70 donne sulla battigia in un mattino di primavera…

Paola Morini   –   Thea – teologia al femminile (Trento)

70 donne sulla battigia in un mattino di primavera. Onde s’infrangono, fili si tessono: colorati, rilanciati dall’una all’altra; una rete si leva al cielo.

Vanna traduce l’esperienza in poesia:

Il mio respiro ha il ritmo delle nuvole
lente e mutevoli, bianche ed oscure.
Tracce arcane sulla sabbia
come arcano è l’animo mio.
Lisce e rugose le mie parole
come il guscio delle conchiglie.
Acqua che bagna il piede
bagna anche l’anima
e la rinfresca/riscalda/rinnova
nella magia del silenzio/parola.
Un filo multicolore ci lega
bagnato, insabbiato, volato,
forte e leggero come l’amicizia
come la voglia di essere NOI,
noi stesse
col nostro arcano, arcaico, meraviglia,
complicate e semplici
e vive. Continua a leggere

Il metodo (e non solo)

Carla Galetto – Pinerolo

Siamo consapevoli di proporre un metodo a cui siamo poco abituate, ma siamo state colpite positivamente da come abbiamo vissuto l’incontro di Paestum dell’ottobre scorso (Primum vivere: la rivoluzione necessaria. La sfida del femminismo nel cuore della politica), dove il metodo è sicuramente stato l’elemento più caratterizzante: non un convegno, niente relazioni né iniziali né finali, non schemi gerarchici o preiscrizioni. E’ stato proposto e praticato un “pensare in presenza”, in cui ciò che ci accomunava era proprio questa pratica dell’ascolto e dello scambio in presenza, per lavorare ad una autonomia di pensiero che sola può produrre azioni efficaci: donne che ricevono la loro forza da sé e dalle altre donne. Continua a leggere

Spunti per un dialogo fra donne – tratti da “PENSARE IN PRESENZA” di Chiara Zamboni

Gruppo Donne in Ricerca – Verona

Il saggio prevede uno spazio del tutto femminile: donne alla ricerca di un pensiero libero e vero. Ci riporta alle dinamiche dei collettivi femministi di autocoscienza dove il racconto del vissuto di una di noi diventava emozione di tutte.

Le donne più degli uomini sono inclini al dialogo, ad introdursi nel percorso della ricerca con note improvvisate ed appropriate come un bravo jazzista, dice l’autrice, con la sua band. Continua a leggere

C. Zamboni, Pensare in presenza. Conversazioni, luoghi, improvvisazioni, Liguori , Napoli 2009

Recensione di Angela Lamboglia – Genova

L’ultimo libro di Chiara Zamboni, Pensare in presenza. Conversazioni, luoghi, improvvisazioni, si interroga sulle forme e le qualità che caratterizzano il pensare oralmente insieme ad altri e su come questa pratica sia in grado di potenziare l’agire politico.

Il pensare con altre è stata e rimane una pratica fondamentale per le donne, condizione essenziale della rivoluzione femminista e del pensiero della differenza, ma anche in generale della capacità da parte della politica delle donne di introdurre una discontinuità rispetto al simbolico dominante, di mettere in discussione le rappresentazioni fornite dall’esterno, ricorrendo al partire da sé, affidandosi all’esperienza e al sentire propri e delle altre. Continua a leggere

Pensando e parlando, tutte “alla pari” : una modalità di sostanza

Catti Cifatte – Genova

Vorremmo che a Cattolica (10-11-12 maggio p.v.), ma anche nel dopo-cattolica, tra di noi non ci fossero più differenze gerarchiche fra “esperte” e non: infatti ci siamo dette che “siamo tutte esperte”; la relazione fra noi donne dovrà essere una relazione in orizzontale! Se occorre simbolicamente ci potremmo passare un filo tra di noi che si snoderà tra le mani senza mai alzarsi o abbassarsi, ma scorrendo in piano! Chi porta il gomitolo?

Al di là del gomitolo, sappiamo che ci passeremo il microfono, in assemblea, come è stato fatto a Paestum, perché tutte possiamo avere parola, con piena libertà! Chi ha seguito il nostro percorso di donne in ricerca sa che non è un percorso facile, naturalmente alcune delle donne che ci hanno accompagnato ha avuto motivo di apprezzamento e dalla relazione con i nostri gruppi ha avuto spunti per un approfondimento, altre donne ci hanno stimolato con importanti riflessioni teologiche e bibliche sia sul piano teorico che su quello della pratica di coinvolgimento dei nostri corpi: in tutti i casi oggi sentiamo che l’unicità, la rarità della nostra ricerca va dichiarata, che ci deve e può essere un riconoscimento ed un coinvolgimento pieno da parte di tutte, e con una modalità diversa: sempre di più pensando e parlando tutte alla pari. Continua a leggere