Invidia e gratitudine

Ringraziamo Paola Cavallari per questa segnalazione:

Riporto una recensione al testo di Pulcini Invidia, pubblicata ne Il Paese delle donne quache anno fa

…L’invidia femminile è pervasiva e onnipresente, coglie ogni pretesto per posare sull’altra il proprio sguardo maligno, e tende a moltiplicarsi, riconfermando la sua sostanziale indifferenza all’oggetto, e finendo per investire non solo quella singola donna, ma le donne in generale (…). E allora? Che ne è delle conquiste del femminismo e di quella solidarietà in cui abbiamo intensamente creduto? (…). Il potere è ancora il nostro spettro da esorcizzare. E’ ciò che fortemente vorremmo (perché non l’abbiamo mai avuto!), ma è anche ciò che ci fa sentire in colpa e che non riusciamo mai completamente ad assolvere e legittimare. Cosicché finiamo vittime di una schizofrenia tra identificazione e mimesi al maschile da un lato e negazione e rifiuto del potere dall’altro. (Pulcini).

Ecco descritto, nelle ultime righe, l‘Impossibile della condizione femminile all’interno di un simbolico pensato e strutturato a misura d’uomo. Il passo è tratto dal libro Invidia. La passione triste di Elena Pulcini, uscito qualche anno fa, in cui l’Impossibile della condizione descritta evoca la dimensione del Tragico. Benché l’autrice non faccia sconti all’invidia delle donne:

Non sono dunque gli uomini i veri oggetti dell’invidia femminile, il cui bersaglio è piuttosto rappresentato dalle altre donne. La condizione di impotenza e di subalternità all’egemonia maschile si è tradotta in una sorda rivalità reciproca, spingendo le donne a farsi subdolamente la guerra tra loro… Continua a leggere

Collegamento donne Cdb e non solo – Bologna 7-8 novembre 2015

SINTESI INCONTRO BOLOGNA

Nei giorni 7-8 Novembre 2015 il gruppo di collegamento a Bologna ha riflettuto a lungo su vari temi che sono apparsi significativi e/o problematici. Riassumiamo qui di seguito i punti fondamentali perché possano essere spunto di riflessione in vista del prossimo incontro.

 

Liturgia

Il fatto che nel nostro percorso confluiscano donne che si collocano pienamente dentro la chiesa cattolica, donne che ne stanno ai margini e altre che sviluppano una ricerca spirituale fuori da questi confini, rende difficile la percezione univoca della simbologia rituale. Tre sembrano essere le piste fondamentali da indagare: Continua a leggere

L’OSSESSIONE DELL’EGUAGLIANZA

Marisa Guarneri

Il dibattito in corso sul concetto di Gender in contrapposizione a quanto sottende alla teoria ed alla pratica della Differenza sessuale mi ha risvegliato vissuti ed esperienze che vengono dalla mia frequentazione con il sindacato e con il mondo della formazione.

La cultura profonda dell’eguaglianza (che è sicuramente un valore) si è confusa con quella della parità e successivamente con quella delle pari opportunità producendo a mio parere un forte corto circuito, più fra le donne che fra gli uomini.

Se per gli uomini la parità significa, nella sostanza, accogliere al proprio livello le donne, per le donne ha significato moderare le proprie aspettative al 50% di tutto. E su questo il dibattito e la polemica dura da anni. Continua a leggere

Bologna: verso l’incontro nazionale 2013

Bologna, 22 giugno

Verso Paestum 2013

 

Siamo un gruppo femminista nato da qualche anno. Abbiamo tutte meno di 35 anni d’età. Non abbiamo fatto gli anni Settanta, e non per scelta!

Nella nostra breve storia abbiamo sempre sentito l’esigenza del confronto, non solo interno tra di noi ma anche con la storia e la vita del nostro movimento. Siamo andate a trovare tutti i gruppi che abbiamo potuto, e ancora con tante che saranno presenti a Bologna non vediamo l’ora di avere l’occasione di un confronto diretto. Abbiamo incontrato anche gruppi femministi che qui – a Bologna, a Paestum – non sono venute e hanno intenzione, forse, di non venire mai (e questo è un primo problema). Continua a leggere

Ausilia Riggi risponde alla lettera aperta

Questa lettera è lo specchio di una mentalità propria del femminismo più alto di pochi anni fa, nel periodo in cui io cercavo di tessere relazioni con le donne che erano uscite dall’Istituto COME ME.

Allora io mi sono trovate le porte chiuse da parte delle donne rimaste dentro l’istituzione – e parlo, non solo delle donne di potere dentro l’istituzione, ma delle donne “rimaste”, protette da quelle di potere -. Ho potuto avere contatti personali soltanto con le donne uscite e DISPERATE per l’emarginazione sociale di cui erano fatte segno (emarginazione addebitabile anche al femminismo). Ho passato ore ed ore ad ascoltare le ultime telefonicamente ed a lavorare nel sito “Donne Contro il silenzio” (chiuso per malattia e vecchiaia!). Continua a leggere