Si fa presto a dire “Voglio essere ulivo”

Giancarla Codrignani

Si fa presto a dire “Voglio essere ulivo” quando mi viene in mente la dolcezza dei rami della domenica che precede la Pasqua, la tenerezza delle foglie lucide di verde. Che, tuttavia, provengono da alberi tormentati, tronchi modosi, aspri, aggrovigliati, come la settimana pasquale attraversata dalla Passione prima di arrivare alla Resurrezione.

Giusto dunque partire dalla riflessione su un tempo caratterizzato da profondi cambiamenti a livello globale e dai drammi umani che ci interpellano mentre attorno cresce l’angoscia e, quasi complementare, l’indifferenza. Il tronco globale è duro e tormentato e in questo clima i tenui fili di relazione pur bene intrecciati possono non compensare la sofferenza, tante volte così profonda da non farsi avvertita, anche se lacerante. Non so a voi, ma a me capita di vedere in tante associazioni e gruppi divisioni, insofferenze, distacchi. Inoltre mi sembra che si viva malissimo la campagna referendaria, come se non fosse “normale” che le persone perbene vogliano tutte difendere la Costituzione pur facendo scelte diverse. Ma anche Brexit e Trump confermano che non si vogliono approfondire le questioni che impegnano le singole coscienze proprio perché quest’epoca di grandi cambiamenti, perfino antropologici, fa paura. Continua a leggere