Home LGBTQ: fede, diritti, lotta all'omofobia Dacci oggi la nostra Resistenza quotidiana

Dacci oggi la nostra Resistenza quotidiana

di Anais Tonel
Responsabile nazionale formazione e memoria storica Rete degli studenti medi

E’ quasi il 25 Aprile e come ogni anno ci prepariamo a vivere una giornata di responsabilità e partecipazione. Proprio il 25 Aprile del 1945, l’Italia disse no al nazi – fascismo e tornò ad essere libera, grazie all’impegno di 270.000 italiane ed italiani, migliaia dei quali morirono combattendo. Italiani ed italiane quindi, non solo partigiani “rossi” e “bianchi” ma anche una buona parte di coloro che avevano scelto più o meno consciamente il fascismo e che si erano resi conto del terribile errore commesso. Questo è quello che la storia ci insegna e che il governo, attraverso mille atti e gesti, sta cercando di rimuovere.

Il 25 Aprile è la festa della Libertà e della Democrazia, è la festa di tutti gli italiani, sia di destra che di sinistra. Ma è anche un momento per ricordare che la libertà sia essa di pensiero, di espressione o di associazione, si conquista con coraggio e sacrificio: mai possiamo concederci di abbassare la guardia di fronte alle violenze dei più forti, di coloro che vogliono cancellare i nostri diritti, di coloro che non sapendo difendere le proprie opinioni con il dialogo, eliminano quelle degli altri con il fucile, con la censura o con la diffusione dell’odio e dell’ignoranza.

Lo vediamo quotidianamente sotto i nostri occhi. I media e certi politici soffiano sul fuoco della paura e dell’intolleranza, perché si possa trovare un capro espiatorio verso cui riversare tutta la rabbia di un popolo frustrato, senza soffermarsi troppo a riflettere sui grandi cambiamenti che la società sta attraversando: e così ecco il via alle ronde contro gli stranieri responsabili della crisi e della delinquenza, alle denunce dei medici contro gli immigrati clandestini, ai pestaggi degli omosessuali, colpevoli di avere rovinato la sacralità della famiglia o forse soltanto di avere un’altra maniera di amare.

La nostra è una generazione a cui viene tolto tutto, siamo poveri di diritti e poveri di speranze. Veniamo quotidianamente privati di diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione: non sono in molti coloro che fra noi avranno la possibilità di costruirsi un futuro grazie ad un lavoro stabile ed equamente remunerato, ed inoltre l’accesso ad un’istruzione di alto livello sta diventando sempre più un lusso che pochi si possono concedere, mentre le scuole e le università pubbliche soffrono sotto il peso dei tagli. Partecipare poi alla alle decisioni che ci riguardano più da vicino è un sogno ormai lontano, così come la “disponibilità” del ministro Gelmini ci ha dimostrato questo autunno.

Ma dietro a questi profondi sconvolgimenti politico-sociali non si celano soltanto un mutamento o una necessità economica, ma un forte attacco alla democrazia e a tutto ciò che la rappresenta, anche solo simbolicamente. Così, come da un lato il caso Englaro ha dimostrato che si possono togliere, nei fatti, dei diritti fondamentali ai cittadini, come quello di decidere della propria esistenza, senza cambiare la carta costituzionale, dall’altro la destra attacca ormai da anni i valori della resistenza, chiamando la costituzione “sovietica”, proponendo di eliminare ogni riferimento all’antifascismo in essa contenuto e tentando di abolire i festeggiamenti del 25 Aprile, con lo scopo di cancellare il nostro passato e tutto ciò che di buono ci ha offerto.

Per la prima volta dal processo costituente stiamo rischiando seriamente di perdere tutte le conquiste che ci hanno reso un Paese migliore. Di fronte a questa minaccia noi studenti della Rete, insieme agli universitari dell’UdU (Unione degli Universitari), sappiamo bene quali “armi” sfoderare. Vogliono toglierci la verità storica di quei fatti? Noi la difenderemo, insieme ai docenti, all’interno delle nostre scuole e università, diffondendo la conoscenza dei valori della resistenza, dei diritti costituzionali, della memoria storica, del rispetto reciproco e della cittadinanza.

Ai docenti va proprio un appello da parte di noi studenti, perché insieme a noi costruiscano nei luoghi della formazione le condizioni per una democrazia vera, perché possano con noi far crescere pratiche e strumenti per proteggere ciò che ci è più caro attraverso l’uso della ragione e non della forza: scuole e università non devono essere luoghi della prevaricazione, dove vige la legge della giungla, ma luoghi dove le regole di convivenza siano condivise e rispettate da tutti, dove prevalgano il merito (quello vero, e non quello dei propri genitori e famigliari) e le pari opportunità.

La Rete degli Studenti Medi, come l’UdU, non si arrende di fronte alla logica di potenza dei più forti. Ogni giorno nelle nostre scuole e nelle nostre università è un giorno di Resistenza: quando otteniamo il rispetto dello statuto degli studenti e delle studentesse, quando difendiamo un compagno dagli abusi di bulletti ignoranti, quando scendiamo in piazza per dire no ai tagli all’istruzione e alla formazione pubblica. Moltissime inoltre sono le iniziative che ci impegneranno non solo il 25 Aprile ma anche nel prossimo mese per ricordare l’importanza dell’antifascismo e della Resistenza.

Il futuro di questo Paese è in mano ai giovani, come giovani erano molti dei partigiani che decisero di cambiare le sorti dell’Italia. E per loro gridiamo oggi “Libertà e Democrazia tutti i giorni!”.

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