Home Europa e Mondo Alle donne africane il premio Nobel per la pace 2010

Alle donne africane il premio Nobel per la pace 2010

Riconoscere e valorizzare il ruolo delle donne in Africa, e “dare loro il premio Nobel per la pace 2010”. Questa la proposta che è promossa dal Cipsi, coordinamento di 47 associazioni di solidarietà internazionale, e da Chiama l’Africa.

Il Cipsi e Chiama l’Africa hanno deciso di impegnarsi, assieme ai partner africani, in una campagna di sensibilizzazione per l’assegnazione del premio Nobel per la pace 2010 alle donne africane, come Nobel collettivo, sperando e confidando di coinvolgere quelle realtà presenti in Italia, in Europa e nel mondo attente alle tematiche dell’Africa, delle pari opportunità e della solidarietà”.

Le donne in Africa stanno svolgendo un ruolo sempre crescente nella difesa della salute, soprattutto contro il morbo dell’HIV e della malaria. _ Sono loro che svolgono spesso formazione sanitaria nei villaggi. Le donne sono protagoniste e trainanti sia nei settori della vita quotidiana che nell’attività politica e sociale.

Sono le donne in Africa che reggono l’economia familiare nello svolgimento di quell’attività, soprattutto di economia informale, che permette, ogni giorno, anche in situazioni di emergenza, il riprodursi del miracolo della sopravvivenza. Le donne da decenni sono protagoniste nel microcredito e nella microfinanza: dalle storiche tontine dell’Africa occidentale, fino alle forme più elaborate di microcredito in tutte le parti del Continente. Microcredito che ha permesso la nascita e la crescita di migliaia di piccole imprese.

Le donne africane sono capaci di organizzazione nella gestione dell’economia: esistono in Africa centinaia di cooperative che mettono insieme donne impegnate nell’agricoltura, nel commercio, nella formazione, nella trasformazione di prodotti articoli (si pensi da esempio al burro di Karité o ad altri prodotti agricoli trasformati per la commercializzazione).

Le donne africane stanno svolgendo un ruolo sempre crescente nella definizione e nella ricerca di forme autoctone di sviluppo economico e sociale, attraverso l’organizzazione capillare delle attività economiche e sociali nel villaggio. Sono gruppi organizzate di donne che stanno impegnandosi contro gli impedimenti anche tradizionali come l’infibulazione e la mutilazione genitale.

Questa proposta è nata in Senegal a Dakar durante il seminario internazionale per un “nuovo patto di solidarietà tra Europa e Africa” svoltasi dal 28 al 30 dicembre 2008 e promossa dal Cipsi, coordinamento di 47 associazioni di solidarietà internazionale, e da Chiama l’Africa.

Nei prossimi mesi, verrà lanciato un manifesto-appello con la firma di alcune personalità che hanno ruolo internazionale riconosciuto e saranno organizzati diversi convegni, iniziative di movimento, incontri con donne africane, proposte di viaggi in Africa per incontrare realtà di donne organizzate ecc., con l’obiettivo di raggiungere almeno 2 milioni di firme da inviare al comitato che attribuisce il Nobel.

Verrà inoltre creato un sito web multilingue, in cui raccontare i passi della campagna e, nello stesso tempo, presentare storie di donne organizzate in Africa.

Il sito è: www.noppaw.org (NOPPAW = Nobel Peace Prize for African Women).

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