Maria Zambrano e il sogno del divino femminile

Fabrizia Fabbro   (ffabrizia@yahoo.it)

Pensieri tratti dal libro di Giuliana Savelli

L’essere umano patisce, cioè vive senza averlo scelto, un movimento verso l’essere, un movimento di trascendenza, sperimenta un percorso teso all’essere a partire dal fatto che è creatura non del tutto nata.[1] Se non ne siamo consapevoli, l’uomo subisce questo movimento; se l’uomo, però, si fa carico del trascendere, esce dallo stato meramente passivo del subire, e può tracciare un suo cammino di libertà.[2] E ritrovare così senso e fiducia nel vivere, ritrovare cioè la speranza.[3] Continua a leggere

RIFLESSIONI INTORNO A ZAMBRANO IN PREPARAZIONE DEL CONVEGNO GRUPPI DONNE CdB

Anna Turri – Verona

Dalla ricchezza degli interventi e delle riflessioni emerse al Coordinamento di BO, sono scaturiti i temi che ci portano a questo XXI Convegno Donne Cdb e non solo. Per prepararci ad affrontarlo abbiamo pensato di avvalerci, nel gruppo donne in ricerca di Verona, del pensiero filosofico di Maria Zambrano, racchiuso ed elaborato nell’interessante libro che Giuliana Savelli ha scritto di recente: Maria Zambrano e il sogno del divino femminile, che abbiamo letto e commentato nel nostro gruppo.

Focalizzerò l’attenzione su quattro punti. I primi due:

Metafisica sperimentale – Sentire dell’anima e trasformazione dal sacro al divino. Continua a leggere

IL DIVINO, L’AURORA: VEDERE, SENTIRE

Paola Zanchi

 

Da anni le donne si interrogano su Dio, non tanto sul suo nome, ma sul divino che è in noi e fuori di noi.

Il libro di Giuliana Savelli sulla filosofa Maria Zambrano, che quest’anno il nostro gruppo ha letto e commentato, ci dà l’occasione per proseguire su questa esperienza che ci appassiona e ci conduce per vie ardue ma anche sorprendenti.

Nell’introduzione di Chiara Zamboni si dice che l’essere umano è una creatura non del tutto nata, è incompiuta. Egli vive, senza aver scelto, un movimento verso l’essere, un movimento di trascendenza; egli sperimenta un percorso, imbocca più strade, le abbandona, ne tenta altre, in un continuo mettersi alla prova, ma ciò non è senza frutto. Così facendo, trasforma l’esperienza del tempo, del soggetto, dell’altro, del linguaggio, dell’essere in rapporto alla storia, alla vita. E’ una sperimentazione esistenziale. Continua a leggere

La dimensione cosmica del corpo umano e della vita

Giuliana Savelli

L’idea dello scritto nasce da un’affermazione di Zambrano, ormai anziana, al giovane teologo Andreu in cui dice di sentire il corpo come carcere; se invece lo percepisce come corpo cosmico si sente riconciliata con lui. Adesso non ritrovo la frase esatta. Mi sembrava un’apertura mistica del corpo, se per mistica intendiamo anche una relazione ineffabile che trascende l’individuo, tutta da indagare.

Questo scritto è composto di due parti, la prima riguarda un saggio di Panikkar, la seconda è una considerazione su un saggio di Zambrano che fa da incipit al libro, MZ e il sogno del divino femminile. Continua a leggere