Ausilia Riggi risponde alla lettera aperta

Questa lettera è lo specchio di una mentalità propria del femminismo più alto di pochi anni fa, nel periodo in cui io cercavo di tessere relazioni con le donne che erano uscite dall’Istituto COME ME.

Allora io mi sono trovate le porte chiuse da parte delle donne rimaste dentro l’istituzione – e parlo, non solo delle donne di potere dentro l’istituzione, ma delle donne “rimaste”, protette da quelle di potere -. Ho potuto avere contatti personali soltanto con le donne uscite e DISPERATE per l’emarginazione sociale di cui erano fatte segno (emarginazione addebitabile anche al femminismo). Ho passato ore ed ore ad ascoltare le ultime telefonicamente ed a lavorare nel sito “Donne Contro il silenzio” (chiuso per malattia e vecchiaia!). Continua a leggere