Home Comunità Cristiane di Base Un dialogo “impossibile” con Gesù di Nazareth

Un dialogo “impossibile” con Gesù di Nazareth

D) Ma tu, Gesù di Nazareth, da quando Dio ti ha risuscitato hai continuato ad interessarti delle vicende umane e religiose?
R) Eccome! La vita presso Dio non mi ha separato dalla terra, dal mondo. Come ebreo di Galilea, ovviamente ho un particolare interesse per i miei connazionali. E’ come se anch’io avessi vissuto l’Olocausto, lo sterminio. Ora spero che ebrei e palestinesi trovino un accordo. Ma, certo, vedo che di problemi sulla terra ne avete parecchi tra guerre, inquinamento, miseria e mille altre violenze.

D) Ma che cosa pensi di noi cristiani/e?
R) Vedo che parlate sempre di me, ma spesso non riesco proprio a condividere ciò che dite e soprattutto ciò che fate. Mi fate dire mille cose che non ho mai sognato di dire… Per piacere, non tiratemi in ballo come un elastico.

D) Ma non sei tu che hai fondato la chiesa, specialmente quella cattolica?
R) Ma toglietevi dalla testa questa idea. Io ero e mi consideravo un profeta di Israele e volevo, come altri, risvegliare il mio popolo ad una fede più genuina, più legata alla vita. Solo che sia i sacerdoti sia i capi politici non videro di buon occhio ciò che io facevo. Sentivo che Dio mi sospingeva a continuare ciò che Giovanni, il Battista, il mio amato maestro, mi aveva insegnato. Sapete bene come andò a finire: mi crocifissero come un sovvertitore e un eretico. Io però sono nato ebreo, in una numerosa famiglia con fratelli e sorelle, e sono morto ebreo, con la fede del mio popolo. Non ho mai pensato di fondare una nuova religione. Che dolore quando ho saputo che taluni cominciarono a chiamarsi cristiani….in opposizione agli ebrei. Io pensavo che i miei discepoli rinnovassero la fede dei miei padri e la facessero rifiorire fuori da certi steccati, da certi legalismi.

D) Ma, dunque, tu non sei contento che noi ora portiamo il tuo nome?
R) Vi ringrazio dell’affetto e dell’attenzione, ma a me interessava parlare di Dio, non di me. E poi quasi quasi mi avete fatto uguale a Dio: questa è una cosa che proprio non sopporto. Io pregavo Dio, lo adoravo…e non avrei mai sognato di montarmi la testa a questo punto. Ogni dio fuori del vero Dio nella mia fede è idolatria. Oggi, nella vita nuova della risurrezione, io continuo a credere in Dio e adoro Lui solo. Mia mamma e mio papà insegnarono a me, a Giacomo, a Giuda, alle mie sorelle a pregare Dio solo e io non ho mai tradito questo insegnamento. Mi sono messo a disposizione di Dio, del Suo regno.

D) Sono piuttosto sconvolto dalle tue risposte….Che cosa pensi della chiesa cattolica, del Vaticano?
R) A dire il vero io sono più sconvolto di te quando vedo tutto questo apparato. Lì non c’è nulla che faccia pensare al mio insegnamento. E io avrei fondato un impero del genere, un’azienda dove ci sono questi che voi chiamate papi e cardinali che sono amici di Berlusconi, di Fazio e altra gente del genere? Io i poveri li ho presi sul serio. Ho condiviso la loro vita. Non ho parlato loro dei palazzi e nessun re o imperatore è venuto a riverirmi. Ora voi avete cambiato tutte le carte in tavola e lo fate falsificando il mio messaggio, usando il mio nome. Questo è un abuso. La chiesa ufficiale è un’istituzione di abuso spirituale a tutto danno della gente semplice. E poi anche i miei amici e le mie amiche della Palestina… Pietro, Maria di Magdala, Bartolomeo, Giovanna, Tommaso…di tanto in tanto sono sconvolto dal modo in cui voi parlate di loro. Pietro, per esempio, quando pensa che sulla terra c’è da secoli un signore di Roma che dice di essere “successore di Pietro” e si chiama “sommo pontefice”…scoppia in una incontenibile risata… Da pescatore della Galilea…non si riconosce in questa catena di successori e dice: “Questo sarebbe il mio successore!!!”. Forse bisognerebbe farci un pensierino e mollarla con questo stile manipolatorio. Non appioppate al mio caro Pietro, con la sua fragilità e la sua fede autentica, queste infami etichette del palazzo. Non insudiciate di polvere imperiale chi è pulito e genuino come l’olio della Palestina dei nostri tempi.

D) Anche questo natale di solidarietà non ti piace e non ti sembra autentico?
R) Non farmi arrabbiare…perché altrimenti ritrovo la stizza con cui rovesciai qualche bancarella nel tempio di Gerusalemme. Intanto sono nato a Nazareth e Betlemme è la bella leggenda della mia discendenza davidica. Ma voi, un po’ con il bue e l’asinello, un po’ con le varie e poetiche leggende del Natale, avete tradito completamente la fede che è dono di Dio per far crescere il suo regno sulla terra. Altro che Vaticano! La terra ha bisogno di giustizia, di pane condiviso, di case…e voi vi tenete i palazzi e non volete nemmeno pagare l’ICI.

D) Vedo che sei informato. Hai qualche consiglio da dare a noi che ci diciamo cristiani?
R) In genere i miei consigli li ascoltano di più gli altri…Cercate di credere in Dio sul serio e non nelle aziende ecclesiastiche…che sono cose che hanno poco in comune con Dio e con me.
Io ho cercato di amare senza pregiudizi: voi non mi avete capito. Avete cominciato a scomunicare, inquisire, condannare, bruciare, cacciare…Qualche volta mi domando se non avete un po’ di pudore e di vergogna quando umiliate le donne, gli omosessuali, i credenti di altre religioni. Vi ripeto: convertitevi a Dio e passate dalla parte dei poveri. Riconvertite il Vaticano in una grande casa di ospitalità e di dialogo. Lasciate stare certe cerimonie da impero… Il messaggio di Dio non arriva dai palazzi…e gli abitatori di questi palazzi vadano a vivere in affitto in una casa comune. Io credo che la fede ha bisogno di “scendere” nelle strade dove la vita è un’altra cosa. Io diventai credente in Dio sulle strade della Palestina… e lì ricevetti da Dio il dono della profezia e la forza di cercare e di vivere la Sua volontà dalla parte dei più deboli. Se volete essere miei amici e discepoli e dedicare la vita al regno di Dio forse ci sono due “assi” da congiungere: Dio e i poveri. Tutto il resto viene dopo. Ora ho già parlato troppo. Comunque ho tanta fiducia perché Dio vive nel cuore di tanta gente anche nel mondo d’oggi…

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