PRESENTAZIONE del libro “LE DONNE E IL PRETE. L’Isolotto raccontato da lei”.

MIRA FURLANI

  • Come è nato questo libro, o meglio, come e chi mi ha dato la forza per scriverlo?

Nella Introduzione parlo del ruolo che hanno avuto due amiche di Pinerolo, Doranna e Carla, le stesse che poi hanno scritto la Prefazione. Ma la spinta più grande l’ho ricevuta dal mio legame amicale con Luisa Muraro, amicizia che fra noi due esisteva già da lungo tempo sul piano del pensiero, ma che ha preso corpo dopo la sua presenza al nostro convegno di Monteortone (Padova) avvenuto il 2-4 dicembre 2011, dal titolo In principio sono i nostri corpi. Continua a leggere

LE NOSTRE BIBLIOTECHE, SVUOTATE “DAI GRANDI FALO’ “, SI STANNO RIEMPIENDO DI NUOVE PAROLE.

Lupi Doranna

Forse sarebbe meglio annotare la nostra ghinea sotto la voce “Stracci. Benzina. Fiammiferi”. Per radere al suolo l’intera costruzione e dar fuoco alle vecchie ipocrisie. E le figlie degli uomini colti danzino attorno al grande falò, gettando di continuo bracciate di foglie morte sulle fiamme, mentre le loro madri sporgendosi dalle finestre più alte, gridano, “ Che bruci! Che bruci! Non sappiamo che farcene di questa istruzione!                              

  Le tre ghinee  Virginia Woolf

 La nostra profeta Virginia Woolf aveva ragione: bisognava dar fuoco alle vecchie ipocrisie patriarcali, conservate in biblioteche straripanti di libri scritti solo da maschi, per far posto alle parole ancora non dette, parole di donne costrette al silenzio per secoli e secoli.

Ma a volte può volerci molto tempo, anche il tempo di una vita, perché le cose meditate vengano portate a significato. Mi riferisco al nostro trentennale percorso di donne  delle comunità cristiane di base e non solo e alla fecondità che ci attraversa in questo momento. Forse stiamo diventando vecchie sagge, che stanno sedute con le mani in grembo, mentre l’anima viene a galla. Anime che non si sono annoiate, non se ne sono andate. Anime che da sole e insieme hanno tessuto il significato delle proprie esistenze. E ora, alcune di noi, sono giunte a  documentare adeguatamente la presenza delle donne nelle vicende umane, attraverso generi letterari differenti: un saggio autobiografico sulla differenza sessuale,  un poemetto, la poesia. Continua a leggere

“Smontando impalcature, tessendo relazioni”: un resoconto

Mira Furlani

Premessa:

Gli incontri naz.li dei gruppi donne delle comunità cristiane di base sono nati 25 anni fa, dopo il seminario nazionale delle Cdb miste (uomini e donne) intitolato “Le scomode figlie di Eva” (Brescia, aprile 1988). Dopo quel seminario un certo numero di donne, protagoniste fin dagli anni ’60 della nascita in Italia delle Cdb, decisero di riunirsi da sole. Lo hanno fatto seguendo le orme dell’esperienza femminista, ma in un’ottica di fede cristiana vissuta come esperienza nel proprio contesto territoriale, superando le dicotomie credenti/non credenti, praticanti/non praticanti, religiosi/laici. I nostri incontri naz.li si fanno quasi ogni anno e vengono preparati facendo riferimento a donne appartenenti a diversi gruppi, collocati in differenti territori del Paese e coordinati da periodiche riunioni collettive di due giorni. Continua a leggere

IL FILO FILATO: significato della politica prima e quella seconda

Mira Furlani – Firenze

Fra gli articoli scritti su questo nostro blog mi ha fatto piacere leggere lo “svelamento” di una parte del lavoro che le donne di Padova, insieme al gruppo delle donne in cerchio di Roma, stanno progettando per il nostro convegno di Cattolica, svelamento incentrato sul filo del GOMITOLO.

Il documento che ci hanno inviato termina con le seguenti parole: …preparandoci all’incontro, continuiamo a tessere le nostre relazioni quotidiane, di prima o seconda politica, di basso o alto livello (chi può dire quale abbia il primato tra le due?) ricordando sempre di non escludere la peculiarità di un percorso che è stato altamente teorico ma che ha portato nelle nostre vite dei cambiamenti pratici e di significato”… Continua a leggere

Papa riformatore – Papa problematico

Mira Furlani – Firenze
 
Certamente Francesco non sarà un Papa curiale. Nel suo primo saluto alla folla presente in San Pietro si è rivolto a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, non ha parlato di credenti e non credenti, vecchia espressione di una cultura neutra maschile che proprio la pratica politica delle donne ha messo in crisi. Anche il nome Francesco è di buon auspicio, così come il suo linguaggio, per nulla “semplice”, bensì fortemente programmatico.

Tuttavia accanto alla positività di una scelta latinoamericana, il nuovo Papa mi ha subito fatto ricordare un luogo e una data molto importanti per tutte le comunità cristiane di base. La data è quella dell’ agosto 1968, il luogo é Medellin in Colombia. Lì ebbe luogo la prima Assemblea generale dell’episcopato latinoamericano che si confrontava sugli impulsi di rinnovamento scaturiti dal concilio Vaticano II. Tale Assemblea sancì l’atto di nascita della teologia della liberazione. Continua a leggere