Home Politica e Società 150 ASSOCIAZIONI SCRIVONO AL CONSIGLIO D’EUROPA: “LA SENTENZA SUL CROCIFISSO VA DIFESA”

150 ASSOCIAZIONI SCRIVONO AL CONSIGLIO D’EUROPA: “LA SENTENZA SUL CROCIFISSO VA DIFESA”

di Valerio Gigante
da Adista Notizie n. 14 del 20/02/2010

Una risposta forte al governo italiano che, per bocca del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta ha annunciato come imminente la presentazione del ricorso alla Grande Camera (l’organo della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo chiamato a pronunciarsi su casi relativi all’interpretazione o all’applicazione della Convenzione o dei Protocolli, oppure su importanti questioni di carattere generale), contro il no al crocifisso nelle aule, deciso lo scorso 3 novembre dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo. Intorno a questa sentenza, infatti, si è da tempo scatenata una guerra mediatica a difesa dello status quo, della “identità nazionale” e delle “radici cristiane” del Paese. Ma se la grancassa mediatica continua ad amplificare solo le voci ostili al pronunciamento della Corte di Strasburgo, moltissime sono le realtà che, fuori ma anche dentro la Chiesa cattolica e la comunità cristiana, hanno salutato quella decisione come un segno di laicità e di modernità, addirittura come l’occasione per dare al sentimento religioso ed ai suoi simboli un senso più profondo, svincolato dalle strumentalizzazioni della “religione civile”.
Questo diffuso sentimento che percorre tanta parte dell’opinione pubblica esce oggi allo scoperto, con un’iniziativa promossa dal Coordinamento Nazionale delle Consulte per la Laicità delle Istituzioni (composto dalle Consulte di Torino, Roma, Trieste, Milano, Pesaro-Urbino e Napoli), che ha inviato una lettera aperta al Consiglio d’Europa in cui sostiene apertamente e convintamente la sentenza della Corte di Strasburgo. La lettera, che costituisce una inedita e massiccia mobilitazione dell’associazionismo sui temi della laicità, è stata sottoscritta da circa 150 sigle: tra queste la Tavola Valdese, l’Associazione “XXXI ottobre per una scuola laica e pluralista” (promossa dagli evangelici italiani), l’Associazione Viottoli – Comunità cristiana di base di Pinerolo, il Centro Culturale Protestante di Milano, l’Uaar (Unione degli Atei Agnostici e Razionalisti), la Fondazione Critica Liberale, la Federazione Nazionale degli Insegnanti, l’Associazione Nazionale “Per la Scuola della Repubblica”, il Comitato nazionale Scuola e Costituzione, il Coordinamento Genitori Democratici, l’Associazione nazionale del libero pensiero Giordano Bruno, Italialaica.
Il dibattito seguito alla sentenza – scrivono i firmatari – “è stato aggressivo e violento contro i non-credenti, i non cattolici, i cattolici non allineati e, ultimo ma non per importanza, contro i giudici della Corte Europea dei Diritti Umani”. Per questo, spiegano, “individualmente ed a nome delle migliaia di membri delle nostre associazioni vogliamo ringraziare la Corte e scusarci per il comportamento insultante di alcuni membri del Governo italiano dai quali sentiamo il dovere di dissociarci. Il nostro Stato soffre sempre più l’influenza politica delle gerarchie della Chiesa cattolica”. Esse, “benché il numero di quanti seguono le direttive delle gerarchie sia in costante diminuzione”, “chiedono sempre maggiori privilegi e insistono per imporre le proprie visioni ai non cattolici ed ai non credenti. Inoltre la maggior parte dei leaders politici sono proni nell’accettare tali richieste senza riguardo per i diritti e le libertà, le vite e le storie personali, il credo e le scelte di milioni di donne e uomini”. “I simboli religiosi, l’insegnamento religioso nelle scuole, la protezione giuridica per le coppie dello stesso sesso, la libertà di matrimonio, la libertà di divorzio, la procreazione medicalmente assistita, le direttive anticipate di trattamento e le volontà di fine vita, il finanziamento delle attività religiose della Chiesa cattolica”, sono solo alcuni dei temi su cui più forte si è fatta sentire l’ingerenza delle gerarchie ecclesiastiche. “Alcuni di noi sono credenti e tutti noi rispettiamo i credenti, ma non possiamo accettare che una religione, neppure la più influente, sia imposta a tutti e tutte. Il principio di libertà religiosa e di laicità è racchiuso nella stessa Costituzione italiana, è parte della nostra storia come cittadini italiani e come cittadini europei”.

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