Home Comunità Cristiane di Base L’ANGOLO della GRU: “Davide e il microfono” di A.Bifulco

L’ANGOLO della GRU: “Davide e il microfono” di A.Bifulco

Aldo Bifulco
Cdb Cassano – Napoli

Non è stato facile staccare Davide dal microfono. Speaker ufficiale della bellissima manifestazione “Mediterraneo antirazzista” e speaker fisso delle PES (Piazze dell’economia solidale) e di tutte le manifestazioni del Centro territoriale “Il Mammut”. Non è stato facile nemmeno ritagliarci uno spazio nella bolgia dell’Arci Scampia, mentre si svolgevano partite di calcio sociale, di pallavolo, mentre le mamme dell’arcucina, guidate dall’impareggiabile Carlo Sagliocco, preparavano “ pasta al sugo” e panini con “salsicce e friarielli” per centinaia di invitati ed un duetto spargeva nell’aria le note di canzoni tratte dal recital “Scugnizzi”. Un’intervista movimentata anche perché Davide si fermava continuamente per “consolare un bambino che aveva perduto ai calci di rigore e gli dava appuntamento per un prossimo torneo”, per “aiutare un compagno a trasportare le casse verso la macchina”, a “salutare la signora che si congratulava per la bella festa”.

Ho messo mano alle mille frasi spezzate, ai discorsi interrotti scarabocchiati nei numerosi fogli sparsi nella cartellina e mi sono accorto che c’era materiale per dieci interviste….
Mi chiamo Davide Zazzaro, ho vent’anni, nato e cresciuto a Scampia in una famiglia di sette figli. Papà calzolaio e mamma casalinga. Dopo la terza media ho chiuso con la scuola perché ero convinto che lo studio non mi potesse servire e che dovevo cercare altre opportunità. Ho indossato per lungo tempo la “maschera di bullo”, ma la scuola ha fatto di tutto per convincermi che “avrei fatto una brutta fine” che avrei intrapreso la “carriera di camorrista”. E invece no!

In che senso?
E’ stato decisivo l’incontro con il Centro territoriale “Mammut”. Un incontro, all’inizio difficile…”ma chi song’ sti magnat’ (estranei)?. Ma non mi hanno chiuso la porta in faccia, anzi mi hanno dato consapevolezza delle mie qualità, mi hanno aiutato a farmi uscire dal mio contesto. E così mi sono messo in gioco. In particolare durante la manifestazione “SFRENO” (un’animazione della piazza a 360°) ho potuto constatare di avere delle buone capacità organizzative. E su questo ho costruito il mio percorso successivo.

E poi?
Ovviamente ho dovuto resistere di alle critiche dei miei compagni…”chis’ è diventat’ magnat’!” Altro incontro fondamentale è stato quello con Gaetano Di Vaio che, dopo aver superato l’esperienza della droga e del carcere, si è affermato nel mondo del cinema. Con Gaetano ho fatto l’esperienza della scrittura creativa, della sceneggiatura e della organizzazione di un set. Credo di aver sorpreso “I figli di Bronx” (così si chiama l’associazione di Gaetano) e anche… me stesso. Sta di fatto che dopo un anno ho potuto riscrivere la storia che, con la guida di Sergio Panariello, è diventato un cortometraggio- “CIRO”- che è stato presentato al festival di Locarno. E tutto ciò mi fa intravedere un possibile futuro…forse non un posto fisso…ma il lavoro creativo è fuori da questo schema rigido.

E ora che stai facendo?
Attualmente sono un referente del progetto “MaMMusica”. Un ciclo di seminari sulla musica, rivolto ai curiosi e appassionati di musica, a chi l’ascolta e a chi la fa. Un progetto che ha visto la partecipazione di grossi musicisti napoletani. L’ultimo è stato Enzo Avitabile che ci ha accompagnato in un viaggio tra musica e città, esplorando la word miusic. I giovani del territorio ed anch’io abbiamo potuto attraversare il variegato mondo della musica, partendo e superando l’unico riferimento iniziale che era il “neomelodico”.
Vorrei sottolineare il mio desiderio di continuare ad impegnarmi per il mio quartiere e soprattutto per fare capire ai ragazzi che c’è altro, che ognuno deve mettersi in gioco, ognuno ha delle capacità inesplorate…che la prima vera alternativa è mentale….
Questo appassionato discorso viene interrotto perché alla fine del torneo viene issato un grande striscione “L’unica razza che conosciamo è quella UMANA!”, e Davide corre a confondersi (con grande difficoltà data la notevole stazza) con i palermitani, i triestini, gli africani di vari paesi, i napoletani venuti da vari quartieri, per gridare all’unisono “SIAMO TUTTI ANTIRAZZISTI!!”.

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