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ZEFFIRINO II E IL DRAMMA DELLA SUA CHIESA

Luigi Sandri, CRONACHE DAL FUTURO. ZEFFIRINO II E IL DRAMMA DELLA SUA CHIESA, Gabrielli editori, S. Pietro in Cariano 2008 (scrivimi@gbriellieditori.it; www.gabriellieditori.it )

Recensione di Marcello Vigli

E se un papa resta in coma per tredici anni?

Interrogato sulla categoria in cui inserire il suo ultimo libro Cronache dal futuro. Zeffirino II e il dramma della sua Chiesa Luigi Sandri l’ha definito un romanzo fantateologico, fantaecclesiologico.

Definizione azzeccata e, bisogna aggiungere, scritto in modo da integrare molto bene fantasia e immaginazione, competenze giornalistiche e conoscenze teologiche.

I fatti narrati sono veri o pienamente verosimili, le proposte avanzate irrealizzabili oggi, ma ampiamente compatibili in una Chiesa del futuro.

Non basta infatti la sottile ironia e il tono leggero delle sue pagine a distrarre il lettore, sollecitato a riflettere sul Chiesa cattolica del XXII secolo, dal seguire il filo rosso che consente di scoprire il vero intento dell’autore. Per riformare la Chiesa non basta la volontà di un papa riformatore, è necessario che non ci sia un papa per un po’ di tempo. Un tempo sufficiente perché avvenga il miracolo. Così nel gioco a tre, che Sandri ipotizza, alla fine vince la Chiesa perché gli altri due – la Curia e il papa – si neutralizzano a vicenda. Ci prova infatti Francesco I a cambiare la storia. Limita i suoi poteri di papa, riscoprendosi vescovo di Roma che fissa la sua sede in Laterano e si trasferisce in Vaticano una volta alla settimana, restituendo potere alla curie locali e convocando un Sinodo del popolo di Dio da lui voluto costituito da vescovi, preti, religiosi/e, laici uomini e donne in rappresentanza dell’intera Chiesa cattolica. Ma alla vigilia della sua apertura, il papa viene trovato morto. Sandri non lo dice direttamente, lo fa dire da una brillante giornalista sul mensile Jesus 2000: sono molto fondati i sospetti che qualcuno della Curia lo abbia “aiutato” a morire. Il papa fa, ma la curia disfa: subito dopo elegge un papa compiacente e l’opera di Francesco I è cancellata. Ci riprova Zeffirino II che i cardinali sono costretti ad eleggere per superare le divisioni interne. La cura con cui Sandri le descrive, raccontando le vicissitudini a cui danno origine, rivela la sua professionalità di vaticanista esperto, che però cede il posto al teologo nel dimostrare la continuità della Chiesa nello sforzo di far fronte all’evento imprevisto e imprevedibile di una sede “vacante” occupata da un papa vivo ma in coma irreversibile per 13 anni.

È questo il punto di forza del libro che rivela come la continuità non è data dalla Curia dilaniata dalla beghe dei suoi gerarchi romani, preoccupati principalmente di conquistare o mantenere il potere, ma dalla vitalità della comunità ecclesiale affidata alla guida dello Spirito, l’unica che Gesù le ha dato nel garantirle l’indefettibilità.

Si riscopre e si realizza l’autonomia delle Chiese locali coordinate dalle Conferenze episcopali, nazionali e continentali che non esitano a eleggere i nuovi vescovi in assenza di nomine che il papa non può fare perché in coma e che la Curia non è canonicamente autorizzata a fare. Così la Chiesa continua a vivere nelle Chiese che anzi risolvono molti dei problemi che nessun papa aveva saputo o voluto risolvere: in merito al ruolo delle donne nella gestione della comunità, sulla riammissione dei divorziati, sul rispetto per gli omosessuali e sulla soluzione ai tanti e nuovi problemi posti all’etica dal progresso delle scienze e delle tecnologie.

Questa vitalità alla fine scuote la Curia e costringe i cardinali, sconcertati o sconfortati per quello che sta succedendo, a prendere in considerazione l’idea di dover uscire dalla situazione di stallo magari convocando un Concilio generale per ascoltare la voce della Chiesa che sta continuando a vivere.

Anche questa volta vince la paura di quello che potrebbe succedere se le novità ormai introdotte un po’ dovunque dovessero consolidarsi. Anche questa volta il papa muore.

L’autore, però, non si limita a registrare i sospetti sulla natura di questa morte. Segue momento per momento il travaglio interiore del cardinale e lo svolgersi del suo piano per “staccare la spina”. Essa viene staccata nella convinzione che era meglio che il papa morisse per “salvare la Chiesa”. Per valutare, non l’intenzione del cardinale, ma l’esito del tragico gesto l’autore da la parola a Cristina, una ragazza di una Comunità cristiana di base impegnata nel riscatto dei bambini in un favela brasiliana. “Due strade si aprono alla Chiesa cattolica romana: quella di cancellare in fretta i semi di rinnovamento sbocciati in questi ultimi meravigliosi tredici anni, accompagnati dolcemente dal papa in coma, per tornare invece al grigiore e all’”ordine” di prima; e quella di farli fiorire e portarli a maturazione così che la Brezza di Dio inondi la Chiesa e, magari, senza troppe pretese, dia un poco di sollievo al mondo intero. Ma io, noi, qui viviamo nei sotterranei della storia; non possiamo sapere quale strada sarà imboccata. Solo questo so papa o non papa, non strapperemo il virgulto della speranza e proteggeremo per quel che possiamo, la Chiesa dell’aurora; non imbriglieremo la fantasia creatrice zampillante dall’Evangelo; non dismetteremo le nostre responsabilità; non dimenticheremo la memoria sovversiva di Gesù di Nazareth” (p. 215)

A garanzia di questo impegno Sandri dedica il libro proprio ai suoi amici ed alle sue amiche della Comunità cristiana di base di San Paolo in Roma, variegata carovana di libertà evangelica.

P.S. Giunto in fondo all’ultima pagine il lettore, che si è lasciato coinvolgere nelle vicende che vi sono narrate, non dimentichi di tornare indietro e rileggere le note che rappresentano una eccezionale miniera di ecclesiologia e di storia della Chiesa per non addetti ai lavori, da scavare per meglio intendere le diverse tappe del viaggio che l’autore lo ha guidato ad intraprendere nelle Cronache del Futuro.

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