In memoria di Lei molte cose sono cambiate

Doranna Lupi
(Gruppo Donne della Cdb Viottoli – Pinerolo)

Primo piano per sito nazionale Cdb 27/7/16

Nel suo ultimo primo piano, Carla Galetto esprimeva un interrogativo, a mio parere rilevante: “Nell’esperienza che da molti anni faccio con altre donne delle Cdb mi sembra stia avvenendo un ricco percorso parallelo con temi, idee e pratiche che non trovano ancora spazio nei luoghi misti. E mi chiedo quali possano essere le strade e le modalità per costruire insieme, uomini e donne, un cammino condiviso, in cui le differenze non siano causa di separazioni o di esclusioni, ma occasione di confronto e avvio di nuove pratiche”.

Condivido con Carla e le altre donne delle cdb questo percorso e gli interrogativi che esso pone, tuttavia ho l’impressione che i temi, le idee e le pratiche venute al mondo con la libertà femminile si muovano, anche in direzioni impreviste. Abbiamo prestato attenzione alle nostre simili desiderando di vederle e vederci più libere e questo ha prodotto effetti ad ampio raggio.

Nell’inserto dell’Osservatore Romano Donne Chiesa Mondo di Maggio, intitolato La Visitazione, la curatrice Lucetta Scaraffia dice: “Abbiamo iniziato il nostro lavoro; infatti, richiamandoci a quel momento iniziale dei vangeli in cui due donne – Maria ed Elisabetta – si incontrano (…) sono entrambe capaci di vedere il significato vero e profondo degli eventi che stanno vivendo, di scorgere il divino anche quando è ancora celato. E lo fanno prima degli uomini, prima dei sacerdoti e dei sapienti”. Le autrici di questo inserto si preoccupano di portare alla luce, alla conoscenza del mondo lo sguardo specifico delle donne sul sacro, uno sguardo diverso da quello degli uomini e per questo necessario.

Mezzo secolo di “Visitazioni” tra donne hanno operato una rivoluzione culturale che, anche se ignorata all’interno della chiesa e non solo, ha camminato con le proprie gambe mostrandosi straordinariamente viva, luminosa e trasformante.

Grazie a questo contagioso desiderio di libertà si è avviato un processo ed è necessario esserne consapevoli per poterlo seguire e alimentare.

Un processo che ha avuto già le sue radici nella relazione tra Gesù e le donne poiché, come dice Lilia Sebastiani, l’apparizione di Gesù alle donne ha fatto sì che non potessero togliere dai vangeli i racconti delle donne che furono le prime a vederlo, garantendo così la loro presenza.

Negli ultimi due anni, guardandoci attorno, a livello locale, è nato a Torino il gruppo teologico Acquaviva, composto da docenti e studentesse della facoltà di teologia, che ha preso espressione pubblica in diverse occasioni. L’associazione Chicco di Senape, estendendo il lavoro ad una rete di associazioni, parrocchie e comunità, ha dedicato un intero anno, conclusosi con un convegno molto partecipato, misto e intergenerazionale, sul tema “Va’ dai miei fratelli e di’ loro… Le voci delle donne nella chiesa”.

Il nostro gruppo donne della cdb di Pinerolo è stato chiamato a condurre un corso sulle donne nella bibbia, in un centro socio-culturale polivalente di Torino.

Il convento di clausura della Visitazione di Pinerolo si è aperto a seminari e letture di autrici che vanno da Simone Weil ad autrici locali, proposti da donne del nostro gruppo teologico.

Piccoli fermenti che testimoniano, a livello locale, un processo in corso dove il passo in avanti sembra essere quello di uomini e donne che si interrogano ponendosi in relazione, ascoltandosi e prendendosi sul serio, partendo da se stessi e dalla propria esperienza sessuata e tenendo presente ciò che le donne hanno detto e scritto sino ad oggi, poiché ormai da mezzo secolo a questa parte le donne pensano, producono pensiero e pratiche in ogni luogo della vita pubblica, lavorativa, artistica e privata.

Credo sia parte di questo processo la decisione di Papa Francesco di elevare la memoria liturgica di santa Maria Maddalena al grado di festa nel Calendario romano generale. La decisione del Pontefice vuole spingere la Chiesa a riflettere in modo più profondo sulla dignità della donna, la nuova evangelizzazione e la grandezza del mistero della misericordia divina partendo da Maria Maddalena, nota come colei che ha amato Cristo ed è stata molto amata da Cristo e definita da san Tommaso d’Aquino «apostola degli apostoli». Come si legge nell’apposito decreto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti può essere oggi compresa dai fedeli come paradigma del compito delle donne nella Chiesa.

Dalla restituzione del posto che a santa Maria Maddalena spetta nella tradizione cristiana, da parte di Papa Francesco, può finalmente partire il riconoscimento del ruolo delle donne nella Chiesa. E’ l’analisi di Lucetta Scaraffia sulla prima pagina dell’Osservatore Romano, che prosegue dicendo: “Tanto è stata lunga e difficile la strada che ha portato all’accettazione della verità, una verità semplice ma espressiva di un messaggio che molti non volevano ascoltare: e cioè che per Gesù le donne erano uguali agli uomini dal punto di vista spirituale, avevano lo stesso valore e le stesse capacità. Per questo era così difficile ammettere che Maddalena era un’apostola, la prima fra gli apostoli a cui si è manifestato il Signore risorto. Per questo proprio da lei, cioè dalla restituzione del posto che le spetta nella tradizione cristiana, può finalmente partire il riconoscimento del ruolo delle donne nella Chiesa. Papa Francesco l’ha capito chiaramente, e ha avviato in questo modo un processo che non si potrà più fermare”.

Io non penso che questo processo sia stato avviato da Papa Francesco, poiché si tratta di un processo già innescato dalle nostre Visitazioni. In memoria di lei è stato il titolo del libro di E. Schüssler Fiorenza che nel 1988 ha cambiato il punto di vista di una generazione di donne nella Chiesa; in memoria di lei è stata la nostra prima celebrazione dell’unzione di Betania che abbiamo condiviso nel 1988 a Parigi con le donne delle cdb francesi e olandesi, da cui ha avuto il via il nostro trentennale percorso di donne cdb italiane; “In memoria di lei” è il nome del nostro gruppo Facebook.

Vorrei quindi ringraziare quelle donne che, avendo a cuore la libertà femminile, e avendo alle spalle un lungo percorso di incontri, scambi ed elaborazioni, con presenza e parole autorevoli, hanno avviato nella chiesa cattolica un percorso che ha aperto ad un dialogo vero tra i sessi, spinte dal desiderio e dalla necessità di una sinergia tra maschile e femminile che diventi vera forza positiva nella chiesa e nel mondo.

Diaconia delle donne o nuove pratiche?

Carla Galetto

Sono rimasta molto sollecitata dalla relazione di Maria Soave Buscemi all’ultimo Convegno nazionale delle Cdb svoltosi a Verona.

Ci ha proposto di entrare in una prospettiva che tenga conto della sperimentazione e dell’invenzione. Ci ha invitato a superare la “perfezione” del 12: 12 sono le tribù di Israele, gli apostoli, i mesi dell’anno, gli anni di malattia dell’emorroissa, gli anni della bambina che muore… per aprirci al 13: 13 sono le lune dell’anno lunare, 13 gli apostoli (Maria di Magdala, nel vangelo di Giovanni, è presentata come apostola), c’è una 13ª tribù, quella dispersa che dobbiamo cercare… Anche Dina, dopo 12 fratelli, è la figlia di Giacobbe dimenticata (Gen 30,21 e Gen 34). Occorre passare dall’arroganza del 12 per aprirci a un mondo includente, per metterci in cammino, ripercorrendo i cammini delle donne che sono state zittite. Continua a leggere

Donne e uomini – La differenza alla prova del mondo

Carla Galetto e Doranna Lupi

CONVEGNO ANNUALE di IDENTITÀ E DIFFERENZA

Il 21-22 Maggio si è tenuto a Torreglia (PD) il convegno di Identità e Differenza, rete nazionale di donne e uomini in relazione di differenza, sul tema Donne e Uomini – La differenza alla prova del mondo.

Il tema affrontato, da donne che hanno a cuore la differenza e la libertà femminile e uomini che cominciano a pensare ad una libertà maschile distante dal potere, è stato quello della neutralizzazione in atto della differenza sessuale.

“Se la politica delle donne è già all’opera in quel movimento profondo che produce e sostiene legami, progetti e forme di vita, se la libertà femminile avanza attraverso le vite concrete di donne e uomini e cambia le condizioni del vivere di tutti, spesso in questo presente tormentato il senso della differenza inciampa, fin dentro “il femminismo”. Pensiamo alla neutralizzazione della differenza in molti movimenti contemporanei, anche femministi, seguiti dai/dalle più giovani che, nella tendenza all’indifferenziato e nel disegno di una società senza differenza sessuale, vedono un progetto politico di libertà”(dalla discussione avvenuta nell’incontro preliminare a Torreglia). Continua a leggere

Qual è la libertà di una donna “cristiana”?

Mentre si stanno mettendo a punto gli atti dell’incontro nazionale 2015 “Le orme del divino sulle strade dell’oggi”, Maria Di Bello invia questo intervento che sviluppa alcune  idee ed interrogativi brevemente introdotti nel dibattito assembleare di quell’incontro.

Grazie per darmi l’occasione di chiarire il mio pensiero intorno a quelle mie espressioni poco sviluppate.

Comincio da una verità. La conoscenza della relazione della donna con il proprio mondo ha radici storiche, antropologiche, sociologiche, recenti, mentre la relazione dell’uomo con il proprio mondo è vecchia quanto le religioni.

Un’altra verità è che il mondo della donna è stato costruito dalle religioni fondate, in Occidente, dagli uomini del Dio unico. Purtroppo, la libertà della donna, spesso, è un copione della libertà dell’uomo. Stiamo combattendo per avere gli stessi diritti. Continua a leggere

Oltre il peso della non libertà femminile

MIRA FURLANI FIRENZE

Cara Ausilia,
ti ringrazio per aver risposto alla nostra lettera aperta. Hai mandato copia alla Segreteria CDB (comunità cristiane di base), ma devo chiarire che, pur definendoci donne delle Cdb, abbiamo scelto, ben 25 anni fa, di stare insieme solo come donne, aprendoci ad altre donne singole o appartenenti ad altri gruppi. Prova a ricordare, perché te ne ho parlato incontrandoti ad un convegno delle Cdb miste.
Non siamo diventate una istituzione né una associazione, apparteniamo solo a noi stesse. Il motivo principale per cui ci siamo messe insieme é stato l’amore verso la libertà femminile. Continua a leggere