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A Roma facciamo un red christmas …

di Stefania Salomone
(testo giunto per email)

Partiamo dall’inizio. Il 20 ottobre è stata firmata in Campidoglio l’ordinanza contro i lavavetri. Per loro, ma anche per i giocolieri ai semafori, prevista una multa di 100 euro. Sempre secondo il sindaco “chi è in evidente stato di bisogno non pagherà la multa, ma sarà avviato ai servizi di assistenza e di sostegno del Comune”.
Bene!… Si fa per dire.

Due domande:
 Quali sono questi servizi di assistenza e di sostegno del Comune?
 E’ logico pensare che uno che lava i vetri, nonostante magari sia diplomato o laureato, NON sia in evidente stato di bisogno? O forse ha lasciato il posto fisso perché si annoiava o perché il capo era antipatico?

Smettiamola di far finta di credere a queste cose per vivere in pace! Proprio in questi giorni sono stati sfrattati più di 100 immigrati afgani che avevano trovato “rifugio” in una fossa alla stazione Ostiense, ragazzi tra i 12 e i 14 anni!

Hanno però montato un tendone poco distante da lì dove gli sventurati possono sostare di notte, per il cosiddetto piano “Emergenza freddo”, che, se avessimo imparato qualcosa dall’esperienza degli anni precedenti, forse non si sarebbe chiamato così …

Qualche giorno fa, invece, in un comune del Nord, che neanche voglio nominare, è stata ideata una santa iniziativa che porta il nome di uno dei tormentoni del periodo natalizio, quello che si canta intorno al tavolo, dopo il decimo pezzo di torrone e il quinto bicchiere di brachetto … intitolata “White Christmas”.

Si tratta di uniformare il colore della pelle della gente del paese entro Natale. No, non sbiancando la pigmentazione! Cacciando tutti quelli che ne hanno in eccesso. A fronte di tutto questo, però, è necessario e onesto diffondere le notizie di episodi in netta controtendenza.

 In un quartiere periferico della nostra città, dopo l’ordinanza anti-lavavetri, alcuni automobilisti sono scesi dalle auto in difesa dell’immigrato che aveva ignorato il divieto, al quale la polizia stava facendo verbale. Niente multa, solo un consiglio al trasgressore: scappa quando vedi le forze dell’ordine nei paraggi.

 In un altro quartiere periferico, sempre dopo la famosa ordinanza, un immigrato del Bangladesh, musulmano, diplomato, con moglie e due figli rimasti laggiù, si è trovato in gravi difficoltà, non sapendo come racimolare i soldi necessari per sopravvivere e per pagare la scuola dei bambini. Una persona, che aveva fraternizzato con lui quando ancora poteva “esercitare”, ha affisso dei cartelli nella zona, chiedendo ai residenti di offrirgli piccoli lavori. Diverse sono state le chiamate; alcune con offerte di lavoro, altre semplicemente per esprimere apprezzamento e simpatia al fautore dell’iniziativa.

E’ vero, sentiamo sono cose orribili, ma ce ne sono anche di positive, ed è un peccato che non si vengano a sapere.

Chissà che, con queste premesse, il natale a Roma non possa essere un Red Christmas, rosso come quel filo che ha unito i bisogni di tutte queste persone, intessendo la tela purpurea della fiducia e della solidarietà tra popoli e tra individui.

Che questo drappo rosso possa essere adagiato nella culla a Betlemme o sulle spalle di un malcapitato, vermiglio mantello che restituisce dignità.

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