Home Politica e Società «La Chiesa invita a non rispettare la legge. Non può farlo»

«La Chiesa invita a non rispettare la legge. Non può farlo»

intervista a Mercedes Bresso
in “l’Unità” del 23 gennaio 2009

Il resoconto del botta e risposta andato avanti per tutto il giorno è copioso. Il cardinal Severino
Poletto ha detto che sul caso Englaro i medici devono fare obiezione di coscienza. La legge di uno
Stato non può andare contro la legge di Dio. Mercedes Bresso ha replicato che «non viviamo in una
Repubblica di ayatollah».

Presidente, Mantovano definisce «incivile» la sua replica al cardinal Poletto. Perché ha pensato agli ayatollah?
L’obiezione di coscienza, non esiste nell’ordinamento, vale solo per la legge 194, quindi quello del
cardinal Poletto è un invito a non rispettare la legge vigente. Tuttavia sono convinta che nessuno
possa essere obbligato a compiere azioni contrarie alla propria coscienza. Per questo una legge sul
testamento biologico deve prevedere l’obiezione di coscienza che, ne sono certa, i medici
adotterebbero con grande cautela. Sappiamo tutti per esperienza personale che i medici, cattolici e
non, continuamente prendono decisioni insieme alla famiglia su quando interrompere le terapie.
Soltanto la politica, nell’ipocrisia di questo dibattito, fa finta di non saperlo.

Quindi non è stato esagerato usare quel termine?
La parola ayatollah non è un insulto, indica i capi religiosi che per un insieme di circostanze hanno
ottenuto il potere temporale e hanno fatto coincidere la legge religiosa con quella politica. L’appello lanciato da Poletto non va in quella direzione?

Sul caso di Eluana Englaro la politica sta scrivendo fiumi di parole. Non è incivile anche questo atteggiamento?
La confusione fra Stato e Chiesa provoca solo danni. Il dibattito politico da un lato è incivile perché
non tiene conto della discrezione che si dovrebbe avere in un caso del genere e del fatto che in uno
Stato di diritto vanno rispettate le sentenze, dall’altro perché mira a criminalizzare chiunque ritenga
– in questo caso la famiglia Englaro – di essere titolare di un diritto.

Il ministro Sacconi dice di aver fatto riferimento, tra l’altro, alla Convenzione delle Nazioni unite.
Il centrodestra, come è nel suo stile, sta modificando uno stato di fatto. Sacconi parla di Eluana
come di una disabile e sta insinuando che il padre vuole ucciderla, quando tutti sappiamo che la vita
di Eluana è artificiale. Si sostiene che alimentazione e idratazione non sono trattamenti medici e
questo è un falso voluto, al punto che Sacconi considera questi trattamenti nei Livelli Essenziali di
Assistenza, cioè nelle cure, le stesse che il paziente può rifiutare, ma noi, istituzioni, no.

C’è una sentenza che rischia di restare inattuata a causa di una circolare ministeriale. Può accadere in uno Stato laico?
Il ministro non può dare una interpretazione autentica della legge, spetta alla magistratura e le leggi
le fanno i parlamenti. Nel caso specifico, poi, né io, né Sacconi, né tutti quelli che parlano,
possiamo sostituirci al lavoro che hanno svolto medici e giudici prima di arrivare, con grande
prudenza, ad una decisione.

C’è chi la accusa di aver riacceso la polemica senza che nessuno le avesse chiesto nulla. Come mai si è espressa sul caso Englaro?
Mi è stata fatta una domanda da un giornalista e ho dato una risposta. Per quanto mi riguarda nella
mia Regione non ci sono ostacoli, la grande maggioranza degli operatori sanitari del Piemonte ha
dato la propria disponibilità.

Lei pensa che si arrivi ad una legge?
Anche in presenza di una legge sarebbe sempre necessaria una figura di tutela, in caso di conflitto
tra medico e famiglia, per esempio. La legge serve soprattutto per conoscere l’orientamento della
persona, se invece andasse a porre limitazioni rischierebbe di toccare un principio non violabile
dell’ordinamento: il diritto a decidere sulla propria persona. Il principio dell’habeas corpus è un
principio inviolabile del diritto occidentale.

Come mai si parla sempre meno di laicità?
Da quando i cattolici non sono più largamente rappresentati dallo stesso partito, c’è una caccia
aperta al loro voto e spesso ci si dimentica che ci sono tanti cattolici laici.

Sta dicendo che lo stato era più laico con la Dc?
Probabilmente sì, la Dc spesso aveva atteggiamenti laici nei confronti del rapporto con la Chiesa.

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