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Il consenso secondo i maschi

di Barbara Spinelli
http://femminicidio.blogspot.com


(e volutamente scrivo maschi, e non uomini).

Sono anni che loro, e le loro difese, ce lo spiegano, in Tribunale, e sotto i Tribunali, con i fan-club degli stupratori per un giorno, ragazzi per bene nella vita. E, spesso e volentieri, ce lo spiegano pure i giudici nella motivazione delle sentenze. A volte, ci tocca sentircelo dire anche dai politici.

Si, perchè in fondo le donne sono tutte puttane, prima ti seducono e poi non te la danno, te danno e non gli va bene, allora ti accusano di stupro. Ma in fondo si capiva, c’era consenso, una bella scopata la volevano.

Ci sarebbe materiale tale da scrivere un Vangelo, sul consenso sessuale secondo i maschi.
E sulla voglia di impunità per chi si vede protagonista di avances sessuali, di reati sessuali.
Dallo sdoganamento della pacca sul culo allo stupro dell’amica o della conoscente che accetta il passaggio a casa (chiaro segno che ci sta, è ovvio!).
E’ un fatto di sicurezza. La sicurezza che la conosci, ti dà attenzioni, e quindi te la dà, lo vuole.
E’ chiaro come il sole. Cazzate che poi ti accusi di stupro, ci mancherebbe altro !

Ci sarebbe da scrivere un Vangelo sul concetto di consenso all’atto sessuale secondo i maschi.
Meglio. Ci sarebbe da scrivere un trattato che trova conforto in dati statistici, che non mi stanco mai di snocciolarenei miei incontri, e in analisi criminologiche in lingue straniere, che qualcuno prima o poi dovrebbe impegnarsi a tradurre e diffondere, posta la preoccupante assenza di una analisi di genere in questo campo e in quello giuridico in Italia.

Oppure un bel saggio: L’attualità del consenso, questo grande sconosciuto. Ma anche: Se me la dai c’è consenso. Poi ne faccio quel che voglio. Sottotitolo: il maschio sono io, so cosa piace a una donna.

E invece ci troviamo qui a leggere indignati l’ennesimo caso di cronaca. L’ennesima difesa, quella classica “Lei ci stava”. Ci stava perchè mi ha fatto entrare, ci stava perchè mi ha provocato, ci stava perchè…. Chiaro segno che ci stava: le lesioni, gli ematomi dei pugni, gli urli.

Ma certo ! VIS GRATA PUELLAE! Eh, lo dicevano pure i latini! Alle donne piace prenderlo, e pure prenderle mentre lo prendono…perchè è normale che la donna si difenda, se non si difende è proprio una puttana! Pensiero universale questo, comune a tutte le culture.

Un immaginario collettivo fertile, che, come mi ribadivano pure i ragazzi di un liceo ieri, mentre si parlava di violenza maschile sulle donne e ruoli e stereotipi di genere, “vende” (vedasi relish, D&G…, snuff movies…).

Lo sdoganamento e la connivenza nei confronti della cultura dello stupro uccide.Uccide la soggettività delle donne, la loro sfera di libertà, di benessere psicofisico, di azione sociale e politica che non sia quella di manovalanza pura.

Il femminicidio è un crimine di stato, è un crimine di lesa umanità nel momento in cui le Istituzioni tutte condividono, tollerano, o non sono in grado di contrastare questa cultura che uccide la soggettività delle donne in quanto donne, che propone alle masse modelli stereotipati e discriminatori.

Non lo dico io che la cultura dello stupro in sè rappresenta una violazione dei diritti umani delle donne, e che non contrastare questa cultura equivale a tollerare tali violazioni (prima di aumentare le pene per chi compie violenza, e fare campagne contro la violenza sulle donne, bisognerebbe fare campagne per cambiare la cultura che sottende quelle violenze, e proporre un modello diverso di relazioni tra uomini e donne, nel privato come nel pubblico).

Lo dice, al Governo Italiano, Il comitato per l’applicazione della Convenzione ONU per l’eliminazione di ogni forma di violenza contro le donne (CEDAW), lo dicono le politiche UE….Già, ma figuriamoci, quelle raccomandazioni che, talmente sono spietate nei nostri confronti, neppure i governi di destra e sinistra si sono sprecati a tradurre e diffondere, come da preciso obbligo internazionale assunto ai sensi della Convenzione (CEDAW). (Ma non vi preoccupate, ci ho pensato io, le trovate qui: http://www.giuristidemocratici.it/what?news_id=20061122082612)

Comunque, niente di nuovo sotto il sole. Quando in un Paese come il nostro è già così difficile riconoscere e contrastare e discriminazioni razziali, figuriamoci se si può arrivare a riconoscere e contrastare le discriminazioni di genere, posto che neppure si accetta e si introduce questo concetto nella legislazione (come sollecitato dal comitato CEDAW e da più parti…).

Niente di articolato, queste poche righe. Solo un sfogo, una chiave interpretativa per leggere le poche righe di sotto. Poi, qui come altrove, la giustizia farà il suo corso, e la donna il suo faticoso percorso di liberazione.

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Si difende il macedone accusato d’avere violentato la giovane operaia
«Nessuno stupro, lei era consenziente»

di Giampiero Giancarli
da http://espresso.repubblica.it

Domani il sospettato, che è residente a Teramo, verrà ascoltato da giudice e pm per la convalida dell’arresto. Lo straniero è accusato anche di sequestro di persona e lesioni L’AQUILA. «Non è stato uno stupro perchè lei era consenziente».

E’ quanto ha detto il macedone finito in cella Amir Dervisi, un operaio residente a Teramo che è stato arrestato dai carabinieri per violenza sessuale. Si è difeso così l’uomo che, pertanto, non ha negato il fatto, ma si chiama fuori dal grave reato di violenza sessuale aggravata che il pm Salvatore Campochiaro gli ha contestato.Inoltre avrebbe detto che non ci sono prove contro di lui se non le affermazioni della trentenne operaia aquilana.

Queste dichiarazioni del 45enne straniero sono state fatte immediatamente dopo il fermo dei carabinieri. Frasi che, pertanto dovranno essere ripetute davanti al giudice per poter essere un elemento di valutazione in un possibile processo.

Intanto l’apparato giudiziario si è mosso e gli atti sono stati trasferiti dalla procura all’ufficio del giudice per le indagini preliminari per l’udienza di convalida del fermo di polizia giudiziaria.L’uomo, pertanto, dovrebbe comparire davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale della giornata di domani, oppure, ma è improbabile, nella tarda mattinata di oggi. In quella occasione, se lo vorrà, potrà raccontare compiutamente la sua versione dei fatti assistito dal suo avvocato, che al momento, è Domenico Paleri, del foro dell’Aquila, nominato di ufficio.

Un quadro giudiziario complesso per lo straniero, rinchiuso alle Costarelle, che rischia, in teoria, una condanna fino a dieci anni di reclusione visto che gli è contestato oltre allo stupro anche il reato di sequestro di persona e le lesioni. L’uomo, secondo la tesi accusatoria si è presentato alla casa della giovane donna per consegnarle un regalo. Lei gli ha aperto la porta senza pensare al rischio che stava correndo. Del resto lo straniero le era stato presentato qualche giorno prima da un amico comune.

Ma i convenevoli sono stati brevi e l’indagato sarebbe passato subito alle vie di fatto. Lei ha cercato di opporre resistenza ma l’uomo ha reagito repentinamente colpendola con schiaffi e pugni prima di passare alla violenza. Un incubo che sarebbe durato ancora di più se non fosse stato per alcuni vicini di casa della donna che, allarmati dalle grida provenienti dall’appartamento, hanno chiamato i carabinieri.

Amir Dervisi, ha avuto appena il tempo per mettersi alla guida della sua auto per tornare a casa. A metterli sulle sue
tracce è stata la stessa donna che, seppure sanguinante e in evidente stato di choc, è riuscita a indicare le generalità del suo violentatore e l’auto con la quale lo aveva visto arrivare.

Il 45enne era riuscito, con un escamotage, ad avere indirizzo e numero di telefono della ragazza dall’amico che li aveva presentati, estraneo alla vicenda.La donna è stata anche medicata e dimessa dal pronto soccorso dove è stata dichiarata guaribile in una decina di giorni per varie ferite oltre a uno stato di choc.

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