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Il corpo di Eluana violato per legge

di Luca Landò
da www.unita.it

E se arrivassero i carabinieri? E se lunedì, alla «Quiete» di Udine, si presentasse un medico scortato dalle forze dell’ordine? Non Carlo Defanti, il neurologo che da anni segue Eluana Englaro e che ora, dopo aver avviato il protocollo per interrompere l’idratazione e l’alimentazione artificiale, gira accompagnato dalla Digos. Stiamo parlando di un altro medico: quello che, secondo quanto previsto ieri dal governo, prima con un decreto e poi con un disegno di legge, potrebbe interrompere da un momento all’altro la procedura iniziata da Defanti e colleghi. Anzi, invertirla. Quelli hanno interrotto l’alimentazione? E noi la riprendiamo. Loro hanno sospeso l’idratazione? E noi la riattiviamo.

Uno scenario raccapricciante che aggiunge dolore al dolore e dimostra, una volta di più, come la volontà di Eluana, difesa dal padre e certificata dalla Corte di Cassazione, non conti davvero nulla. Nemmeno adesso, che dopo dodici anni di sentenze e ricorsi, si era finalmente deciso di accompagnarla nel suo ultimo viaggio. Per farlo si era concordata una procedura per portare a una progressiva diminuzione dei liquidi e delle sostanze introdotte nell’organismo tramite un sondino nasogastrico: prima la metà, poi la metà della metà e, ieri sera, l’interruzione totale. Se non ci saranno sorprese (i carabinieri con il medico) il percorso finale di Eluana è dunque già iniziato: eliminato ogni apporto dall’esterno, i liquidi presenti nel sangue inizieranno a calare spingendo il cervello di Eluana – o meglio, le strutture rimaste – verso una sorta di generale assopimento.

«È quanto avviene nei malati terminali che negli ultimi giorni smettono di bere: una sorta di sedazione naturale durante la quale non provano né fame né sete. Contrariamente a quello che si pensa, infatti, queste sensazioni richiedono una complessa attività da parte del cervello, la stessa che in Eluana ha smesso di funzionare 17 anni fa», dice Mario Riccio, il medico anestesista che seguì Piergiorgio Welby durante i suoi ultimi giorni.
Quanto durerà l’assopimento di Eluana? Impossibile dirlo con certezza, ma è ragionevole prevedere un periodo di otto-dieci giorni che potrebbero allungarsi fino a due settimane. Il tutto, ovviamente, se i medici del ministro Sacconi non varcheranno la soglia della camera.

«Possono farlo in ogni momento, con il protocollo adottato dai medici della famiglia Engalro non esiste irreversibilità: finché il cuore non cessa di battere è sempre possibile mettere in atto quella che si chiama “rianimazione metabolica”». Che, ovviamente, non significa il risveglio di Eluana (cosa impossibile) ma idratarla nuovamente in modo che nel sangue ritornino le giuste concentrazioni di sali e di sostanze.
«Dal punto di vista medico possono sempre riportare Eluana nella condizione di adesso, tranne qualche possibile danno a carico dei reni che tuttavia sono in grado di resistere a qualche giorno di disidratazione. In altri casi ci sarebbero problemi a livello cerebrale, ma nella situazione di Eluana cambierebbe ben poco», spiega Riccio.

Il paradosso, dunque, è che i “medici del governo” potrebbero, da un momento all’altro, non solo interrompere la procedura iniziata dai colleghi di Udine, ma addirittura sottoporre il corpo di Eluana a una vera e propria rianimazione con l’obbiettivo, incomprensibile, di riprendere quell’accanimento terapeutico che lei stessa, come testimoniato dal padre, non avrebbe mai voluto subire. Un’invasione del suo corpo e della sua volontà, insomma. O forse, più semplicemente, una nuova forma di sequestro. Deciso per legge.

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