Home Politica e Società La mappa dell’Italia inquinata: controlla a che posto della graduatoria è la tua provincia

La mappa dell’Italia inquinata: controlla a che posto della graduatoria è la tua provincia

Emissioni industriali, rischio cancerogeno, mutageno, teratogeno e neurotossico. PeaceLink ha elaborato una mappa delle zone dove di concentrano le emissioni di diossina, mercurio, IPA, benzene, PCB, arsenico e piombo. Che fare? Una proposta di intervento è quella di intervenire nelle AIA, le autorizzazioni integrate ambientali in discussione al Ministero dell’Ambiente e presso le Regioni.

21 ottobre 2008 – fonte: Associazione PeaceLink

Abbiamo elaborato questa mappa dell’Italia inquinata. Qui di seguito il link alla relazione dettagliata in formato PDF:http://www.peacelink.it/editoriale/docs/2813.pdf

Troverete una graduatoria delle province più inquinate. Svettano alcune città e fra queste c’è la capolista indiscussa: Taranto.

Al secondo posto troviamo Livorno con 101 punti, in buona parte frutto delle emissioni in acqua di arsenico (2930 chili all’anno) e piombo (5945 chili all’anno).

Al terzo c’è Nuoro nella cui provincia c’è Ottana (con la sua industria petrolchimica e la produzione di fibre tessili sintetiche) e il comune di Siniscola con il suo cementificio.

Al quarto posto di posiziona Venezia, già nota per gli storici processi per inquinamento promossi dal giudice Felice Casson.

Al quinto posto troviamo Caltanissetta per via delle emissioni della zona industriale Gela.

Trieste, al sesto posto, si distingue per il mercurio in acqua (489 chili all’anno) e, sempre in acqua, per il piombo scaricato: ben 1168 chili annui.

Siracusa si classifica al settimo posto per le emissioni degli stabilimenti di Augusta e Priolo.

A Carbonia Iglesias, provincia che si posiziona all’ottavo posto, si concentrano diversi insediamenti, dagli stabilimenti di Portovesme a quelli del Sulcis.

Nella provincia di Sassari, nona in classifica, troviamo gli insediamenti di Porto Torres e della centrale termoelettrica sul fiume Santo.

Mentre Ravenna si posiziona al decimo posto per l’11,6% di tutto il benzene italiano scaricato in acqua.

Tutte emissioni che risulterebbero regolarmente “autorizzate”.
A voi ogni commento.

In ultimo: che fare per ridurre le emissioni?

Sono in corso le procedure nazionali e regionali di autorizzazione delle aziende.

Occorre far partecipare i cittadini alle AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale).
Vuoi saperne di più sull’AIA? Clicca su http://lists.peacelink.it/news/2007/11/msg00045.html

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