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Comunicato stampa sul referendum di Bologna sul finanziamento alle scuole private

Segreteria tecnica nazionale delle Comunità cristiane di base
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La difesa ad oltranza del diritto della scuola confessionale ad essere finanziata, in contrasto con il dettato costituzionale, costituisce da sempre un ostacolo alla nascita di una comune volontà per realizzare un sistema scolastico pubblico in cui la formazione dei futuri cittadini/e fosse affidato al confronto fra tutte le culture; tanto più oggi in tempo di crisi.

Le Comunità cristiane di base hanno fatto della difesa della scuola pubblica un campo in cui esercitare il loro impegno per una società giusta, egualitaria, libera, autenticamente democratica, considerando le scuole confessionali un residuo del passato. Confortate anche dall’impulso dato da papa Francesco a ritrovare la povertà come via maestra della evangelizzazione ritengono di non potersi astenere dal contribuire a intraprenderla.

Il 26 maggio prossimo si svolgerà a Bologna un referendum consultivo, richiesto da 13.000 cittadine e cittadini, per impedire che il Comune continui a finanziare le scuole materne private, quasi tutte confessionali cattoliche.

E’ un’occasione da cogliere per offrire un tale contributo schierandosi apertamente dalla parte dei cittadini/e impegnati a riaffermare il dettato costituzionale: enti e privati hanno diritto ad istituire scuole ma “senza oneri per lo Stato”.

Le Comunità cristiane di base

3 comments

Ausilia Riggi giovedì, 9 Maggio 2013 at 17:51

Pubblico e privato! Tutto il male deriva dal pubblico? Così ritenevo fino a quando credevo all’ideologia di sinistra. Ma, ATTENZIONE! non mi sono concessa all’abbraccio di quanto Berlusconi rappresenta!!!!!! Sto guardando alla politica nella consapevolezza che non esiste una verità politica perché la politica non è una scienza (lo sapete sicuramente). Oggi URGE guardare all’immediato bisogno di evitare la rovina assoluta: l’unico assoluto che esiste in questa realtà terrena è FUORI delle contrapposizioni: E non storcete il naso! Appartengo alla vostra schiera, anche se sono di disturbo da vecchia incallita.

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Federica Manaresi giovedì, 9 Maggio 2013 at 17:52

Buongiorno, ho appena letto il vostro messaggio “primo piano” dove si parla del prossimo referundum a Bologna.

Mi dispiace leggere alcune inesattezze e provo a spiegarmi.

Il Comune di Bologna non “finanzia” come dite le voi le scuole materne private, qausi tutte confessionali, cattoliche.

Il Comune di Bologna investe 1 milione di euro,pari allo 0,8% di quanto destinato complessivamente alla scuola, nelle scuole materne paritarie convenzionate assicurando cosi il posto a 1736 bambini che in caso contrario non avrebbbero un posto.

L’art. 33 della Costituzione che citate si riferisce inoltre al fatto che nessun istituto privato potrà sorgere con il diritto di avere aiuti da parte dello stato e non che lo Stato potrà mai intervemnire a favore degli istituti privati.

Non capisco inoltre cosa c’enta il richiamo di Papa Francesco, cioè cosa c’entra il tema del referendum di Bologna con il richiamo a seguire una via di Povertà.

Detto questo, anche se non ci crederete, sono a favore della scuola pubblica, ma mi piace la verità e mi sembra che in qusto dibattito sul referendum di Bologna si stia perdendo il senso del quesito referendario in virtù di un discorso di principio che condivido in linea di massima ma nel caso particolare delle materne di Bologna non ha senso.

Grazie per la vostra attenzione

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Marcello Vigli giovedì, 9 Maggio 2013 at 17:54

Gent.ma signora Manaresi,

non abbiamo motivo di dubitare che lei sia favorevole alla scuola pubblica e che condivida il nostro discorso e che solo per il caso Bologna abbia sentito l’esigenza di esprimere il suo legittimo dissenso dal nostro comunicato.

Rispettiamo pertanto il suo punto di vista ma ci consenta di confermare le tesi e le informazioni che lei ha contestato. Lei stessa conferma che il Comune di Bologna investe 1 milione di euro nelle scuole materne paritarie convenzionate.

A nostro avviso si tratta di un finanziamento, certo insufficiente a garantirne per intero l’esercizio, ma è pur sempre un contributo finanziario sottratto alle scuole materne pubbliche, che per di più va ad aggiungersi a quelli di fonte statale e regionale.

A Bologna, infatti, per la prima volta, trecento bambini che chiedevano di iscriversi alla scuola d’infanzia sono rimasti senza scuola pubblica proprio là dove, come dicono i promotori del referendum, la città di Dozza, Zanardi e Dossetti, aveva dato asili e scuole d’infanzia ad ogni bambino nato e vissuto fra le sue mura.

Ci permetta, invece, di contestare la lettura inesatta del senza oneri per lo Stato da lei condivisa insieme a tanti cattolici integralisti, ma rifiutata dalla gran parte dei costituzionalisti. Senza oneri significa, infatti, inequivocabilmente che la scuola privata non deve utilizzare finanze pubbliche.

Un particolare interesse ha, inoltre, suscitato la sua incomprensione del nostro richiamo alla via della povertà indicata dal papa Francesco, che ha fatto chiaramente intendere che è necessario ritrovare la via maestra dell’evangelizzazione da non confondersi con il contributo che i cattolici devono dare allo sviluppo della società senza ritagliarsi spazi in concorrenza con le strutture pubbliche alle quali devono invece assicurare la loro attiva partecipazione.

Per questi motivi abbiamo creduto opportuno intervenire in una questione apparentemente di carattere locale, sollecitati anche dalla crisi profonda che nel nostro Paese sta attraversando il rapporto dei cittadini con la politica, favorita fra l’altro a nostro avviso, dalla pretesa dei cattolici integralisti di garantirsi una loro visibilità.

Nella speranza di averle meglio chiarito i motivi del nostro intervento le inviamo cordiali saluti.

per la redazione di cdbitalia.it
Marcello Vigli

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