Il papa e le donne

Giancarla Codrignani – Bologna

Non si sa perché gli uomini riescono a incespicare nell’incontro con noi, anche quando ci vogliono bene. A Napolitano, un gentiluomo che finalmente dice “ministra” con la desinenza in -a, gli viene in mente che i “saggi” sono solo uomini. Il Papa, che fin qui ha detto parole e compiuto gesti affettuosi per tutti, è entrato, inavvertitamente, nella sostanza di contestate richieste “di genere” proprio pensando a noi, che abbiamo visto per prime il Risorto (mentre i maschi stavano chiusi in casa per evitare la polizia e Pietro continuava a piangere per aver rinnegato tre volte il suo Signore). Quindi, dice Papa Francesco, siamo “migliori” e, infatti, siamo “madri” (ed era il momento buono per ricordare alcune “madres” del suo paese, quelle di plaza de mayo). Un complimento o una svolta? Continua a leggere

Pasqua davvero diversa

 

Giancarla Codrignani – Bologna

Pasqua davvero diversa, con un Papa nuovo, che viene dalla fine del mondo e ricorre ad un linguaggio inusitato e a gesti impensabili fino a un mese fa.
Mah! Ci sono cose che non capisco; per esempio il generale, ingenuo entusiasmo per un Papa nuovo, che si chiama Francesco e dice cose belle e importanti, anche perché da tanto tempo non si sentivano dire. Tuttavia la fede non è mai facile, senza le opere. Papa Francesco, tra le cose ben rilevanti che ha scritto (scripta manent) e i gesti che accompagnano le parole, sembra essersi impegnato per il riconoscimento di quelli che i laici ritengono diritti: che il fine vita non significa accanimento terapeutico, che gli omosessuali sono sempre esistiti, che il maschilismo ha impedito la visibilità delle donne nella chiesa, che anche le altre religioni vanno capite, che il fondamentalismo va compreso nel suo limite… Continua a leggere

Non per diritto ma per grazia

Doranna Lupi – Pinerolo

Non sono solo gli scandali della pedofilia o dello IOR ad affliggere il clero al governo della chiesa.

Di fronte al gesto insolito delle dimissioni del papa, gli uomini più illuminati si sono spinti fino a nominare la crisi profonda che attraversa la chiesa, la sua incapacità di cogliere lo “Spirito dei tempi” e affrontare i propri nodi irrisolti. Per chiesa essi intendono, in questo caso, la gerarchia ecclesiastica (maschile) e la generica questione femminile rappresenterebbe uno dei nodi irrisolti.

Alcune donne autorevoli hanno invece messo l’evento in relazione alla crisi del patriarcato e del suo crollo, rimandando il discorso ad una questione maschile, della quale gli uomini non possono più fare a meno di occuparsi, anche se la maggior parte di loro sembra misconoscerla.

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I riflettori non fanno luce

Luisa Muraro
www.libreriadelledonne.it

L’uomo che è stato eletto vescovo di Roma e porta un nome che sembra un re di Francia, viene da un paese, l’Argentina, e da un tempo, gli anni Settanta del secolo scorso, che furono funestati da una feroce dittatura anticomunista. Tutte e tutti gli abitanti di quel paese ne portano inevitabilmente i segni, anche lui. Lui, personalmente, era avverso al comunismo e questa circostanza, che nessuno può imputargli come una colpa, ha avuto delle conseguenze sul suo comportamento che alcuni gli imputano come errori e colpe. Continua a leggere

Papa riformatore – Papa problematico

Mira Furlani – Firenze
 
Certamente Francesco non sarà un Papa curiale. Nel suo primo saluto alla folla presente in San Pietro si è rivolto a tutti gli uomini e le donne di buona volontà, non ha parlato di credenti e non credenti, vecchia espressione di una cultura neutra maschile che proprio la pratica politica delle donne ha messo in crisi. Anche il nome Francesco è di buon auspicio, così come il suo linguaggio, per nulla “semplice”, bensì fortemente programmatico.

Tuttavia accanto alla positività di una scelta latinoamericana, il nuovo Papa mi ha subito fatto ricordare un luogo e una data molto importanti per tutte le comunità cristiane di base. La data è quella dell’ agosto 1968, il luogo é Medellin in Colombia. Lì ebbe luogo la prima Assemblea generale dell’episcopato latinoamericano che si confrontava sugli impulsi di rinnovamento scaturiti dal concilio Vaticano II. Tale Assemblea sancì l’atto di nascita della teologia della liberazione. Continua a leggere