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Il Guatemala si spacca

Inizia la raccolta firme dell’opposizione per cacciare Colom, dopo il video-accusa che lo vuole coinvolto in loschi traffici e omicidi su commissione

La piazza della Costituzione di Città del Guatemala è stata ieri teatro degli umori dei cittadini guatemaltechi scesi in piazza chi per gridare la propria rabbia contro il presidente Álvaro Colom, accusato di corruzione, chi per difenderne la legittimità. Mentre i simpatizzanti percorrevano le strade del centro con fischi e striscioni di solidarietà, gli oppositori si sono appostati davanti alla Cattedrale metropolitana per raccogliere le firme necessarie a cacciare il capo di Stato. E intanto il governo grida alla cospirazione. “Mi porteranno via soltanto da morto da questo Palazzo”, ha dichiarato il presidente, che ha spiegato che difenderà la gente che ha votato per lui e che continuerà a traghettare “il paese verso una socialdemocrazia stabile”.

Tutto è iniziato il dieci maggio scorso. L’avvocato Rodrigo Rosenberg Marzano viene ucciso in un agguato in pieno centro della capitale. Passano poche ore e viene diffuso ai principali mass media locali un video, girato dallo stesso avvocato, che inizia dicendo: “Purtroppo, se state vedendo questo messaggio è perché io, Rodrigo Rosenberg Marzano, sono stato assassinato dal signor presidente Álvaro Colom, con l’aiuto di don Gustavo Alejos (segretario privato della Presidenza), e del signor Gregorio Valdez (imprenditore legato al governo)”. Una bomba. Le immagini dell’uomo in giacca e cravatta che parla davanti a un microfono rosso fanno il giro del mondo. Tutti i principali giornali ne parlano. Quelle parole si trasformano in un’arma puntata contro il presidente della repubblica, che si affretta a smentire le accuse. “La ragione per la quale sono morto è che fino all’ultimo sono stato l’avvocato dell’imprenditore Khalil Mussa e di sua figlia Marjorie Mussa)”, entrambi uccisi lo scorso 14 aprile, perché si sono rifiutati di coprire “gli affari illegali e milionari che si orchestrano ogni giorno nel Banrural (Banca dello sviluppo rurale a capitale misto) e che “va dal lavaggio di denaro sporco alla deviazione di fondi pubblici verso programmi inesistenti facenti capo alla signora Sandra de Colom, passando dal finanziamento di cartiere utilizzate dal narcotraffico”.

manifestanti contro ColomFuera Colom. Lo scandalo si dilaga e tra la gente comincia a montare rabbia e voglia di reagire. Nasce una movimento di raccolta firme che intende spodestare i Colom dal potere e si rafforza un sito internet Fueracolom.com che intende ospitare i commenti di chi, liberamente, sente il dovere di dire no a questo potere fuori controllo, “che tanto male sta facendo alla povera Guatemala”, per usare le parole di un guatemalteco che interviene sul sito. Si tratta di uno spazio che, nei limiti del possibile e della legge, intende far riflettere i cittadini e coordinarli in iniziative e movimenti di massa che costringano “il corrotto Colom alla resa”. E poprio leggendo gli interventi su questo spazio si intuisce che Rosenberg non è né il primo né l’ultimo a dirsi vittima di loschi regolamenti di conti e complotti.

manifestanti pro colomLa difesa di Colom. “Ho la coscienza totalmente pulita – ribatte a tutto ciò il presidente – sono una persona molto religiosa, che mantiene le promesse. Non rinuncerò mai di fronte ai miei nemici, rinuncio soltanto davanti ai miei amici. I nemici sono nove anni che usano il medesimo argomento per attaccare, semplicemente perché li preoccupa il cambiamento del Guatemala, un cambiamento che ci è costato cinquanta anni, e non si accetta che si tratti di un processo irreversibile, pacifico, democratico, ma fermo”. Quindi un accenno al video, rintracciabile anche su Youtube, di Rosenberg: “E’ totalmente falso. E la giustizia lo proverà”. Aggiungendo che si sta impegnando seriamente affinché l’omicidio dell’avvocato venga al più presto risolto e con esso anche tutti gli altri casi impuniti.

Alla larga. Ma a questo proposito, la fiscal che era stata nominata per indagare sull’omicidio Rosenberg è stata appena destituita per l’insistenza dell’opposizione. Si tratta di Claudia Muñoz, madre della fidanzata del segretario alla Comunicazione e portavoce del Governo, Fernando Barillas, troppo vicina alla maggioranza, dunque, per essere obiettiva. Un altro elemento, questo, che getta un’altra ombra sulla limpidezza tanto sbandierata da Colom.

“Che almeno si dimettano temporaneamente durante le indagini. È l’unica maniera per agire in maniera trasparente”, tuonano ancora gli oppositori, riferendosi al presidente e al suo segretario particolare, indicati nel video, assieme alla signora Colom, come gli orchestratori dell’omicidio Rosenberg e pienamente impelagati in grossi giochi di malaffare. Suggerimento questo appoggiato da alcuni mass media, dal premio Nobel per la Pace, Rigoberta Menchù, che ha chiesto alla first lady di abbandonare ogni carica pubblica (si occupa dei programmi sociali del Governo), e da Madres Angustiadas, influente Ong delle vittime della delinquenza. Prudenza viene richiesta, anche, dal giudice spagnolo Carlos Castresana, capo della missione Onu che collabora nelle indagini, che ha intimato ai funzionari coinvolti di mantenersi alla larga dalle indagini.

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