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Guerra in Colombia: oltre 6 milioni di vittime

Operazione Colomba
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All’inizio di quest’anno la Unidad de Victimas, un Ente governativo di attenzione e risarcimento delle vittime, ha aggiornato ufficialmente la cifra delle vittime a causa del conflitto armato colombiano, che tocca il terrificante numero di 6.043.473. Nel 2021 lo Stato, in base alla legge 1448 del 2011, dovrebbe adempiere al totale risarcimento delle vittime e al loro coinvolgimento nel processo di riconciliazione nazionale, come risultato della gestione effettiva e coordinata dell’ Unidad de Victimas con gli altri attori del Sistema.

Nel frattempo, però, a partire da gennaio 2014, si sono già registrate numerose altre vittime. Anche se i colloqui di pace hanno ripreso a La Habana, in Colombia gli attori armati, responsabili di atroci crimini, continuano a colpire la popolazione civile.

La Unidad de Victimas ha registrato in Colombia 6 milioni di vittime dal 1984. Pochi conflitti armati nel mondo hanno avuto una cifra simile che, per quanto terribile essa sia, dà solo una pallida idea dei centinaia di migliaia di destini individuali, familiari e di comunità intere che sono state carne da macello in questi 30 anni di guerra.

Nei due anni trascorsi dalla sanzione della legge 1448 o legge delle Vittime, lo Stato ha incluso nel registro nazionale più di 6 milioni di vittime. Per la maggioranza di esse si tratta di vittime di sfollamento forzato che supera i quasi 5,4 milioni dal 1984 (con questo, la cifra ufficiale si avvicina a quella di cui le ONG si sono occupate).

Ci sono però anche migliaia di persone che hanno sofferto di tutti gli altri crimini di guerra: più di 130.000 persone minacciate, circa 75.000 persone che hanno perso i propri beni mobili o immobili, più di 90.000 persone scomparse, più di 21.000 persone sequestrate, quasi 55.000 vittime per atti terroristici, circa 95.000 omicidi e più di 540.000 persone colpite per l’assassinio di una persona cara, 10.500 vittime per essere saltate sopra mine antiuomo, 6.500 casi di tortura, quasi 7.000 casi di reclutamento forzoso di bambini e 4.000 casi di violenze sessuali compongono la radiografia delle torture che ha compilato la Unidad de Victimas.

Un elemento preoccupante è che, considerando che il processo di riconoscimento e riparazione delle vittime è in pieno corso (si sono indennizzate circa 350.000 persone) e tenendo in esame i negoziati di Pace in svolgimento a La Habana per mettere fine al conflitto armato, di fatto il numero delle vittime è cresciuto molto durante questo Governo.

Nel 2012 più di 221.000 persone hanno sofferto per la violazione di loro diritti e lo stesso è successo con altre 122.000 persone lo scorso anno. In totale, più di mezzo milione di colombiani sono stati quindi vittime del conflitto da quando è stata approvata la Legge delle Vittime, nel giugno del 2011. E’ evidente come la guerra continui a fare stragi in molte zone del Paese. E, come ha constatato la Corte Costituzionale lo scorso anno, anche se i gruppi successori dei paramilitari o delle bande criminali non vengono riconosciuti come attori del conflitto, essi continuano a generare sfollamenti e sono fonti di omicidi, scomparse, massacri e altre atrocità.

Antioquia è la regione con più vittime con circa 1,2 milioni di vittime. Segue Bolìvar con quasi mezzo milione; Magdalena con 380.000; Nariño con più di 320.000; Chocò, Cesar y Valle dove ci sono state circa 300.000 vittime e infine Caquetà, Cauca e Còrdoba con circa 260.000 per zona. E tutte le restanti regioni del Paese hanno sofferto e soffrono migliaia di vittime.
Questo è il risultato di mezzo secolo di conflitto armato in Colombia.

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