Home LGBTQ: fede, diritti, lotta all'omofobia IN BIBLIOTECA NESSUNA CENSURA

IN BIBLIOTECA NESSUNA CENSURA

di Mauro Guerrini
Presidente dell’Associazione Italiana Biblioteche

L’Associazione Italiana Biblioteche denuncia il tentativo in atto di censurare per via giudiziaria il diritto/dovere delle biblioteche a documentare tutti gli aspetti della vita e del costume contemporanei. L’Associazione Italiana Biblioteche (AIB) denuncia con forza il tentativo in atto da parte di alcuni esponenti politici (e sostenuto da alcuni organi di stampa) di censurare per via giudiziaria il diritto/dovere delle biblioteche a documentare tutti gli aspetti della vita e del costume contemporanei.

Con riferimento all’iniziativa “Due regine e due re”, promossa dal Comitato Gay Pride ed ospitata lo scorso 16 maggio dalla biblioteca internazionale per ragazzi “Edmondo De Amicis” di Genova, e al successivo esposto presso la magistratura presentato contro l’evento da un consigliere della Regione Liguria (in cui si parla di “pubblicizzazione di materiale pornografico minorile, divulgazione di notizie o informazioni finalizzate all’adescamento o allo sfruttamento di minori di anni 18”), l’AIB intende ribadire la piena e totale solidarietà al direttore scientifico della biblioteca, di cui è nota e riconosciuta la professionalità a livello nazionale e internazionale, e ribadire la fiducia nel ruolo delle biblioteche pubbliche, che sono e devono restare luoghi per il confronto delle idee e per la formazione delle opinioni, non terreni di scontro ideologico. Nell’esposto ci si riferisce anche a siti di associazioni lesbiche, gay, bisessuali e transgender citati in bibliografie realizzate nell’ambito dell’iniziativa di cui viene chiesto il sequestro assieme ai libri esposti, senza nemmeno accorgersi che uno dei siti incriminati è stato realizzato nell’ambito del Programma gioventù promosso dal nostro Governo.

L’iniziativa genovese è nata con l’intento di mettere in rilievo il ruolo della letteratura nello sviluppo dell’identità dei ragazzi, nel rispetto di diverse tipologie di amore ed affettività. Prevedeva l’organizzazione di un laboratorio a partecipazione mista adulti/bambini per la realizzazione di una fiaba collettiva. Gli accompagnatori dei bambini hanno sottoscritto un’informativa nella quale venivano descritte le finalità e le modalità di svolgimento del laboratorio. La biblioteca De Amicis ha redatto una bibliografia e i libri citati sono stati esposti durante il convegno all’interno della sala conferenze. L’incontro è poi proseguito con la lettura di brani tratti da alcuni testi. Gli interventi del pubblico hanno ribadito l’importanza del rispetto di un fondamentale diritto del bambino, quello di avere una famiglia che lo ami e lo protegga, e la necessità da parte delle famiglie di disporre di supporti alla genitorialità, in un percorso di comprensione ed accettazione delle scelte sessuali dei figli che permetta loro di seguirne nella maniera più serena lo sviluppo e la maturità.

Le bibliografie presentate al convegno, comprendenti libri presenti nelle collane per ragazzi delle maggiori case editrici italiane (Mondadori, Rizzoli, Giunti e altre), rispondono ai principi contenuti nei Manifesti IFLA/UNESCO per le biblioteche pubbliche e per le biblioteche scolastiche, ossia che “i materiali devono riflettere gli orientamenti attuali e l’evoluzione della società”, così come l’accesso ai servizi e alle raccolte non può essere soggetto “ad alcuna forma di censura ideologica, politica o religiosa, o a pressioni commerciali”. Trovare un equilibrio tra le possibilità offerte dal libero accesso all’informazione e tra il necessario rispetto delle capacità critiche proprie di ogni fascia d’età è uno dei compiti della biblioteca pubblica.

La via giudiziaria è la negazione delle ragioni per cui ancora oggi le biblioteche pubbliche vengono finanziate dalla collettività, il sintomo di una sindrome di cui appaiono i segni evidenti in molti settori della vita civile, in base alla quale i problemi non si risolvono affrontandoli con il dialogo e il confronto fra i diversi punti di vista sul mondo e sulla vita, ma apponendo divieti e minacciando sanzioni.

Per queste ragioni l’AIB intende opporsi con tutti i mezzi a sua disposizione ad ogni tentativo di discriminazione e di censura della libertà di opinione in biblioteca.

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