Gruppo donne CdB Viottoli – Pinerolo

 

Il gruppo donne di Pinerolo è nato all’interno di una Comunità di base, nel lontano 1985: abbiamo sentito l’esigenza di superare la nostra totale dipendenza intellettuale dal pensiero maschile e il nostro silenzio tangibile e la nostra invisibilità nei luoghi decisionali, che ci restituivano un’immagine immiserita di noi stesse.

Dai nostri incontri “separati”, gradualmente, è emerso che il modo di pensare Dio era ingabbiato in immaginari patriarcali, mentre ognuna di noi sentiva nel profondo, come necessità, un forte anelito all’Amore, passione quasi sempre appresa dalla madre.

Insieme ai primi fondamenti del pensiero della differenza che abbiamo iniziato a conoscere incontrando donne di altri luoghi, abbiamo percepito la possibilità e il piacere dello sconfinamento, la capacità di entrare e uscire da un ordine dato della realtà cercando, in prima persona e in relazione con le altre donne, ciò che poteva essere più corrispondente al nostro sentire. Continua a leggere

Dalla riappropriazione della parola al tempo dell’attesa – Gruppo Donne CdB San Paolo (Roma)

Introduzione (a cura di Elena, Gabriella e Giovanna)

 

Nell’ individuare la tematica del contributo del nostro gruppo al prossimo Incontro nazionale, ci siamo soffermate sull’immagine e sulle proposizioni contenute nella ‘ Lettera di invito’, traendone alcune direttrici di lavoro :

  • desiderio e necessità di ascoltare le ‘voci di dentro’ di ciascuna di noi e delle altre con cui abbiamo intrecciato fili di relazione nell’oggi e nella storia;
  • guardare indietro alle orme che abbiamo lasciato, per ritrovare, in un tempo di attesa e riflessione, un ‘vuoto’ propositivo;
  • soffermarci a guardare, nel tappeto che ancora occupa il nostro telaio, i fili multicolori che nel tempo l’hanno creato con il loro intreccio.

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Gruppo Donne della Comunità di Oregina – Genova

“ IL TEMPO DELL’ATTESA – INTRECCIO TRA VITA SPIRITUALE E VITA QUOTIDIANA ”

ATTESA – ATTENZIONE

L’attesa è di per sé un evento: forse l’evento dell’incompiutezza verso la compiutezza, e quindi della speranza, più consono alla condizione umana, che rimanda continuamente all’origine, alla nascita, al farsi dei corpi, dei movimenti, dei gesti, del pensiero e delle cose.

L’attesa è simultaneamente finalizzata a un risultato, ad un esito, propedeutica ad un futuro che non c’è eppure è desiderato o temuto, è un tempo sospeso ed è attenzione, vigilanza, azione della mente e del corpo (non è aspettare una cosa e una persona, prigionieri pietrificati annoiati o divorati dall’impazienza o dalla frenesia) attesa è lavoro creativo, portare il lutto (in un certo senso) la disperazione dell’assenza, decifrarla, decodificarla, accoglierla se si può. Adoperiamo anche il termine ‘attesa’ come indicativo della dimensione ‘altra’, trascendente , indistinta, informale…uno spazio/tempo del Divino oppure del Nulla o del Vuoto. Questo per noi può essere il senso dell’attesa. Continua a leggere

Qualche riflessione sulla storia del rito

Gruppo donne Verona

“Etimologicamente il termine rito discende dal sanscr .r̥tà-, che è concetto fondamentale della religione vedica, e significa l’ordine cui devono conformarsi sia il cosmo sia la società sia l’individuo; a esso si conforma evidentemente anche l’azione sacra, mentre deviando da esso rischierebbe di rompere l’ordine, provocando conseguenze dannose.”[1]

“Il rito quindi è un insieme di regole di condotta che prescrivono come la persona debba comportarsi con gli oggetti sacri. Attraverso di esso l’individuo si sente in contatto con forze superiori (generalmente si pensa a forze divine, ma adesso si tende a pensare che possono anche essere l’esperienza dell’influenza della collettività sull’individuo). E’ quindi una espressione della collettività, è un modo per trasmettere idee e esperienza, riafferma le credenze e gli ideali fondamentali collettivi della comunità. Continua a leggere

Maghe Regine (1981-1989) “Un’esperienza di ricerca teologica di donne”

 

(dal Gruppo Il Graal di Milano)

Un gruppo di donne, con esperienze diverse, ma tutte con un desiderio di “riscoprire” la fede in termini nuovi, si è formato attorno ad un comune problema: è possibile parlare di Dio al femminile?

Il punto di partenza ci è stato dato dalla lettura di alcuni saggi e testi delle più importanti teologhe americane e di una olandese pubblicati in un libro edito dalla Quiriniana e intitolato: “La sfida del femminismo alla teologia”. Il metodo seguito è stato quello di leggere un saggio alla volta e poi incontrarsi per mettere in comune osservazioni, perplessità, intuizioni e scoperte su quanto avevamo letto. Continua a leggere