Un gomitolo di filo…

Franca Filippone – Padova

Verso la fine di marzo, io e Marina, ci siamo incontrate con il gruppo delle donne in cerchio di Roma, per confrontarci sull’incontro di Cattolica, a partire dalla voglia/necessità/esigenza di partecipare fino a delineare come svolgere il compito che ci eravamo prese per aprire, con dei momenti di condivisione e di respiro comune, le giornate dell’incontro.

Quei momenti di comunione non sono attività che possano essere scollegate dalla motivazione che spinge ciascuna di noi a partecipare all’incontro, e devono essere anche il proseguimento ideale dei temi e delle questioni trattate nei coordinamenti, veicolando a tutte quelle che saranno presenti il senso, la sintesi della preparazione all’incontro, successivamente sviscerato nelle giornate e negli incontri previsti.

Non credo di smascherare alcunché affermando che il coordinamento per l’incontro di Cattolica è stato uno dei meno “ariosi”, uno di quelli in cui il confronto tra le presenti è stato più forte, nel quale più si è discusso delle motivazioni ad esserci più che in altri.

Forse da questo: dalla necessità di affermare che ci siamo state e che, tutte noi e tutte voi, ci saremo; che la strada percorsa è stata lunga e importante e non ha nessun senso perdere l’obiettivo; forse da questo è venuta l’idea presentare un piccolo gioco fatto con un gomitolo di filo.

Mentre noi ipotizzavamo questo, da un’altra parte Catti faceva riferimento a un gomitolo srotolato tra noi, sollecitando a portarne uno.

Ma che combinazione, una casualità!

Io non credo alle casualità. Credo che esse abbiano sempre un senso che si debba cogliere, e in questo caso che fossero frutto anche dalle sollecitazioni avute nel nostro dire “tessere relazioni” durante i vari incontri.

Cogliamola quindi questa casualità e sveliamo una parte del lavoro che stiamo progettando per Cattolica. Il gomitolo lo porteremo noi di Padova e di Roma, e ce ne sarà un po’ per ciascuna di noi, da riportare a casa come piccolo segno, sintesi e ricordo.

E preparandoci all’incontro, continuiamo a tessere le nostre relazioni quotidiane, di prima o seconda politica, di basso o alto livello (chi può dire quale abbia il primato tra le due?) ricordando sempre di non escludere la peculiarità di un percorso che è stato altamente teorico, ma che ha portato nelle nostre vite dei cambiamenti pratici e di significato. Almeno per me, e so di non essere da sola in questa condizione.

Buona preparazione, buona tessitura.

Franca, per tutte quelle che partecipano alla preparazione

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