Collegamento donne Cdb e non solo – Bologna 7-8 novembre 2015

SINTESI INCONTRO BOLOGNA

Nei giorni 7-8 Novembre 2015 il gruppo di collegamento a Bologna ha riflettuto a lungo su vari temi che sono apparsi significativi e/o problematici. Riassumiamo qui di seguito i punti fondamentali perché possano essere spunto di riflessione in vista del prossimo incontro.

 

Liturgia

Il fatto che nel nostro percorso confluiscano donne che si collocano pienamente dentro la chiesa cattolica, donne che ne stanno ai margini e altre che sviluppano una ricerca spirituale fuori da questi confini, rende difficile la percezione univoca della simbologia rituale. Tre sembrano essere le piste fondamentali da indagare:

1) Quali gesti simbolici presenti nella tradizione religiosa ebraico-cristiana sono stati messi da parte dalla tradizione maschile e possono essere quindi riscoperti e portati a nuova vita, non solo per noi, ma per essere condivisi nei luoghi di spiritualità che frequentiamo?

2) Quali simboli e gesti rituali, anche attinti da altri mondi e altri tempi, si rivelano potentemente significativi per noi? Quale può essere la via privilegiata che consente al gesto simbolico di comunicare gioia, relazione e libertà ai nostri corpi oltre che ai nostri cuori?

3) La ritualità, che propone il gesto simbolico e ne rafforza il significato nella ripetizione, è avvertita da noi come un pericolo o come un’opportunità? In quale modo essa può accogliere la nostra pluralità e diversità, restituendocene la ricchezza?

 

Misticopolitica

La sollecitazione di Antonietta Potente (che nel convegno di VR ha citato la “misticopolitica”) è stata ritenuta importante e decisamente in linea con il percorso femminista. I punti fondamentali di questa prospettiva, su cui è opportuna una riflessione, sembrano essere:

1) il completo superamento del dualismo tra esperienza spirituale e vita quotidiana

2) la consapevolezza del legame che intercorre tra riconoscimento della pervasività del divino e assunzione di responsabilità nel farlo presente con i nostri corpi, in un agire politico che sa uscire dagli schemi e dai rapporti di sudditanza nei confronti di autorità e istituzioni.

3) la capacità di riconoscere nell’agire economico e nel rapporto con l’ambiente il dispiegarsi della visione olistica che l’approccio misticopolitico porta con sé.

 

Confliggere senza distruggere

In questo incontro il clima è stato molto positivo e la discussione si è sviluppata senza “aggressioni” reciproche; ciononostante il tema della conflittualità è stato considerato meritevole di approfondimento proprio perché solo dipanando questa matassa e trovando il modo d’intrecciare i vari fili si potrà pensare di tessere la nostra tela. Anche l’aiuto esterno di “Identità e differenza” forse potrebbe essere prezioso. Ecco comunque alcuni nodi individuati:

1) Quanto pesa nella conflittualità che agiamo il conflitto interiore, che può attraversare ciascuna di noi?

2) Quale meccanismo trasforma un confronto in conflitto?

3) Quale ruolo giocano il non detto e il bisogno d’essere amate nella creazione di un terreno in cui gli elementi di conflittualità prosperano?

4) Possiamo chiamare conflittuale la relazione nella quale un soggetto si sottrae al confronto e all’assunzione di responsabilità allontanandosi?

 

Femminismo e Gender

Anche su questo ci si è soffermate perché per alcune di noi il Gender rappresenta il nuovo, la complessità delle identità, che in qualche modo mette in discussione il femminismo della differenza sessuale. Nelle nuove posizioni emergenti della teologia Queer e nella pratica politica dei gruppi LGBT infatti “il genere” non è più identificabile con il femminile. Ovviamente questo può essere considerato un pericolo, e alcune tra noi lo hanno sottolineato con forza. Ma la strumentalizzazione che è stata fatta dalla Chiesa contro la cosiddetta “teoria del Gender”, interpretata in modo errato, non può non interrogarci.

Inoltre, se per alcune tra noi c’è anche bisogno di decostruire il pensiero stesso delle donne, perché il femminismo è stato sconfitto (“un certo femminismo è alle spalle perché si è modulato, come quello maschile, per scuole di pensiero” dice Giancarla), per altre tra noi, che continuano da molto tempo ad avere collegamenti con Diotima, il Circolo della Rosa e la Libreria delle donne di Milano, questi luoghi restano dei riferimenti importanti di un pensiero, in presenza e a partir da sé, che ha creato e continua a tessere simbolico femminile.

Emerge quindi evidente la necessità di fare chiarezza su questo tema dialogando insieme.

 

Molto ci siamo confrontate anche sulla necessità di fare memoria del nostro percorso, sia per avere maggior chiarezza in merito alle tappe importanti del nostro cammino, sia per fornire documentazione a chi volesse accostarsi alle tematiche da noi prese in considerazione; ma soprattutto per tessere relazioni con altri gruppi di donne o altre singole al fine di scambiare esperienze e riflessioni.

In qualche modo siamo ormai “storia” visto che:

1) i nostri documenti sono reperibili in internet attraverso i motori di ricerca

2) giovani studiose chiedono di poter consultare gli atti dei convegni

3) varie riviste (Esodo, Combonifem, via Dogana ecc…) pubblicano i nostri articoli o citano i convegni, ma noi continuiamo ad avere il compito di “fare storia”.

Sarà dunque necessario l’impegno di tutte per “lasciare traccia e tessere relazioni”. Gli strumenti utilizzati sino ad ora sono utili e continueranno ad essere usati (si stamperanno 100 copie degli atti), ma sarebbe importante trovare nuove forme per coinvolgere e fare memoria. Anche se, come ha detto molto bene Elena Lobina: “non è utile tanto sforzarci di far venire da noi donne nuove e giovani quanto piuttosto impegnarci più che mai per essere al meglio quello che siamo. Se noi siamo attraenti per tante donne c’è un motivo! Si avvicinano a noi per il nostro specifico”. Questo è il nostro di più che attrae e che va coltivato con attenzione e passione.

A questo punto un cenno agli impegni futuri che sono stati immaginati così:

1) ogni gruppo locale sceglie su quale tema lavorare, prendendo spunto da questa relazione

2) ci si ritrova ad aprile per confrontarsi su quanto emerso nei vari gruppi e definire la forma e le tematiche del prossimo incontro nazionale, che si terrà tra un anno circa

3) chi può assume informazioni sul costo della stampa degli atti e su luoghi alternativi a Bologna per il prossimo collegamento.

(La registrazione dell’incontro è stata fedelmente trascritta da Carla e Doranna

e chiunque, tra noi, la desideri può richiederla)

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