Gruppo donne CdB Viottoli – Pinerolo

 

Il gruppo donne di Pinerolo è nato all’interno di una Comunità di base, nel lontano 1985: abbiamo sentito l’esigenza di superare la nostra totale dipendenza intellettuale dal pensiero maschile e il nostro silenzio tangibile e la nostra invisibilità nei luoghi decisionali, che ci restituivano un’immagine immiserita di noi stesse.

Dai nostri incontri “separati”, gradualmente, è emerso che il modo di pensare Dio era ingabbiato in immaginari patriarcali, mentre ognuna di noi sentiva nel profondo, come necessità, un forte anelito all’Amore, passione quasi sempre appresa dalla madre.

Insieme ai primi fondamenti del pensiero della differenza che abbiamo iniziato a conoscere incontrando donne di altri luoghi, abbiamo percepito la possibilità e il piacere dello sconfinamento, la capacità di entrare e uscire da un ordine dato della realtà cercando, in prima persona e in relazione con le altre donne, ciò che poteva essere più corrispondente al nostro sentire.

Ci siamo poste alcune domande essenziali a cui abbiamo cercato di dare delle risposte :

– c’è nella bibbia libertà femminile? La libertà di essere autentiche, di essere se stesse, di discutere apertamente con Dio?

– c’è libertà femminile nell’uso della Bibbia? Nel modo di rapportarci ad essa, di interpretarla?

– c’è una nostra libertà, a partire da noi stesse, di immaginare la divinità e il nostro rapporto con essa?

 

Quando siamo entrate in contatto con la politica delle relazioni e con il suo bagaglio di pratiche pensate dal femminismo radicale, a noi è stato abbastanza chiaro di cosa si stesse parlando.

Abbiamo mantenuto questi luoghi separati, sia a livello locale che a livello nazionale, con lo scopo di far comunità tra donne portatrici, nei luoghi misti, di una misura femminile sulle cose del mondo e dello spirito. E questo è avvenuto e avviene ancora, non senza difficoltà e conflitti.

Ma questi conflitti ci hanno confermato nella scelta di continuare un cammino “separato”, che ci ha permesso di crescere e costruire relazioni ed elaborare pensieri e pratiche in nuovi spazi di libertà, senza cercare consenso e approvazione.

La situazione contingente politica, religiosa, sociale ci ha dato la possibilità di fare una riflessione come donne all’interno di una cultura di uomini. Questo percorso non è sempre stato capito: accanto ad accoglienze positive ci sono state anche discussioni, perplessità, irritazioni, reazioni infastidite. Con la nascita del gruppo donne e col passare degli anni, molte di noi hanno cominciato a coinvolgersi di più nella vita comunitaria, nell’animazione, nelle liturgie e contemporaneamente è nato il desiderio, in molte donne ed in alcuni uomini, di dare visibilità a questa presenza nella Comunità e nella preghiera, anche attraverso un linguaggio inclusivo . Per noi era importante nominare la nostra differenza ed essere nominate, proprio lì dove per secoli la presenza delle donne è stata occultata da un agire maschile e da un linguaggio che vuole essere neutro, ma che di fatto non lo è.

Sentivamo l’esigenza profonda di un linguaggio che manifestasse la nostra presenza anche nelle liturgie e nei canti, nella preghiera dove ogni donna e ogni uomo esprime la propria relazione con il divino e questo comportava anche una profonda revisione dei nostri immaginari di Dio, consapevoli che nessun nome dato, nessun immaginario esauriscono Dio.

Oggi

 Ritrovandoci in questi giorni abbiamo condiviso alcune brevi riflessioni:

  • Così ci siamo percepite noi del piccolo gruppo donne della cdb di Pinerolo e così ci hanno percepite le amiche con cui siamo entrate in relazione: donne comuni, con esistenze più o meno ordinarie, con grandi compiti da assolvere come mettere al mondo se stesse avendo come specchio divino le altre, amare il nostro prossimo come noi stesse e non di più, e amare le nostre prossime come noi stesse, liberamente, riconoscendo loro l’autorità.(V. Dogana n.111 Carla Galetto Doranna Lupi)
  • E ora? Siamo un piccolo gruppo di donne che cercano di vivere “una spiritualità altra” (non “contro” la chiesa e la sua gerarchia), con serenità e una libertà nata dalla forza delle relazioni con altre donne nel quotidiano, nei nostri percorsi a livello nazionale, con le maestre del femminismo. Una spiritualità che ha antiche radici nella libertà delle antenate mistiche, che si sostanzia nel qui e oggi, nell’impegno concreto e quotidiano per il cambiamento.
  • Guardando al nostro percorso possiamo dire che c’è sempre stato un intreccio tra crescita femminista e crescita di una nuova spiritualità, cioè in qualche modo abbiamo praticato la misticopolitica, tenendo insieme fede, spiritualità, quotidianità fatta di corpo e di cura e pratica politica.
  • Attualmente il gruppo donne della CdB di Pinerolo è composto da cinque/sei donne. C’è stato un tempo che ha visto il gruppo donne numeroso, s’è fatta tanta strada anche con altre donne che ora non frequentano né sono interessate particolarmente alle iniziative/ricerche. C’è un tempo per ogni cosa… Le nostre singole personalità si sono liberate, rafforzate, costruite: ciascuna di noi, in tutti i campi della propria vita, sente di essere se stessa, serena di esserlo. Ognuna di noi è impegnata in realtà che privilegiano il rapporto con donne (Centro Antiviolenza, scuola di italiano per donne straniere, iniziative di studio/ricerca alla Cascina Roccafranca di Torino, contatti con altri gruppi donne, ad es. le donne Valdesi e quelle del Chicco di Senape di Torino…).
  • Ora nella nostra cdb le relazioni sono ottime (anche perchè il gruppo si è ridotto?…). Nelle nostre relazioni c’è rispetto, affetto, attenzione tra tutti e tutte e ognuna/o è valorizzato per quello che è.
  • Come da sempre ognuna/o partecipa alla cdb mettendo a disposizione le proprie capacità, seguendo quello che desidera: partecipare all’eucarestia o no, partecipare agli studi/ricerche o no, condividere più tempo o no.

Commento di Luciana (una di noi)

Per quello che mi riguarda, ho modificato il mio pensiero e la mia spiritualità sperimentando nel quotidiano la potenza e la debolezza. Non mi sono mai sentita sola o separata. Quello che mi ha costruito è frutto di presenze umane positive ed affettuose. Sento di avere il posto che desidero in comunità senza sensi di inferiorità o superiorità e senza “affibbiare” ruoli particolari ad alcuno. Mi sono chiesta cosa cerco nel partecipare al gruppo donne. A parte la giusta curiosità nei confronti del percorso fatto dalle altre amiche in questi anni, desidero essere “stimolata” nella ricerca di pensieri/parole, mi viene da dire, “al femminile”.

Sono altresì sollecitata dalla frase (scritta sul contributo per Via Dogana):

Poteva bastare il guadagno di luoghi e reti di relazioni femminili dove ridefinire, a partire da sé, il divino e la soddisfazione di aver avuto una grande tenacia nel tempo ma …ci è giunto l’invito pressante al rilancio, partendo dall’esigenza condivisa di confluire nella corrente viva di pensiero e pratiche femminili. Non fosse altro che per trasformare la gratitudine e la riconoscenza, per il dono ricevuto dalle donne che hanno contribuito al crearsi di questa corrente, in bene comune”.

Partecipando agli incontri tenuti presso la Cascina Roccafranca mi sono resa conto che posso dare un piccolo contributo a che il bene che ho ricevuto possa essere comune, condiviso.

Pur continuando a frequentare la Comunità, per molti anni sono rimasta un po’ “ai margini” della stessa. Ero assorbita da incombenze famigliari e di coppia, impegnative sia dal punto di vista pratico che, soprattutto, psicologico/mentale. Sono un paio d’anni che ho ripreso i contatti con le amiche del gruppo donne cdb perchè, nonostante non abbia fatto il loro percorso ed esperienze, ho mantenuto un forte interesse verso un cammino di “liberazione/realizzazione femminile”, di consapevolezza, di ricerca.

Per me, la Cdb è stata sempre “il luogo” privilegiato per questo cammino e nei decenni l’impegno del gruppo donne cdb ha permesso a me (ma non solo a me) di arricchirmi di pensiero, stimoli e riflessioni difficilmente raggiungibili singolarmente. Ovviamente, mancando dell’esperienza di questi anni, della vita di questi anni, non mi sento di condividere quel legame che provano con il movimento donne più allargato, sia gruppi che singole, ma posso, con questo piccolo gruppo (credo infatti che il numero sia esiguo, ma che sia molto unito e sulla “stessa lunghezza d’onda”) proseguire nell’approfondimento, nella relazione, nella condivisione.

Stimo molto le amiche del gruppo e il mio interesse so che si potrà sviluppare intorno a tutte le sollecitazioni che nasceranno dalla loro esperienza, vivacità intellettuale e spirituale.

Un virtuale abbraccio e un ringraziamento a tutte voi per il sostegno reciproco mantenuto nel tempo e oltre gli ostacoli.

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