Home Recensioni e Segnalazioni Un libro da leggere… in ogni caso di F.Barbero

Un libro da leggere… in ogni caso di F.Barbero

Franco Barbero
(CdB Via Città di Gap – Pinerolo)

J. SPONG, MARIA VIGIL, R.LENAERS, JOSE’ M. VIGIL, Oltre le religioni, Gabrielli Editori, 2016, pp. 242, € 16,50

Chi si fermasse al titolo sloganistico, “Oltre le religioni”, potrebbe pensare che queste pagine descrivano il funerale delle religioni. Chi, come me, conosce l’intera produzione di questi Autori, e la apprezza da parecchi anni, legge con grande gioia, piacere e speranza queste pagine che, se invitano alla decostruzione del linguaggio arcaico, lo fanno con la speranza, l’audacia e la umile proposta di chi crede nella “costruzione possibile” di un cristianesimo riconciliato con le più feconde acquisizioni e sfide della modernità. Il merito di questi capitoli consiste anche nella urgenza con cui segnalano il bisogno di una svolta e, purtroppo, anche le paure e le sonnolenze delle nostre chiese, cattoliche e protestanti.

Nel mio libro “Una fede da reinventare”, che nel 1975 (scritto nel 1972-73) un grande Editore come Claudiana accettò di pubblicarmi, prendevo di petto la cosiddetta politica dell’aggiornamento, dei ritocchi cosmetici dell’istituzione cattolica senza mutazione del paradigma.

Oggi, anzi da parecchi anni, questi Autori-Autrici cercano di fare l’inventario del baule da abbandonare e tentano di far vedere che, in questa prospettiva, diventa possibile una conversione del cristianesimo e delle altre religioni, senza che si perda nulla dell’essenziale: dico assolutamente nulla.

Portati alla discarica storica una ventina di dogmi cristologici, mariologici, le dottrine del peccato originale e della blasfema teologia dell’espiazione, il sacerdozio sacrale, la transustanziazione, la discriminazione uomo-donna, il mito della famiglia tradizionale, le dottrine oppressive sugli omosessuali… il cristianesimo scopre il Dio dell’amore, il fondamento dell’essere, la sorgente propulsiva ed accompagnante del farsi della natura e della storia.

Un lettore attento si accorge, a libro finito, che tutte – proprio tutte queste ricerche – erano ben note e ben più elaborate in molte delle nostre comunità e dai nostri maestri. Questi per me sono passaggi interamente compiuti dal 1963 al 1985 e “il nuovo paradigma archeologico biblico” crebbe progressivamente proprio in quegli anni. Nessuno di noi 40 anni fa pensava che il testo biblico ci fornisse la biografia di Abramo o di Mosè, come nessuno di noi credeva alle due nature di Gesù o alla verginità fisica di Maria.

Ma il libro, tra alcune contraddizioni e ripetizioni comprensibili, offre un quadro, un orizzonte positivo e costituisce un utile strumento da leggere in una comunità. Attenzione: il meglio dell’opera, perché il resto l’abbiamo già letto da dieci parti almeno, è opera di Claudia Fanti e Ferdinando Sudati. A loro, soprattutto, va un sincero ringraziamento per la efficace opera redazionale.

In ogni caso, si tratta di un libro da leggere. Scritto in modo semplice ed anche affascinante. Pagine intere che forse avevate letto 40-30 anni fa su Schillebeeckx, Kung, Salas, Molari, Barbaglio, Ortensio da Spinetoli e persino nei miei libri. Ma qui è prezioso il “quadro complessivo” come l’intero discorso sulla storicità dei paradigmi, sull’ipotesi di una nuova epoca assiale. Il libro costituisce anche un farmaco assai salutare per chi ha paura di ogni cambiamento e si aggrappa al passato ignorando che Dio e la storia sono movimento.

Gli Autori condividono un orizzonte che ritengo molto costruttivo. Senza voler sminuire il valore evangelico del percorso dei cristiani che usano il paradigma catechistico tradizionale, per le nuove generazioni le proposte qui enumerate possono essere capaci di generare una fede più liberante e gioiosa, più ecologica e ancor più solidale. Qui si gioca la partita. Questo paradigma può diventare più aderente alle istanze positive del nostro tempo e può rendere il cristianesimo amico delle persone che amano la vita libera e responsabile.

2 comments

Leo Piacentini martedì, 31 Gennaio 2017 at 12:26

Ho letto con piacere la recensione di Franco Barbero al libro “Oltre le religioni”, definito giustamente “un libro da leggere”.
Noi, nella nostra piccolissima comunità, abbiamo cercato di approfondire i temi del libro, ancor prima che fosse pubblicato; abbiamo preso da Adista quasi tutti gli articoli che sono poi confluiti nel libro, poi abbiamo scaricato da Internet l’intero numero della rivista Horizonte del 2015 (dal titolo “Paradìgma post-religional”) e successivamente l’intero numero della rivista VOICES sempre del 2015 (dal titolo “El nuevo paradigma arqueològico-bìblico). Siamo andati poi a leggere due volumi di Lenaers (“Il sogno di Nabucodonosor” e “Benché Dio non stia nell’alto dei cieli”) e altri due di Spong (“Un cristianesimo nuovo per un mondo nuovo” e “Gesù per i non religiosi”) pubblicati in italiano dalla casa editrice Massari. Ci siamo anche riferiti ai cinque volumi della collana “Per i molti cammini di Dio”, pubblicati da vari editori (e nel secondo dei quali c’è una postfazione di Carlo Molari, suppongo richiesta-imposta dall’editore italiano, incentrata sulla confutazione del pluralismo religioso proposto e sostenuto invece dai vari autori del libro!). Questo solo per dire che abbiamo approfondito un po’ la materia.
Naturalmente anche noi, a suo tempo, abbiamo letto Schillebeeckx, Kueng, Barbaglio, Molari, ecc. Quello che mi ha sorpreso nella recensione di Barbero sono delle affermazioni che sembrano voler ridurre, se non annullare, quelle che a me sono parse delle ricerche e delle conclusioni assai diverse da quelle di tutti gli autori che Barbero cita; ma può darsi che io non abbia letto i libri giusti! “Tutte, proprio tutte queste ricerche, erano ben note e più elaborate in molte delle nostre comunità”. Di certo non nella mia, e mi dispiace di aver dovuto attendere tanto tempo prima di conoscerle.
E nel corso della recensione trovo poi un’affermazione che mi pare, come dire, strana: “Attenzione: il meglio dell’opera, perché il resto lo abbiamo già letto da dieci parti almeno, è opera di Claudia Fanti e Ferdinando Sudati”. Sarebbe come dire, mi pare, che Dante, Petrarca, Leopardi ecc. sono stato sì grandi poeti, ma il miglior poeta di tutti è Francesco De Sanctis (o chi per lui) autore della storia della letterature italiana.
Con cordialità
Leo Piacentini, della Cdb Luogo Pio di Livorno

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Franco Barbero martedì, 7 Febbraio 2017 at 17:14

Oggi va di moda dire che bisogna andare oltre le religioni. L’argomento principale che maldestramente viene usato è d’una banalità incredibile. Si ripete a iosa che il cristianesimo è una fede, ma non una religione.

Si tratta di uno slogan contrario alla realtà storica: “In realtà tutti i primi discepoli di Gesù erano ebrei, frequentavano il Tempio, praticavano una religione. Non è mai esistita una fede cristiana non religiosa” (Carlo Molari, Rocca 3/1 febbraio 2017).

Così nel volume “Oltre le religioni”esiste una semplificazione – come vado scrivendo da anni – riguardo al “teismo” come linguaggio e categoria alienante, espressione di un Dio interventista e dirigista. È indubbio che nel teismo esistano concezioni provvidenzialiste inconciliabili con la cultura del nostro tempo, ma esistono molti teismi diversi, c’è teismo e teismo.

Talvolta, per chi ama le scritture dei due Testamenti, il teismo è il linguaggio che esprime l’alterità di Dio; altre volte esprime addirittura una presenza amorosa e vicina. Le scorciatoie e le semplificazioni rovinano anche le numerose e feconde osservazioni di questi Autori che, in ogni caso, conoscono poco l’ebraismo.

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