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Comunicato di Monsignor Francis Deniau, vescovo della Nièvre

di Deniau Francis
in “la-croix.com” del 12 marzo 2009 (traduzione: www.finesettimana.com)

Erano altre le cose da dire
Ho appreso come tutti che la madre di una bambina di nove anni, incinta del suo patrigno, era stata
scomunicata dal suo vescovo in Brasile, con l’équipe medica che aveva proceduto all’aborto della
bambina. Come vescovo, sono solidale con tutti i vescovi del mondo. La solidarietà impone di
esprimere il proprio disaccordo, se no sarebbe solo complicità. Devo dire a mio fratello vescovo di
Recife – e al cardinale che lo ha appoggiato – che non capisco il loro intervento. Davanti ad un tale
dramma, davanti alla ferita di una bimba stuprata e non in grado, anche fisicamente, di portare a
termine una gravidanza, erano altre le cose da dire, e soprattutto occorreva porsi delle domande:
come accompagnare, incoraggiare, permettere di uscire dall’orrore, di ritrovare senso e gusto alla
vita? come aiutare la figlia e la madre a ricostruirsi? Noi balbettiamo, soprattutto noi uomini, e
dobbiamo contare sulle donne per essere vicini, più con la presenza che con le parole. Ma non
parole di condanna, di richiamo alla legge, per quanto la legge possa esser giusta: quello non
bisogna farlo.
Gesù avrebbe detto che la morale è fatta per l’uomo e non l’uomo per la morale. Ha denunciato
l’ipocrisia di coloro che legano pesanti fardelli sulle spalle degli altri.
Confesso che ho accompagnato delle donne prima e dopo un’interruzione di gravidanza. Credo che
la Chiesa cattolica assuma la sua responsabilità sociale insistendo, a tempo opportuno e
inopportuno, sul rispetto della vita umana “dal concepimento fino alla morte naturale”.
Mancheremmo alla nostra responsabilità tacendo questo appello, che è parte della difesa dei più
piccoli e dei più deboli. Dopo, si tratta di accompagnare ogni persona, in situazioni in cui io non
vorrei trovarmi, e in cui ognuno cerca di fare nel modo migliore ciò che può. Dio ci chiama a delle
decisioni che possono essere esigenti, ma innanzitutto ci avvolge nella sua tenerezza, e ci accoglie
nelle oscurità e nei drammi della vita. Mi aspetto dagli uomini di Chiesa, miei fratelli, che non
utilizzino il suo nome per condannare delle persone o per rinchiuderle nella colpevolezza.

Francis Deniau, vescovo per la Nièvre

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