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Il “caso Maddalena” di G.Romualdi

Giovanna Romualdi

Comincio a leggere l’ultimo libro di Adriana Valerio, Maria Maddalena, Equivoci, storie, rappresentazioni, quando ormai siamo in pieno ‘tempo di pandemia’, con la scena mediatica dominata da messe e riti pasquali virtuali, … l’attesa e l’annuncio della Resurrezione affidati al potere ministeriale degli “uomini di Chiesa” (papa, arcivescovi, monsignori, parroci), di quella Chiesa la cui tradizione si è costruita sull’autorità di Pietro e sulla cancellazione dell’autorevolezza di Maria la Magdalena.

Certo, papa Francesco ha riconosciuto il 22 luglio – già assegnato da tempo nel calendario di Sante e Santi a Maria Maddalena – come festa della “apostola e discepola”, ma non basta; sappiamo bene che il nodo del ruolo delle donne con particolare riferimento al loro potere ministeriale è cruciale in quella “riforma della Chiesa” avviata fra molti ostacoli. Non si arriva mai oltre il ruolo di cura, il coraggio delle donne, la sapienza delle donne…

Adriana Valerio dichiara subito, nella premessa al libro, il suo obiettivo: <<Il “caso Maddalena” … investe la stessa identità del cristianesimo perché pone domande cruciali sul ruolo delle donne nella Chiesa, sul monopolio maschile del patrimonio teologico-dottrinale e sugli apparati istituzionali che hanno contribuito storicamente all’emarginazione femminile. Il recupero della sua memoria è un’operazione, dunque, che potremmo definire “politica”, perché mette in circolo dinamiche di cambiamento per il bene della collettività: quella che normalmente viene chiamata “riforma della Chiesa”>>.

Personalmente ritengo che chiunque, credente o non credente, faccia i conti con la propria tradizione cultural-religiosa fa una azione politica, perché attiene alle relazioni fra persone.

L’autrice, storica e teologa che ha sempre lavorato attorno al rapporto donne/Chiesa e alla riscoperta di figure di donne nella storia della Chiesa con pubblicazioni importanti, affida la sua “operazione politica” ad un libro di dimensioni piccole e di sole 128 pagine, per i tipi di una casa editrice fuori dal settore editoriale specificatamente religioso (Il Mulino, titolo della collana editoriale “Farsi un’idea”).

Attingendo/rinviando a tutto quel patrimonio di studi a cui hanno contribuito molte donne teologhe e storiche e al patrimonio iconografico sulla figura della Maddalena, l’autrice apre tutta una serie di finestre sulla nostra tradizione con una scrittura fluida che non aggroviglia i pensieri. Potrebbe sembrare un libro di sola divulgazione, ma è molto di più (come d’altra parte indicano anche i riferimenti bibliografici finali “per saperne di più”).

Perché “caso Maddalena”?

La figura di Maria Maddalena è presente in tutta la storia della tradizione religiosa cristiana, anche dopo la fase della nascita della Chiesa in cui la successione apostolica diventa prerogativa maschile; alla sua figura vengono via via associati valori simbolici diversi, anche attraverso sovrapposizioni di altre figure femminili dei vangeli: la peccatrice, la penitente, la prostituta, la compagna di Gesù fino, in epoca più recente, la “sposa di Gesù”.

Lo testimoniano non solo testi ecclesiali e letterari ma anche un vasto repertorio iconografico. Ogni età ha proiettato sulla Maddalena il proprio ideale di donna, privilegiando anche modelli stereotipati; un accavallarsi di ‘Maddalene’, una matassa di figure che va sbrogliata per recuperare il significato originale di “apostola e discepola fra i discepoli”.

“Chi è la Maddalena?” è l’interrogativo che Adriana Valerio pone all’inizio del suo percorso di rilettura storica in più tempi (1): Maria “detta la Magdalena” nel gruppo di discepoli e discepole presente in tutti i vangeli canonici; il posto di primo piano nella comunità ecclesiale dei vangeli apocrifi; la pluralità di sfaccettature della figura della Maddalena nel Medioevo; le interpretazioni dell’età moderna con “una lettura più diretta del testo sacro da parte delle donne” e con la diversità di posizioni fra Riforma e Controriforma; il fiorire di ricerche, studi, opere letterarie nel “tempo presente” (‘800-‘900) e soprattutto da parte di teologhe dopo il concilio Vaticano II.

Ma la ‘proposta’ di Adriana Valerio con questo libro è quella di sciogliere il “caso Maddalena” a partire sì da una rilettura storica per andare però “oltre Maddalena”, verso alcuni nodi del patrimonio dottrinale della Chiesa: la lettura e l’interpretazione della Bibbia; il rapporto Tradizione/tradizioni; la visione negativa della sessualità; successione apostolica e governo della Chiesa.

“Oggi il riconoscimento-riabilitazione della Maddalena come apostola, il modello inclusivo di partecipazione e l’etica dell’uguaglianza riaprono i termini dell’esercizio femminile dell’autorità, la questione della gestione del governo della Chiesa e della rappresentanza femminile. Cancellare il ruolo di apostola, infatti, ha bloccato per secoli i ruoli ministeriali delle donne…”

Apertura di finestre, dunque, su un vasto campo di confronto per una comunità di donne e uomini che voglia essere attenta alla dignità e alla rappresentanza femminile.

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(1)  A questo riguardo si può leggere l’intervista ad Adriana Valerio su: https://www.letture.org/maria-maddalena-equivoci-storie-rappresentazioni-adriana-valerio

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Adriana Valerio, Maria Maddalena. Equivoci, storie, rappresentazioni. il Mulino, pagg. 128, € 12,00

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