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Quale forum mondiale dell’acqua?

di Silvia Parodi
da www.riforma.it

Purtroppo ben poche persone in Italia avranno capito che cosa è successo a Istanbul dal 16 al 22 marzo in occasione del cosiddetto Forum Mondiale dell’Acqua, a causa della grande carenza e imprecisione delle informazioni riportate dai media. Questo Forum mondiale del-l’acqua viene contestato dai vari movimenti internazionali per il diritto all’acqua come un grande inganno. Dietro la parola Forum che gli organizzatori usano da 5 anni e che evoca uno spazio di confronto della società civile e dei movimenti sociali (a iniziare dal primo Forum sociale mondiale di Porto Alegre e a seguire con tutti quelli che ne sono discesi, locali o mondiali) si nasconde invece una grande fiera commerciale delle multinazionali dell’acqua che vogliono arrogarsi il diritto di stabilire le politiche per la risorsa idrica a livello planetario.

Veolia, Suez, Lyonnaise des Eaux, Vivendi e le altre sorelle vogliono decidere chi, come, e a che prezzo, avrà accesso all’acqua nei prossimi anni, ponendosi al di sopra degli stessi governi o delle Nazioni Unite. L’organizzatore del Forum, il World Water Council, è guidato dai presidenti delle multinazionali che si sono autonominati l’organismo che deciderà le sorti del mondo nei prossimi decenni (ormai si sa che l’acqua è il petrolio di questo secolo, con tutto quello che ne consegue).

A questo 5° Forum entrava solo chi pagava 300 euro, c’erano pass VIP che assicuravano trattamenti speciali come le navette gratuite, il ristorante riservato, zone riservate, addirittura i gabinetti riservati! Chissà, forse lì lo sciacquone era alimentato con Ferrarelle o Perrier…

Il servizio di sicurezza era imponente, pare che la solerte polizia turca tenesse sotto osservazione i computer dei giornalisti nella sala stampa.

E se la Coca Cola era uno degli sponsor principali, come possiamo pensare che questo forum difenda il bene vitale acqua?

È per questo che gli attivisti dei movimenti per l’acqua di tutto il mondo si sono riuniti negli stessi giorni, nella stessa città, per dire che quel Forum non è legittimo, per dire che l’acqua è un diritto umano e che la sua privatizzazione a oggi ha portato solo problemi, sia perché i privati si sono rivelati assolutamente inefficienti nel fornire il servizio, sia perché hanno aumentato esageratamente le tariffe limitando l’accesso all’acqua per milioni e milioni di esseri umani.

Del resto il mito del privato sta iniziando a scricchiolare in molti luoghi del pianeta, a cominciare dall’America Latina, teatro di vere e proprie guerre o rivoluzioni per l’acqua, ma senza andare troppo lontano anche la città di Parigi ha deciso di fare ritornare pubblica la sua acqua a fine 2009. Che schiaffo per le multinazionali francesi! In casa nostra in tutta la Lombardia l’acqua è tornata pubblica, come in molte altre province italiane. La situazione di Milano e Lombardia dimostra anche che l’acqua pubblica non ha un colore politico, tale scelta viene supportata sia da destra sia da sinistra.

Il controforum chiede che il prossimo Forum si svolga sotto l’egida delle Nazioni Unite e che l’acqua venga riconosciuta come diritto umano. Come si può parlare di diritto all’alimentazione, alla salute, all’istruzione e negare che l’acqua abbia altrettanto valore?

Al controforum rappresentanti di tutti i continenti per oltre una settimana hanno svolto un incredibile lavoro di pressione e di diplomazia.

Alla prima manifestazione di lunedì 16 marzo un centinaio di persone manifestava pacificamente, anche in solidarietà ai movimenti turchi che si oppongono alla realizzazione di grandi dighe nel paese (che, oltre a delocalizzare migliaia di famiglie, sommergerebbero luoghi storici e patrimoni archeologici), ma, allo scadere della mezzora concordata, la polizia turca ha caricato senza andare troppo per il sottile, semplicemente perché al 31° minuto i manifestanti avrebbero dovuto immediatamente disperdersi… 17 turchi sono stati arrestati, un’americana e una tedesca sono state arrestate e immediatamente es-pulse per avere aperto uno striscione (il reato contestato è stato quello di «tentativo di influenzare l’opinione pubblica»!!! Chi deciderà dell’ingresso della Turchia nel-l’Unione europea dovrà interrogarsi sul rispetto della libertà di espressione in questo paese con ancora troppi problemi sui diritti umani).

Ma torniamo ai nostri valorosi rappresentati dei movimenti per l’acqua, alcuni di loro impegnati a fare la spola tra il forum delle multinazionali e il controforum, incontrando soprattutto le delegazioni governative. Diversi ministri e delegati sono intervenuti alle riunioni del controforum, con l’America Latina che ha guidato la riscossa dei movimenti. In molti paesi del continente sudamericano le Costituzioni prevedono già l’acqua come diritto umano, in altri si sta provvedendo a cambiarle in questa direzione attraverso referendum.

Trascinati da Venezuela, Bolivia, Ecuador… questo manipolo di valorosi attivisti ha ottenuto alla fine un risultato straordinario: ben 26 paesi (tra cui Spagna e Svizzera, buona parte dell’America latina e diversi Paesi africani) hanno già firmato la dichiarazione del controforum in cui si afferma che l’acqua è un «diritto umano» (e non un «bisogno umano di base» come al massimo è riuscito a dire il Forum ufficiale..). Di questi, 16 Paesi hanno inoltre firmato un’ulteriore dichiarazione in cui si ritiene illegittimo il Forum delle multinazionali e si auspica che il prossimo sia organizzato dalle Nazioni Unite insieme ai movimenti e alle amministrazioni locali.

Il presidente dell’Assemblea delle Nazioni Unite D’Escoto ha inoltre inviato un messaggio in cui si schiera chiaramente a favore delle posizioni del controforum.

Unica piccola nota negativa a mio parere è stata la difficoltà del forum italiano dei movimenti per l’acqua a presentarsi unito e compatto, e con capacità dialettiche non sempre adeguate alla situazione. È stato un peccato, visto che il movimento italiano per l’acqua è numericamente uno dei più grandi a livello europeo. Auspichiamo che da questa esperienza possa nascere una riflessione autocritica e si imposti un modo migliore di lavorare soprattutto per quanto riguarda la rappresentatività internazionale.

In ogni caso personalmente di questa grandiosa esperienza mi porterò sempre dentro l’emozione di avere visto persone eccezionali di tanti Paesi diversi unirsi in questo sforzo, passando notti insonni tra riunioni e incontri, vedere i sudafricani gridare slogan in spagnolo insieme ai latinoamericani, vedere indiani e messicani abbracciarsi, canadesi e boliviani, australiani e indiani d’America, come un unico grande popolo in cerca di giustizia e diritto alla vita per miliardi di esseri umani fratelli. All’inizio sembrava la lotta impossibile di Davide contro Golia, eravamo solo delle formichine che non potevano insidiare il potere dei giganti dell’acqua, invece tante formiche hanno iniziato quantomeno a irritare e nei prossimi anni il sistema mercantilistico delle risorse idriche dovrà fare i conti con la volontà di miliardi di persone che chiedono solo di potere vivere.

Qualcuno teme che il prossimo bene per cui dovremo pagare la bolletta sarà l’aria che respiriamo… Scenario assolutamente probabile, ma dopo questo controforum per fortuna un po’ più difficile!

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