Il Burkini della nonna di N.Lisi

Nino Lisi
(Cdb San Paolo – Roma)

Mia mamma, nata nel 1907, e mia zia, sua sorella, del 1905, mi raccontavano che da piccole, più o meno dunque negli anni della prima guerra mondiale, facevano il bagno a mare, tuffandosi in acque limpidissime da uno stabilimento costruito in legno sugli scogli antistanti la curva con la quale via Nazario Sauro si innesta in via Partenope, a Napoli.

Lo stabilimento era diviso in due sezioni rigidamente separate; dall’una non si poteva passare nell’altra e nemmeno ci si poteva guardare, gli sguardi essendo impediti da un’alta paratia di legno che si prolungava anche nel mare per parecchi metri. In una delle due sezioni avevano accesso solo i maschi; nell’altra solo le donne. Le signore, se facevano il bagno, lo facevano indossando un camicione che le copriva sino alle caviglie, al disotto del quale non so quale altro indumento avessero, ma certamente non erano nude. Insomma qualcosa di molto simile ai Burkini di cui si parla tanto in questi giorni. Se mia nonna avesse fatto il bagno lo avrebbe indossato.
Fu in quel mare “separato” che mamma e zia divennero delle appassionate nuotatrici e, specialmente zia, provette sommozzatrici, pratiche in cui si sono cimentate ambedue anche passati gli 80 anni di età. Continua la lettura di Il Burkini della nonna di N.Lisi

Rete dei Viandanti / Convegno nazionale / Bologna 22 ottobre 2016

Cari/e amici/he,

il 22 ottobre si terrà a Bologna il II Convegno nazionale organizzato dalla Rete dei Viandanti; il tema è “Chiesa di che genere sei? Carismi, ministeri, servizi per un popolo di donne e di uomini”.

Trovate informazioni cliccando su —–>  Dépliant_Convegno_2016

Il tema della presenza della donna nella Chiesa si sta facendo sempre più vivace. Papa Francesco ha ripreso più volte la questione con la consueta franchezza e spontaneità, e molti attendono che anche in questo campo proceda a gesti significativi. Ma, per ora, sembra tutt’altro che facile identificare posizioni autorevoli, adatte a valorizzare la donna nel servizio della comunità ecclesiale. Indubbiamente, un segnale positivo è la nomina, avvenuta il 2 agosto scorso, di una Commissione di studio sul diaconato delle donne “soprattutto riguardo ai primi tempi della Chiesa” (http://www.viandanti.org/?page_id=13433).

Poiché, la presenza e il ruolo della donna nella Chiesa non riguardano una concessione di diritti o di quote rappresentative, ma un’affermazione di dignità a partire dall’essere christifideles, il Convegno vuole offrire al dibattito un contributo toccando alcuni fondamenti della questione: il sacerdozio comune di tutti i battezzati; lo sguardo biblico per riconoscere una differenza nella reciprocità; un modello di Chiesa che consenta il dinamico riconoscimento, nella corresponsabilità, di una diffusa ministerialità funzionale alla testimonianza del Regno; un confronto con la posizione e la prassi delle altre chiese cristiane (ortodossi e protestanti).

La Rete dei Viandanti, nella Lettera alla Chiesa che è in Italia, inviata all’episcopato italiano (v. http://www.viandanti.org/?page_id=3967) agli inizi del 2013, aveva segnalato, tra le priorità che la Chiesa dovrebbe affrontare, anche l’esigenza di ripensare comunitariamente il ruolo della donna e “valorizzare veramente la ministerialità femminile nella Chiesa, riflettendo sulla possibilità di restaurare il diaconato femminile”. Il Convegno, ponendosi nella prospettiva di questa esigenza, offrirà un libero contributo al dibattito.

Franco Ferrari

Presidente Viandanti 

Il domani della Fede di R.LaValle

IL DOMANI DELLA FEDE
Un’eredità: dalla cristianità al cristianesimo

Raniero La Valle
Ponte di Legno, 6 agosto 2016

Questo discorso verte su un tema drammatico. Perché a conclusione di un Incontro che aveva come titolo “Un mondo senza domani”, la domanda è se vi sia un domani della fede, se la fede, la religione siano destinate a sopravvivere, se ci sarà questa eredità nel mondo di domani.
Mi pare che nel nostro tempo si sia mostrata come particolarmente profetica la parola di Gesù: “il figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?” (Luca, 18, 8). Certo se la fede fosse quella delle comunità sparse nel mondo che sono dietro a “Tonalestate”, se fosse quella di Giovanni Riva, delle One Way, dei Santi Innocenti, dell’Opera di Nazaret, o se fosse quella dei sette monaci uccisi a Tibhirine in Algeria, che abbiamo appena ricordato, la prognosi sarebbe favorevole. Ma è il fenomeno religioso stesso che oggi è messo in discussione, e c’è l’idea sempre più diffusa che esso non possa sopravvivere al soffio della modernità. Anche nelle discussioni che sono in corso in questi giorni sul terrorismo islamico, si è espressa una cultura triviale, secondo la quale la vera soluzione sarebbe che l’Islam scomparisse e l’unico rimedio alle guerre di religione sarebbe la fine delle religioni. Salvo poi a leggere sul Corriere della Sera che se il papa non vuole entrare in una guerra di religione, sono proprio i “laici” che debbono combatterla per difendere la nostra civiltà. Sono culture evidentemente sbagliate che la guerra invece di spegnerla l’accenderebbero.
Quanto a me, quello che cercherò di dire è che cosa lascio della mia esperienza col cristianesimo e con la Chiesa. Ma è chiaro che la domanda sull’eredità che resta del cristianesimo, con le dovute trasposizioni interessa tutte le religioni, ed anche i non credenti, e riguarda tutti i Paesi, non solo l’Italia, e perciò riguarda anche gli stranieri che sono tra noi. Continua la lettura di Il domani della Fede di R.LaValle