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Piovanelli l’arcivescovo del dialogo con L’Isolotto di A.Valle

Piovanelli, il cardinale che restò parroco attento ai poveri

Muore nella notte il cardinale che fu arcivescovo di Firenze fino al 2001. Amico di La Pira e compagno di studi di don Milani, dette alla città e alla Chiesa italiana il respiro conciliare attento ai giovani, ai poveri, alla pace.

Lo salutano in tanti, dal premier Matteo Renzi («è stato un punto di riferimento nella fede e per la vita della città di cui è stato a lungo arcivescovo») al presidente delle Misericordie toscane Alberto Corsinovi. Il cardinale Silvano Piovanelli, morto nella notte tra il 9 e il 10 luglio, arcivescovo di Firenze dal 1983 al 2001, è stato un punto di riferimento importante per tutta la Chiesa italiana. Nato a Ronta, nel Mugello il 21 febbraio 1924, entra in seminario a soli 11 anni. Diventa sacerdote nel 1947 per l’imposizione delle mani del cardinale di Firenze Elia Dalla Costa. Compagno di studi di don Lorenzo Milani (ordinato nel suo stesso giorno) e subito vicario parrocchiale di monsignor Giulio Facibeni, il fondatore dell’Opera Madonnina del Grappa, Piovanelli viene poi chiamato dal 1948 al 1960 come vicerettore del seminario a fianco di monsignor Enrico Bartoletti. Sono gli anni dell’amicizia con Giorgio La Pira, Nicola Pistelli, don Raffaele Bensi. Dal 1960 il nuovo arcivescovo Ermenegildo Florit lo destina a Castelfiorentino una delle periferie più difficili della diocesi. Nel 1979, invece, il nuovo cardinale Giovanni Benelli lo chiama in curia come pro-vicario e poi vicario generale. Nel 1982 Giovanni Paolo II lo nomina vescovo ausiliare dell’Arcidiocesi con il titolo della Chiesa titolare di Tubune di Mauritania. Come motto episcopale sceglie le parole di San Pietro “In Verbo Tuo”. Il 18 marzo 1983 viene nominato da Giovanni Paolo II arcivescovo di Firenze e prende possesso della diocesi il 7 maggio dello stesso anno. Nel 1985 viene creato cardinale. Durante il suo lungo episcopato, dal 22 marzo 1983 al 21 marzo 2001, prosegue e conclude la visita pastorale, realizza il Sinodo diocesano, 34° della storia della Chiesa fiorentina, il primo dopo il Concilio e scrive dieci lettere pastorali. Dal 1985 al 2001 è presidente della Conferenza Episcopale Toscana; dal 1990 al 1995 è vicepresidente della Conferenza Episcopale Italiana. Attento ai giovani, e ai temi della povertà, della pace e del lavoro, si è a lungo impegnato per lo sviluppo della Caritas.

«Piovanelli è stato un grande pastore della Chiesa fiorentina e toscana, ma è sempre rimasto nel suo cuore, un umile parroco di campagna. Questa è la sua eredità più grande», commenta Corsinovi.

Annachiara Valle
http://www.famigliacristiana.it/ 09/07/2016

1 comment

Casimira Furlani (detta Mira) sabato, 16 Luglio 2016 at 10:32

Il cardinale Piovanelli venne ad incontrare la Comunità di base dell’Isolotto, ma tutto si fermò lì. Dialogo? Forse per vie traverse a me sconosciute perché con la gente della base, il cosiddetto popolo di Dio, dopo quella visita non successe più nulla.

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