La tunica verde della Sapienza

Giovanna Romualdi

La lettura del libro “La quadratura del cerchio. Incarnazione e libertà del ‘Liber Divinorum Operum’ di Ildegarda di Bingen” di Teresa Lucente (antropologa dell’Università di Siena, collaboratrice del Centro Donne Mara Meoni di Siena) è stata l’occasione per superare il fosso della mia nota insofferenza (diffidenza?) verso le ‘mistiche’. Negli ultimi tempi, indirettamente, dalle amiche più colte che sempre più spesso citavano la viriditas di Ildegarda di Bingen sicuramente mi arrivavano sollecitazioni ma se l’autrice non mi avesse regalato il suo libro forse sarebbe passato ancora molto tempo per cominciare ad acculturarmi in materia. Continua a leggere

RIFLESSIONI INTORNO A ZAMBRANO IN PREPARAZIONE DEL CONVEGNO GRUPPI DONNE CdB

Anna Turri – Verona

Dalla ricchezza degli interventi e delle riflessioni emerse al Coordinamento di BO, sono scaturiti i temi che ci portano a questo XXI Convegno Donne Cdb e non solo. Per prepararci ad affrontarlo abbiamo pensato di avvalerci, nel gruppo donne in ricerca di Verona, del pensiero filosofico di Maria Zambrano, racchiuso ed elaborato nell’interessante libro che Giuliana Savelli ha scritto di recente: Maria Zambrano e il sogno del divino femminile, che abbiamo letto e commentato nel nostro gruppo.

Focalizzerò l’attenzione su quattro punti. I primi due:

Metafisica sperimentale – Sentire dell’anima e trasformazione dal sacro al divino. Continua a leggere

TERESA D’AVILA – MODERNITA’ DI UNA MISTICA

Intervista di Cristiana Dobner con l’intellettuale atea Julia Kristeva, che ha studiato a lungo la santa di Avila.

“ Ho incontrato Teresa – ci racconta Julia Kristeva – su sollecitazione di un editore: ho passato una decina d’anni con la stravagante monaca spagnola, di cui avevo appena sentito parlare, divenuta per me una figura imprescindibile della cultura europea. Sono lieta di aver trovato, grazie a lei, quello slancio barocco che ha trasfigurato il cattolicesimo medievale e ha aperto le porte all’umanesimo dell’illuminismo”. Continua a leggere

Teresa d’Avila e i suoi doni cinquecento anni dopo

Clara Jourdan

(www.libreriadelledonne.it, 28 marzo 2015)

In occasione del cinquecentenario della nascita di Teresa d’Avila (28 marzo 1515 – 16 ottobre 1582), L’Osservatore Romano le ha dedicato il numero di marzo 2015 dell’inserto mensile “Donne chiesa mondo”, con contributi di Julia Kristeva intervistata da Cristiana Dobner, di Lucetta Scaraffia, di Christiane Rancé, che ne fanno emergere la grandezza femminile per il mondo di oggi. È questo un risultato del femminismo, sulla cui onda molte sante sono già state presentate sulle pagine dell’Osservatore. E ora Teresa. Canonizzata nel 1622 e dichiarata dottora della Chiesa nel 1970, universalmente conosciuta ma anche usata in Spagna come “santa nazionale”, grazie al femminismo Teresa è stata strappata al franchismo e restituita alla storia delle donne. Cominciò Rosa Rossi (1928-2013), ispanista, una delle prime intellettuali comuniste che ha saputo parlare di cose religiose: con il suo dirompente Teresa d’Avila. Biografia di una scrittrice (1983), «un libro tanto amato da vendersi in edicola in Spagna, ha cambiato definitivamente le chiavi di lettura della vita e dell’opera di Teresa d’Avila, che prima era una grande donna ma lontana perché incomprensibile: diventò fonte di ispirazione per uomini e donne, comprese giovani femministe» (María Milagros Rivera Garretas, Rosa Rossi, www.libreriadelledonne.it, 5 aprile 2013). Con Teresa si creò «un circolo ermeneutico sessuato, ovvero quella relazione di senso che si instaura tra una donna lettrice o interrogante e l’opera, la parola, o la stessa vita di una un’altra donna» (Diana Sartori Perché Teresa, in Diotima, Mettere al mondo il mondo, La Tartaruga 1990). Oltre che maestra di spiritualità, dalle letture femministe emerse in particolare la sua fisionomia di grande politica, perché si salvò dall’Inquisizione (En el umbral de la hoguera, “sulla soglia del rogo”, si intitola la biografia scritta nel 1999 da Josefina Molina, la cineasta che nel 1984 aveva diretto lo sceneggiato della televisione spagnola sulla vita della santa). Continua a leggere

“Le orme del divino sulle strade dell’oggi. La forza mistica e politica del corpo-parola delle donne”. C’è spazio per il sacro?

Paola Morini

So bene che mettere in relazione “divino” e “sacro” farà rizzare i capelli a molte di noi, ma vorrei provarci comunque perché mi piacerebbe si potesse riappropriarsi di questo termine riportandolo all’uso più antico e popolare. Questo è infatti a parer mio il compito primario che ci coinvolge: quello di dare parola ad una spiritualità femminile che da sempre è stata in rapporto stretto con i corpi e con la vita che in essi e attraverso essi si sviluppa. In sostanza possiamo provare a ricondurre il divino dentro il quotidiano, restituendo nel contempo al termine “sacro” il suo significato originario: “partecipe della potenza divina”, ricordando che “potenza” è “possibilità di ulteriore sviluppo” e non certo esercizio di un dominio. Continua a leggere