Uomini e donne: che fare?

Da sabato 6 luglio 2013, alle 17, a domenica 7 luglio, alle 13. Alla libreria delle donne di Milano, Via Pietro Calvi 29.


Oggi il femminismo nomina il desiderio di relazioni politiche significative fra donne e uomini e negli ultimi anni molte realtà hanno scommesso su una pratica che mette al centro la differenza maschile e femminile. Pensiamo all’Autoriforma della scuola, a come Maschile Plurale affronta il tema della violenza sessista sulle donne, ai vari gruppi di riflessione e associazioni, sparsi in tutta Italia, in cui si cerca di instaurare relazioni tra donne e uomini che siano all’altezza dei desideri e delle esigenze del femminismo. Pensiamo anche a come i rapporti tra i giovani, oggi, cerchino di essere all’altezza del cambiamento introdotto dalla libertà femminile. E però.

All’assemblea di Roma del 12 maggio scorso, intitolata “Cambiare le forme della politica e della partecipazione per valorizzare le differenze e ricostruire la sinistra”, organizzata da “Riprendiamoci la politica”, e all’incontro “Mio fratello è figlio unico” organizzato da Maschile Plurale si è parlato della difficoltà a far emergere una pratica maschile che parta dall’assunzione di un proprio desiderio di trasformazione delle relazioni e delle vite e si è sottolineata l’impasse che si incontra nel dare vita a relazioni politicamente significative tra donne e uomini consapevoli della differenza.

Lia Cigarini nel suo libro C’è una bella differenza (et. al 2013) ragionando sugli ostacoli nelle relazioni di differenza con gli uomini, mette al centro del discorso alcune difficoltà che riguardano più direttamente gli uomini, come la separazione dei piani , dei campi del discorso e  dei luoghi del pensiero e della vita. “Per cui, quando discutono della differenza (o si confrontano con il pensiero e la pratica delle donne) usano un linguaggio e sembra che la differenza sia l’asse centrale della loro passione e del loro ragionamento, mentre quando agiscono nella politica maschile usano un altro linguaggio e un’altra centralità”. Lia nomina anche il timore del conflitto che porta gli uomini a eliminare il conflitto fra i sessi dalla relazione in cui sono coinvolti, deprivandola.  “È difficile convincerli che ci può essere conflitto senza lotta contro”.

Marco Deriu al convegno del Gruppo Identità e Differenza, tenutosi a Torreglia lo scorso 25-26 maggio sottolineava la tentazione di mettere il femminile “tutto dalla parte del bene, lontano dal negativo maschile”. Luisa Muraro, sempre a Torreglia, sottolineava che la debolezza degli uomini è il senso che danno alla loro virilità: quando vanno nei luoghi maschili, gli uomini non riconoscono l’autorità donne femminile  per non rinunciare all’immagine della propria virilità.

Nel volume collettaneo Silenzi. Non detti, reticenze e assenze di (tra) uomini e donne (Ediesse 2012) Stefano Ciccone e Marco Deriu affrontano il rancore degli uomini e la difficoltà a confrontarsi con l’autorità femminile e maschile.

Partendo da questi nodi politici e ciascuno partendo da sé, continueremo a discutere della scommessa, della posta in gioco e delle difficoltà nelle relazioni politicamente significative tra donne e uomini.

Sappiamo dalla storia femminista che, per mettere a tema il desiderio, un movimento deve interrogarsi sulla sessualità. Dopo cena proponiamo la visione del film  “Amore liquido” (prodotto in modo indipendente dal regista Marco Luca Cattaneo). È un film che affronta la sessualità maschile oggi, in un tempo di sconnessione tra desiderio e godimento.

La domenica mattina sarà dedicata alla discussione libera dei temi emersi sabato.

Sara Gandini, Laura Colombo, Marco Deriu, Alessio Miceli e Stefano Ciccone

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