensiamo anche a come i rapporti tra i giovani, oggi, cerchino di essere all’altezza del cambiamento introdotto dalla libertà femminile. E però.
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