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Il Palazzo ducale ovverosia l’Accademia

Beppe Manni
Gazzetta di Modena, 8 aprile 2011

La Lega Nord di Modena, ha fatto una proposta degna di attenzione. Il Palazzo Ducale deve ritornare ai modenesi.
Già sei anni fa fu sollevato il problema su questo giornale, con una lettera aperta al sindaco: il più bel palazzo di Modena, costruito dai nostri duchi attraverso due secoli (dal 1635 fino al 1819) su disegno dell’Avanzini, con i denari e il lavoro dei nostri antenati, vanto della città, doveva essere riconsegnato alla città di Modena. Noi non abbiamo altri palazzi di queste dimensioni.

Ferrara, Parma, Torino, Milano, Bologna dispongono di regge, ampi spazi, splendidi palazzi. I nostri eventi culturali sono sacrificati in luoghi troppo angusti. Il Palazzo ducale per una serie di vicissitudini storiche, dopo l’anessione nel 1860 al Regno della Sardegna, fu prima scuola militare, ma diventò Accademia militare solo nel 1947. Da allora l’accesso al palazzo è pressoché proibito. E’ zona militare si dice. Solo la benignità del Generale permette di accedere a qualche spazio. Poche volte all’anno la cittadinanza può entrare.

Piccoli gruppi organizzati, di studenti o cittadini, dopo relativa domanda possono fare una visita per osservare meravigliati il salone, la stanza del trono, la sala ovale, il gabinetto d’oro e degli specchi, gli affreschi, le statue, gli ornamenti. Molti altri ambienti nn sono visitabili ad esempio la torre orientale dove c’era un famoso Osservatorio Astronomico costruito da Francesco IV nel 1827; o il torrione di sinistra dove ebbe sede la Zecca concessa al duca Federico II nel 1226 che coniò monete fino al 1798.

Oggi tutti gli spazi ‘nobili’ sono occupati da sacrari, archivi e musei militari, lapidi inneggianti all’onore e alla patria, circolo ufficiali, sale riunioni. Il cortile ospita una volta all’anno il concerto delle bande e il salone d’onore il ballo dei cadetti e delle diciottenni.

Modena divenne capitale del ducato nel 1568 con il Duca Cesare: il palazzo ducale fa parte della nostra storia modenese, dei suoi duchi, dei suoi patrioti come Ciro Menotti, del tricolore e della resistenza. Il Palazzo Ducale insieme al Palazzo Comunale, alla Cattedrale, all’antica sede universitaria, al teatro era il simboli della città: con il Signore, il Podestà, il Vescovo, il Rettore Magnifico…

Era chiamata la casa delle acque perché nel suo antico bacino sotterraneo confluivano tutte le acque dei canali modenesi e proprio nel lato Nord partiva il Naviglio che collegava Modena con Ferrara e l’Adriatico. Oggi sentiamo l’Accademia-Palazzo ducale, come un corpo estraneo negato al popolo modenese e aperto solo alla nobiltà militare, qualche docente universitario e alle autorità cittadine. Raramente ai cittadini.

L’Accademia Militare di Modena vanta una lunga e gloriosa tradizione. Porta alla nostra città prestigio e indotto economico. Ma si può trovare una sistemazione adeguatamente dignitosa nella caserma dell’VIII campale, come suggerisce la Lega Nord. In qualche rara occasione abbiamo potuto gustare la straordinaria bellezza della piazza antistante la stupenda facciata del palazzo ducale.

Perché non ri-battezzare Piazza Roma, Piazza Ducale? Togliere le auto e liberare dall’assedio la statua di Ciro Menotti? Ridare ai Modenesi la più bella piazza della città da 50 anni ridotta a squallido parcheggio a pagamento. Aprire il passaggio pedonale attraverso il cortile d’onore per collegarsi a corso Vittorio Emanuele II fino alla zona-Tempio territorio da rivitalizzare? Festeggiamo in questo modo i 150 anni dell’Unità d’Italia.

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