Home Politica e Società “Accorpare le festività civili”: il parlamento unito su posizioni confessionali

“Accorpare le festività civili”: il parlamento unito su posizioni confessionali

Comunicato stampa UAAR
www.uaar.it, 12 agosto

Il governo pensa di accorpare le festività civili alla domenica, e l’opposizione non ha nulla da ridire. È l’incredibile spettacolo andato in onda ieri in parlamento.

Il ministro Tremonti, annunciando il progetto, ha mostrato di ritenere più importanti la credenza che la Madonna sia stata concepita senza peccato originale, o che un angelo sia apparso il giorno dopo l’ipotetica resurrezione di Gesù, rispetto a ricorrenze fondanti la società italiana come il 25 aprile, l’1 maggio o il 2 giugno. E nessuno, né dal governo né dall’opposizione, risulta aver avuto il coraggio di criticarlo.

«Siamo di fronte alla resa incondizionata dell’intero arco parlamentare alle esigenze del Vaticano», commenta Raffaele Carcano, segretario dell’UAAR: «l’incapacità di intaccare gli enormi privilegi di cui gode la Chiesa cattolica è giunta ormai alla completa abdicazione del potere temporale nei confronti di quello spirituale: per trovare qualcosa di simile bisogna tornare ai tempi dello Stato pontificio».

I valori costituzionali passano ormai in secondo piano rispetto ai dogmi cattolici, anche per chi si riempie spesso la bocca con la Liberazione e la Festa dei Lavoratori. Ma non quando sono in gioco gli interessi della Chiesa cattolica.

Anche da un punto di vista economico un provvedimento del genere è scarsamente giustificabile: «se si vogliono ottenere consistenti risparmi e recuperi di efficienza la prima festività da toccare è quella del santo patrono, che cade in ogni comune in un giorno diverso», osserva l’UAAR.

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25 aprile. Sempre.

Giovanna Salvucci (Docente di lingua e letteraura inglese presso l’università di Macerata)

Nella conferenza stampa di ieri, giovedì 11 agosto,  Tremonti ha ipotizzato che, per aumentare la produttività, si potrebbero spostare le feste “non religiose” di domenica. E’ triste costatare come un Ministro della Repubblica defisca le Festività della Repubblica Italiana con una negazione, cioè come “non religiose”, quasi ad indicare che le vere Festività sono quelle religiose mentre le altre sono delle non-feste (ma lui è un ministro dello Stato o della Chiesa?).

Ancora più triste è pensare che egli, da buon manipolatore di numeri, intenda sacrificare proprio le Festività che si svolgono esattamente nel giorno dell’anniversario di eventi importanti e fondanti della nostra Repubblica: Il 2 giugno 1946 si tenne il referendum istituzionale con il quale gli italiani scelscero la repubblica come forma di governo; il 25 aprile 1945 i Partigiani e gli Alleati entrarono da vincitori nelle principali città italiane e misero fine al tragico periodo dall’oppressione fascista. Per quanto riguarda il primo maggio, ricordiamo che nel 1886, a Chicago, si tenne la più grande manifestazione di lavoratori e operai per protestare contro la mancanza di diritti.

Analizziamo ora le date delle Festività religiose o meglio, le Festività della Religione Cristiana. Il 6 gennaio Gesù Cristo manifestò la sua divinità; il 15 agosto la Madonna venne assunta in cielo (beata lei! Quaggiù di assunzioni non se ne parla proprio…); il 1 novembre si festeggiano tutti i santi (mentre i morti comuni si ricordano il giorno successivo, senza festeggiare); l’8 dicembre la Chiesa cattolica celebra il fatto che la Madonna, fin dal concepimento, fu preservata dal peccato originale e per tutta la vita non commise alcun peccato; il 25 dicembre infine, si celebra il compleanno di Gesù. Per fortuna la sua resurrezione dai morti è avvenuta di domenica, anche se non si sa esattamente quale.

Ora, senza scendere nel merito della veridicità storica della salita in cielo della Madonna, della data del parto e della sua castità, mi sembra innegabile che le date in cui vengono celebrati tali eventi non rappresentino dei veri e propri anniversari, ma siano date puramente arbitrarie o coincidenti con precedenti festività pagane (Sol invictus, Feriae Augusti). Per lo meno fino a prova contraria.

Per aumentare la produttività quindi, si potrebbero spostare tutte le Festività religiose di domenica, almeno fino a quando non escano le prove che Cristo manifestò la propria divinità il 6 gennaio, che la Madonna salì al cielo il 15 agosto e partorì nella notte fra il 24 e il 25 dicembre. Ma lasciamo agli italiani il 25 aprile, il primo maggio e il 2 giugno, almeno fino a quando i nostri nonni ricorderanno esattamente i giorni in cui si posero le fondamenta della Repubblica Italiana (quella che paga lo stipendio al Ministro).

1 comment

loredana alibrio domenica, 21 Agosto 2011 at 18:46

non si può non essere d’accordo, avete tutto il mio appoggio.

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