Rete Sinodale – Proposte di collaborazione ai vescovi italiani
Carissimi fratelli vescovi,
accogliendo il vostro invito a percorrere insieme il cammino sinodale e ad arricchirlo del contributo di tutti e tutte, ci siamo ritrovati a confrontare le nostre esperienze di vita e i nostri cammini di fede tra più realtà della Chiesa italiana. Da questo incontro, che è diventato essa stessa esperienza di sinodalità, è nata una Rete di gruppi (oggi una trentina), che ha dato il proprio contributo attraverso l’elaborazione di lettere e documenti su vari temi, inviati ai due Sinodi, mondiale e italiano, a partire dal maggio del 2021 e durante tutto il percorso sinodale, che ha visto la partecipazione di alcuni di noi alle tre assemblee sinodali italiane.
Il documento finale del cammino sinodale italiano, Lievito di pace e di speranza, se chiude una fase, ne apre un’altra altrettanto, se non più, importante: si tratta ora di realizzare ciò che il testo prevede, perché non rimanga solo sulla carta. Per questo in un recente incontro le varie realtà che compongono la nostra Rete hanno deciso di proseguire il cammino insieme e di offrire la nostra collaborazione sui temi che più ci stanno a cuore.
Di seguito le nostre proposte di collaborazione relative agli impegni assunti dalla Chiesa italiana nei suoi organi centrali (Conferenza episcopale e Uffici nazionali) su cui pensiamo di poter mettere a disposizione competenze, riflessioni ed esperienze utili. Caso per caso, sulla base del vostro interesse per questa offerta, valuteremo insieme le forme del nostro contributo.
1. Pace e nonviolenza
24a. che la CEI promuova un Tavolo di riflessione e approfondimento con le varie realtà della società civile e gli esperti del settore sui temi del disarmo e dell’educazione alla pace per immaginare insieme alternative concrete alla politica del riarmo;
24b. che la CEI e gli aderenti al tavolo valutino l’istituzione di un Osservatorio nazionale sulla pace e la nonviolenza;
24c. che la CEI promuova, secondo le proprie competenze, nelle sedi opportune una riflessione pastorale sulla natura e sull’orientamento del servizio di assistenza spirituale alle Forze dell’Ordine e alle Forze Armate;
Alla nostra rete aderiscono sigle che fanno dell’impegno per la pace la propria ragion d’essere, altre che appartengono alle maggiori reti pacifiste presenti nel nostro paese ed altre ancora che hanno tra i propri membri persone da sempre in prima fila nel movimento per la pace. Inoltre nel maggio 2023 la nostra Rete ha inviato alla Segreteria del Cammino sinodale e a tutti i vescovi il documento “Uscire dal sistema di guerra. La nonviolenza in azione per pace, giustizia e cura della casa comune”, che offre anche proposte concrete di lavoro, tra cui spicca quella – ripresa nelle nostra lettera inviata nel febbraio 2024 al card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, e al card. Pietro Parolin, Segretario di Stato vaticano, dal titolo “Uscire dalsistemadei cappellani militari. Cappellani sì, militari no” – del superamento dell’attuale presenza dei presbiteri nell’esercito, lasciando il compito dell’assistenza spirituale al personale militare a cappellani “senza stellette” e senza inquadramenti nelle Forze Armate.
Di conseguenza proponiamo:
1. una collaborazione che si sostanzi nella messa a disposizione del nostro patrimonio di competenze, relazioni e pratiche per contribuire a produrre conoscenza, capacità di vigilanza e alternative al sistema di guerra, in particolare a proposito della politica militare e di difesa del nostro paese e della riflessione sulla natura e sull’orientamento del servizio di assistenza spirituale alle Forze dell’Ordine e alle Forze Armate.
2. Fame e sete di giustizia per gli esseri umani e il creato
27e. che a livello locale e nazionale, venga messo in luce il nesso tra esclusione sociale e dinamiche strutturali che la producono, attraverso azioni di advocacy e di lobbying in alleanza con altri soggetti sociali e istituzioni.
Alla nostra Rete aderiscono sigle impegnate nell’accoglienza della marginalità sociale e persone da sempre attive nella lotta per la giustizia, la dignità del lavoro e la difesa dell’ambiente all’interno di sindacati e associazioni della società civile. Anche di questi temi parlava il documento “Uscire dal sistema di guerra. La nonviolenza in azione per pace, giustizia e cura della casa comune” inviato nel maggio 2022 dalla nostra Rete alla Segreteria del Cammino sinodale e a tutti i vescovi.
Di conseguenza proponiamo:
2. una collaborazione che si traduca nella messa a disposizione delle nostre competenze, relazioni e pratiche in vista della creazione di luoghi di studio, dibattito, produzione di materiali, iniziative di advocacy capaci di analizzare il nesso tra economia, politiche economiche, disuguaglianze e povertà nelle politiche fiscali, del lavoro, abitative, ecc., a valorizzare le buone pratiche esistenti e a offrire ai membri della comunità ecclesiale orientamenti etici in grado di rendere concreta la “opzione preferenziale per i poveri” riaffermata dalla Chiesa italiana nel documento (n. 27).
3. Sorelle e fratelli tutti
28a. che la CEI proponga, a partire dai Consigli di Chiese Cristiane (CCC) già presenti nel territorio italiano, un’Assemblea delle presidenze dei CCC coordinata dai Responsabili delle Chiese Cristiane che sono in Italia;
29b. che la CEI favorisca la diffusione e la recezione degli accordi teologici maturati nei dialoghi ufficiali tra la Chiesa cattolica e le altre Chiese cristiane, promuovendone lo studio nei Seminari, l’approfondimento nella predicazione e l’integrazione nei percorsi di catechesi;
Della nostra Rete fanno parte realtà interconfessionali, sigle che hanno l’ecumenismo tra i campi principali di attività e singole persone da sempre impegnate nel dialogo tra le Chiese cristiane non solo in Italia. Questo lavoro è stato testimoniato anche nel documento “Lena la balena. Una Chiesa di sconfinamenti… Appunti per un cammino insieme”, inviato nell’aprile 2022 alla Segreteria del Cammino sinodale italiano e a tutti i vescovi, in cui sono presentate alcune pratiche ecumeniche significative diffuse nel nostro paese.
Di conseguenza proponiamo:
3. una collaborazione che, tenendo conto delle elaborazioni e delle esperienze maturate in diversi decenni di impegno, aiuti a dare alle nuove iniziative e strutture di dialogo tra le Chiese cristiane promosse dalla Cei, anche alla luce del “Patto tra Chiese cristiane in Italia”, una dimensione non meramente istituzionale, ma capace di connettersi e trarre vitalità dall’ecumenismo di base.
4. “Tutti, tutti, tutti”
30d. che la CEI sostenga con la preghiera e la riflessione le “giornate” promosse dalla società civile per contrastare ogni forma di violenza e manifestare prossimità verso chi è ferito e discriminato (Giornate contro la violenza e discriminazione di genere, la pedofilia, il bullismo, il femminicidio, l’omofobia e transfobia, etc.)
Forte dell’adesione e del contributo di 7 gruppi di persone LGBT+ e di genitori di figli e figlie LGBT+, la nostra Rete ha prodotto nel febbraio 2022 un contributo intitolato “Sofferenze e speranze che vivono nella Chiesa e nella società le persone LGBT+”, inviato ad entrambi i Sinodi e a tutti i vescovi italiani. Nell’ampio testo riportavamo le esperienze delle persone LGBT+ e di genitori di figli e figlie LGBT+, sollevando i nodi pastorali e dottrinali posti dalla loro presenza nella comunità ecclesiale.
Di conseguenza proponiamo:
4. una collaborazione per superare l’atteggiamento discriminatorio, l’omofobia, la transfobia e le violenze che feriscono le persone omoaffettive e transgender negli ambienti ecclesiali, come nella società, e arrivare ad un loro pieno riconoscimento, nel a) sollecitare tutte le diocesi a dare spazio alle testimonianze di persone LGBT+ e dei loro genitori attraverso l’organizzazione di specifici incontri, considerando questo come il necessario punto di partenza per tutti, inclusi gli operatori pastorali la cui formazione non può prescinderne se non vuole essere sganciata dalla realtà;b) denunciare gli episodi di violenza verbale e fisica di cui le persone LGBT+ sono vittime; c) promuovere veglie per il superamento dell’omofobia e della transfobia.
5. La comunità che celebra
36c. che la CEI, nel lavoro di revisione della traduzione della Liturgia delle Ore e di altri libri liturgici (in prospettiva anche del Messale romano), presti particolare attenzione al linguaggio affinché, nella sobrietà e nella bellezza che deve caratterizzarlo, sia comprensibile alla luce dell’uso e della cultura attuali;
46b. che sia rivolta una cura particolare all’arte del presiedere la celebrazione, perché venga favorita la partecipazione di tutta l’assemblea e si evitino vuoti formalismi;
47a. che la CEI avvii una riflessione sui libri liturgici in uso, in vista di un possibile adattamento delle edizioni tipiche;
47b. che si dia particolare cura alla formazione degli operatori liturgico-musicali e si avvii una revisione e un aggiornamento continuo del repertorio dei canti liturgici a livello nazionale e diocesano
49b. che la CEI definisca con chiarezza in quali situazioni e con quali modalità è possibile affidare ai laici la guida e l’animazione di celebrazioni non eucaristiche e la predicazione, in conformità con quanto previsto dal Codice di Diritto canonico (cfr. CIC, can. 766) e in vista di un rafforzamento della loro partecipazione attiva nella liturgia
Nella nostra Rete esistono sigle – soprattutto comunità di base, ma anche associazioni e singole persone inserite in realtà parrocchiali vive – con alle spalle una lunga ricerca e pratica di rinnovamento delle forme liturgiche e, nello specifico, dell’Eucaristia (ivi compresa l’ospitalità eucaristica di cristiani di altre confessioni), spesso condotte in dialogo con liturgisti e pastoralisti. Questo bagaglio di riflessioni ed esperienze, attente a mettere in luce la dimensione comunitaria delle celebrazioni nonché il legame tra il culto e la vita personale e sociale delle persone, adattando a questi fini la disposizione degli spazi, i linguaggi, i ritmi, i silenzi, i simboli, i canti, i gesti, ecc., è stato testimoniato nel documento “Emmaus, dell’Eucarestia che è celebrazione della Vita donata”, inviato nel giugno 2023 alla Segreteria del Cammino sinodale e a tutti i vescovi, dove, tra l’altro, a proposito dell’omelia, si proponeva l’apertura a laici e laiche della preparazione dei commenti ai testi biblici che si leggono nella Messa domenicale, delle richieste di perdono e delle preghiere dei fedeli.
Di conseguenza proponiamo:
5. una collaborazione che, tenendo conto delle riflessioni e delle esperienze maturate in diversi decenni di ricerca e sperimentazione, contribuisca a rinnovare le forme celebrative favorendo “la piena, consapevole e attiva partecipazione” di tutto il popolo di Dio alla liturgia ed esplicitando il vincolo tra la mensa eucaristica come memoriale della morte e resurrezione di Gesù e “le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono”.
6. Sull’efficacia formativa dei Seminari
61b. che i Vescovi italiani istituiscano una commissione per verificare e studiare l’efficacia formativa dell’attuale forma e struttura dei Seminari.
Alla nostra Rete aderiscono non solo sigle rappresentative di comunità cristiane spesso sorte attorno a preti che hanno sperimentato un esercizio del proprio ministero ai margini dell’istituzione ecclesiastica e all’interno di relazioni ecclesiali meno segnate dal ruolo clericale, ma anche le associazioni dei preti operai e dei preti che si sono sposati, esperienze preziose per un ripensamento della formazione nei Seminari perché di fatto espressione di nuove forme del presbiterato.
Di conseguenza proponiamo:
6. una collaborazione che consideri le esperienze di sperimentazione di un “nuovo modo di essere prete” in fabbrica o in famiglia, di relazioni più paritarie con laici e laiche all’interno di comunità, nonché il confronto con laici e laiche “adulti/e” come credenti e cittadini/e, risorsa per la maturazione dei candidati al ministero presbiterale.
7. Per una Chiesa più sinodale
68b. che la CEI rediga alcune Linee guida sui modelli di unità pastorali, basandosi sulle esperienze attualmente in corso, per offrire alle Chiese locali criteri di discernimento circa il modello pastorale più adeguato da accogliere in un determinato territorio e per delineare il quadro giuridico canonico ed ecclesiastico di questi enti. Tali linee orientative andranno accolte tenendo conto degli specifici contesti territoriali e sociali, in un processo di discernimento delle comunità locali;
69d. che la CEI valuti le modalità per inserire nelle sue Commissioni, insieme ai Vescovi, anche laici e laiche, presbiteri e diaconi, consacrati e consacrate;
70b. che la CEI dia indicazioni per l’attuazione di quanto già previsto dal Codice di Diritto canonico (cfr. CIC, can. 517 § 2) per la partecipazione di diaconi, laici e laiche, consacrati e consacrate, a forme di collaborazione per la guida pastorale delle comunità (parrocchie, Organismi diocesani, curie, vicariati, etc.), facendo conoscere le nuove forme di corresponsabilità già in atto in alcune Chiese locali e promuovendone di nuove;
75a. che la CEI crei un Organismo di partecipazione ecclesiale a livello nazionale per sostenere e verificare la ricezione del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia. Raccogliendo lo stile e le procedure sperimentate e ispirandosi agli Organismi sorti nel Cammino sinodale, tale organismo continui ad accompagnare la riflessione e il discernimento sulla realtà ecclesiale italiana e contribuisca al processo di ricezione delle indicazioni sinodali, incoraggiando e verificando la formazione permanente di tutto il popolo di Dio;
Nei gruppi della Rete si è sviluppata un’ampia riflessione su e una pluralità di pratiche di organizzazione delle comunità cristiane, con particolare attenzione a relazioni più paritarie e corresponsabili tra ministri ordinati e laici/che, nel quadro di un’accresciuta autocoscienza ecclesiale del laicato. Una mappatura e discernimento delle esperienze sviluppate in parrocchie, Comunità ecclesiali di base, Comunità cristiane di base, ecc. risulterebbe assai utile in vista dell’idea di articolare le Unità pastorali come “comunità di comunità”, con una pastorale degli adulti strutturata attorno alle piccole comunità, un modello sempre più diffuso in varie parti del mondo, dove sono in atto da decenni anche esperienze di partecipazione laicale alla cura pastorale e di allargamento delle Commissioni episcopali a rappresentanti di tutte le componenti del Popolo di Dio. D’altro canto esito logico del Cammino sinodale di questi anni non può che essere la creazione di un organismo permanente di partecipazione ecclesiale a livello nazionale (Consiglio pastorale, Assemblea ecclesiale…).
Di conseguenza proponiamo:
7. una collaborazione che consideri le esperienze, spesso pluridecennali, di sperimentazione di un “nuovo modo di essere comunità cristiana”, fondato su relazioni più ravvicinate e una ministerialità diffusa, presenti in Italia e all’estero, in vista dell’edificazione di un modello ecclesiale più democratico, partecipativo, corresponsabile e sinodale a tutti i livelli.
8. Una Chiesa di donne e uomini insieme
71b. che la CEI, promovendo una rete di diverse realtà nazionali, sostenga la creazione di un Tavolo di studio permanente sulla presenza e l’apporto delle donne nella Chiesa, al fine di formulare proposte operative per incentivarne la corresponsabilità ecclesiale;
71c. che la CEI sostenga e promuova progetti di ricerca di Facoltà teologiche e associazioni teologiche per offrire un contributo all’approfondimento delle questioni relative al diaconato delle donne avviato dalla Santa Sede (cfr. DFS 60)
La nostra Rete conta sull’adesione di 5 gruppi e associazioni di donne, tra cui teologhe e bibliste. Grazie soprattutto al loro contributo nell’aprile del 2022 abbiamo sottoposto ai due Sinodi e fatto giungere a tutti i vescovi italiani un testo su autorità e partecipazione dei fedeli, soprattutto delle donne, nella Chiesa, prendendo le mosse dalle parole del Vangelo di Marco “Ma lei gli replicò” (Mc 7, 28) che annunciano la “conversione” di Gesù, dopo il dialogo con la donna siro-fenicia. Successivamente nel giugno 2023 la Rete ha prodotto un video, a seguito di un approfondimento sul tema Ministeri e ministerialità.
Di conseguenza proponiamo:
8. una collaborazione che parta prima di tutto dall’ascolto delle donne, del loro vissuto credente e dei cammini da loro percorsi, ma lungi dall’essere conclusi, verso una piena cittadinanza ecclesiale e indaghi gli ambiti in cui questa resta ancora incompiuta e le modalità in cui queste lacune possono essere colmate. In particolare la nostra Rete sente di poter contribuire all’approfondimento del diaconato femminile, a partire dai testi del Nuovo Testamento e dalle lettere dell’Apostolo Paolo.
3 aprile 2026
Associazione culturale “don Giacomini”- Verbania, Cammini di speranza, Centro italiano femminile-Cif Lombardia, Centro interconfessionale per la pace-Cipax, CDB – Comunità cristiane di base italiane, Comunità cristiana di via Germanasca, Coordinamento 9 marzo-Milano, Decapoli, Donne per la Chiesa, Il faro, Il gibbo, La tenda di Gionata, Noi siamo Chiesa, Noi siamo il cambiamento,Ordine della sororità, Pax Christi, Per una Chiesa diversa, Ponti da costruire-Campania, Pretioperai, Progetto adulti cristiani lgbt, Progetto giovani cristiani lgbt, 3VolteGenitori
