Home LGBTQ: fede, diritti, lotta all'omofobia Guarire dai pregiudizi

Nuova Proposta
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COMUNICATO STAMPA N°1 DEL 2009
Perché, invece di profondere tante energie nel tentativo di “guarire” gli omosessuali (tentativo sterile, soprattutto perché l’omosessualità non è da considerarsi una malattia, secondo l’opinione ufficiale della comunità scientifica), non cerchiamo tutti insieme di guarire dai pregiudizi?

Roma, 26 gennaio 2009 – “L’impresa di trasformare un omosessuale in un eterosessuale non offre prospettive di successo migliori dell’impresa opposta”, così scriveva Sigmund Freud, padre della moderna psicologia, nel lontano 1920.

Da queste significative parole partiamo per affermare il nostro punto di vista sulle cosiddette psicoterapie “riparative” dell’omosessualità che, nate in America, negli ultimi tempi stanno facendo parlare di sé anche nel nostro paese.

E’ di questi giorni, infatti, l’iniziativa di un percorso di incontri a Brescia, dal titolo “Living waters”, organizzato da un certo “G ruppo Lot” che, già dal materiale informativo veicolato, non fa mistero di voler agire nella direzione della “guarigione” dall’omosessualità. Lo si intuisce, banalmente, dal titolo di alcuni dei seminari proposti: “Ripristinare la vera femminilità”, “Ripristinare la mascolinità: intraprendere il processo”, e così via…

Come Gruppo “Nuova Proposta: donne e uomini omosessuali cristiani di Roma”, siamo estremamente preoccupati dalla diffusione di queste iniziative, memori dello strazio che molti di noi hanno passato perché, ad esempio, costretti da genitori, privi degli strumenti necessari per comprendere ed accettare la nostra omosessualità, ad affrontare lunghi e dolorosi percorsi, a carattere sia medico sia psichiatrico, con l’obiettivo, ovviamente mai riuscito, di modificare il nostro orientamento sessuale.

Temiamo, di conseguenza che, a seguito della diffusione di queste iniziative, altre persone omosessuali possano essere forzate verso percorsi di presunta “guarigione” con impatti devastanti sulla propria serenità ed accettazione.

Vogliamo contribuire, quindi, ad una giusta e corretta informazione, ribadendo quello che la comunità scientifica ha già espresso da diversi anni e che dovrebbe oramai essere già patrimonio consolidato della collettività: l’omosessualità non è una malattia e neanche un disagio psichiatrico. La categoria della guarigione, pertanto, non si può applicare all’omosessualità.

E’ come dire di voler guarire dal fatto di preferire qualcosa a qualcos’altro. Risulta, inoltre, fortemente offensivo per la propria dignità pensare di dover guarire da qualcosa che riguarda l’identità personale. La sfera dell’omosessualità riguarda, infatti, il desiderio profondo di amare ed essere amati, desiderio che va custodito, coltivato e rispettato.

Come Gruppo ci mettiamo a disposizione di chiunque (in ambito ecclesiale e non) voglia affrontare un percorso sereno di confronto e di vera informazione sulla condizione omosessuale.

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